lunedì, 30 novembre 2009
"ehi, ma che fai?"
"mi spoglio, perché?"
"e se arriva qualcuno? devi infilarti dietro la tenda. non siamo mica a casa nostra"
"ah. non siamo soli?"
"a parte che c'è nascosto da qualche parte mohammmed, hai sentito cosa ha detto la signorina all'ingresso?" e poi no, non siamo soli, potrebbero venire altre coppie"
"mo'... che rottura. vabbè vado dietro la tenda"
"bravo"
"io però queste infradito con i fiori non le metto"
"le devi mettere. sono in dotazione"
"mi fanno cacare"
"secondo me ti donano. e poi se non le hai indosso, mohammed si arrabbia e ti caccia via"
"non so se è stata una buona idea venire qui"
"è stata tua"
"e ora? che si fa?"
"aspettiamo lui. siediti e rilassati"
"facile dire rilassati"
mohammed arriva, silenzioso come un gatto, alto, prestante, con un asciugamano intorno alla vita. sembra che sussurri parole gentili, in realta sibila secchi ordini.
"spalmatevi questa pasta sul corpo, evitando piedi e viso. poi vi fate una doccia tiepida e mi aspettate. chiaro?"
i due deglutiscono. chiarissimo.
"che porcheria è?"
"zitto che ti sente! è argilla. mettitela addosso e non protestare"
"mo' che puzza"
"piantala. fa benissimo alla pelle"
"le murt' dell'argilla"
mohammed torna, sembra ancora più grande.
"lavatevi la testa e poi andate in quella stanza. farà molto caldo. se non resistete uscite e vi fate una doccia fredda. entrate e uscite, entrate e uscite. tra un po' vi porto il tè. dovete rilassarvi"
gli ordini vengono eseguiti diligentemente. sul rilassamento tuttavia si lavora con alterni risultati.
lei va in deliquio. lui si domanda se dentro la stanzetta satura di vapori, di nascosto da mohammed, è possibile abbandonarsi all'erotismo ad altissime temperature. "secondo te?", chiede lei. "sei la solita bacchettona. e poi era una pura curiosità scientifica".
in quel momento entrano due sagome, un uomo e una donna, un costume nero e un bikini rosso. il vapore confonde i contorni.
le due coppie si ignorano.
"ecco, hai soddisfatto adesso la tua curiosità scientifica?"
lui mugugna.
gli altri tacciono. per poco. poi decidono di approfittare dei 50 gradi e del 100 per cento di umidità per aprire il vaso di pandora del loro tormentato ménage coniugale.
"non è che voglio fare polemica, nè? ma su certe cose non si può passare sopra", dice bikini rosso.
costume nero è stremato prima ancora di iniziare il confronto.
costume nero si è macchiato di negligenza, trascuratezza, menefreghismo, imperizia. insomma: è un maschio. bikini rosso ha eletto i vapori a ring di un redde rationem epocale.
al focoso pugliese si è spento ogni ardore.
"andiamo a bere il tè, dai"
mohammed si materializza tra i marmi.
"chi viene per primo?"
lui vigliacco infila il naso dentro la tazza.
lei, temeraria, si fa avanti.
mohammed la solleva, come fosse un fuscello, la posa su un tavolaccio di pietra e la denuda un po', creandole 4 secondi di imbarazzo che viene lavato rapidamente via insieme al vigoroso trattamento con il sapone. lei è una bambola di pezza tra le sue mani e cade in trance.
i ricordi poi si annebbiano. mohammed si dilegua. ci sono una enorme vasca idromassaggio in cui i due trascorrono oltre un'ora, una sala piena di cuscini e frutta e tè e biscotti tondi, 25 minuti di massaggio con l'olio alle mandorle e una signorina che ti fa sentire una regina e che vorresti portarti a casa e tenerla con te per tutta la vita.
quando i due si ritrovano, al termine del massaggio, lei ha perso l'uso della parola, l'economista marxista barese ha i capelli ritti in testa ed esclama "mo' mondiale!".
a natale 2008 mister incredible regalò a elastigirl un percorso di coppia all'hammam. loro, non avvezzi alla lussuria, lasciarono passare qualche mese, lei rimase incinta e non ci pensarono più, arrivò l'estate e la prospettiva di un bagno turco a 50 gradi non li entusiasmava. la settimana scorsa lui disse: "io ti faccio i regali e tu li lasci scadere. che tristezza". avevano tempo fino a natale 2009. lei prenotò e venerdì ci sono andati, nonostante il terzo, sempre più invadente, incomodo nella pancia e un complicato incastro di hobbit.
ne valeva la pena.
domenica, 29 novembre 2009
ore 20,10, in cucina.
"secondo te, quei due si amano molto?", chiede lo hobbit grande al piccolo, guardando elastigirl e mister incredible che riempiono la lavastoviglie.
"quali due?", domanda il piccolo con aria assente.
"come quali due? il barese e la sgnacchera"
è vero:
- non è bello che un seienne usi gli aggettivi sgnacchera per definire la propria madre e barese per indicare il proprio padre, tantomeno conversando con il fratello treenne,
- è probabile e auspicabile che il seienne ignori il significato etimologico del sopra citato aggettivo singolare femminile,
- non è chiaro da quali dotte fonti il seienne abbia appreso cotanto colorito linguaggio,
tuttavia:
essere definita sgnacchera in un uggioso weekend novembrino mentre si armeggia tra padelle sporche di sugo, piegata sotto il peso di una pancia alla 36ma settimana di gravidanza, dà un fremito di autostima nonché un senso all'oggettivamente eccessiva presenza maschile nell'elasti-casa.
giovedì, 26 novembre 2009
siccome la pagliuzza nell'occhio del prossimo è sempre più grande della trave nel nostro,
siccome enumerare i difetti altrui dà un certo gusto,
siccome parlare dei pregi non propri fa sentire più buoni,
siccome un momento di autocoscienza giova anche ai maschi, anche se spesso vi si sottraggono,
siccome quando il gioco si fa duro...
ecco qui:
mister incredible è un cattivo padre:
1. perché quando lavora o è immerso nella lettura dei suoi testi sacri, tipo i love marxian economics o econometric models for proletarian revolution, non sente i figli che urlano, che si lanciano oggetti contundenti o che gli annunciano l'intenzione di scaraventare lo stereo e la tivvù fuori dal balcone per fare spazio ai gormiti.
2. perché fa vedere agli hobbit il signore degli anelli, x-man, daredevil, hellboy e altri altri inquietanti film senza censure, come se assistere a guerre, squartamenti e violenze varie conditi da atmosfere gotiche e ansiogene fosse uguale ad assistere alla danza dei sette nani nella miniera di diamanti.
3. perché non sospetta nemmeno che il lunedì mattina alla scuola materna si debbano portare asciugamano, bavaglino e lenzuola puliti e che nello zaino dello hobbit grande vada infilata una merenda, ogni giorno.
4. perché, se fosse per lui, i bambini potrebbero andare in giro a maniche corte, anche a gennaio, con i sandali aperti e i calzoni corti, potrebbero indossare una maglia viola e dei pantaloni a pois marroni o avvolgersi negli stracci della cucina e presentarsi così al mondo e soprattutto alle intemperie.
5. perché non si pone il problema del cibo, dell'appuntamento con la pediatra, del pagamento della refezione scolastica e dei contributi inps della baby sitter valentina diolabenedica.
6. perché non ama i dolci e quando si trasgredisce tutti insieme, con il cioccolato, il gelato e la torta, lui scuote la testa e mangia cicorie.
7. perché non voleva una figlia femmina. ne sarebbe stato letteralmente terrorizzato e, come disse un giorno, l'avrebbe allevata "come il maschio che ho sempre desiderato".
8. perché sostiene di essere "un padre perfetto".
mister incredible è un buon padre:
1. perché adora gli hobbit e li guarda con sguardo da triglia innamorata, ma solo quando pensa di non essere visto.
2. perché li coccola, e fa loro il solletico e li fa ridere e gridare di gioia come nessun altro.
3. perché pulisce con assoluta naturalezza la cacca, il vomito e le altre schifezze hobbit e perché sa accudire un nano come e meglio di una mamma, senza sentirsi eroico o straordinario per questo.
4. perché condivide, partecipa e interviene in tutte le cose importanti, perché è coerente, solido, presente anche quando è lontano.
5. perché, quando c'è bisogno, fa il poliziotto cattivo, lasciando a elastigirl il più comodo ruolo della buona.
6. perché ha insegnato ai nani a dormire, con disciplina e dolcezza, come elasti-mollacchiona non sarebbe mai stata in grado di fare.
7. perché quando elastigirl allattava, si alzava spesso di notte anche lui, e si accoccolava vicino a lei, aspettando che finisse. e poi diceva "noi allattiamo" ed era un po' vero.
8. perché trasmette le sue passioni agli hobbit e insegna loro il dialetto barese e l'amore per le cartellate e le cime di rapa, regalando loro quelle radici che a elastigirl mancano.
chi volesse partecipare a questo gioco in prima o per interposta persona è, come al solito, caldamente invitato a farlo.
KGNSBFACBHPD
mercoledì, 25 novembre 2009
tunf tunf tunf
"che stai facendo, nano? la smetti di dare calci al muro?"
"ma ho li pedi nudi e non spocco" (= ti faccio notare che ho avuto l'accortezza di denudarmi i piedi prima di infierire contro la parete della cucina, al fine di non lordare il muro che, del resto, ho già provveduto in passato a insozzare a dovere)
"non mi interessa che tu abbia i piedi nudi. non si danno i calci al muro"
"ma è la casa di malìoteleso" (= il muro non è un semplice muro, bensì la dimora del mio amico immaginario marìotereso. e se tento di demolirlo a suon di pedate avrò i miei buoni motivi)
"a maggior ragione: se marìotereso è in casa in questo momento gli stai dando molto fastidio. quindi finiscila"
"malìoteleso è in casa con sua mollie"
"ah. marìotereso oltre ad avere un papà - benedetto come il papa - e una mamma - lucia come la manzoniana mondella - che lo trascurano e lo mollano regolarmente nella nostra famiglia, ha pure una moglie? e come si chiama questa moglie?"
"come si deve chiamale? maliatelesa, no?"
"naturale, come si deve chiamare se no?"
"che poi è la mamma di mattina e benedetta, le bambine che ho in panza" (= mariateresa, moglie di marìotereso, altro non è che la madre naturale e legittima di martina e benedetta, le bambine che io porto in grembo, figlie, sempre legittime e naturali, di marìotereso che mi ha chiesto il favore di covarle al posto loro)
"scusa nano, e perché martina e benedetta non stanno nella pancia di mariateresa ma nella tua?"
"zelto, pelké maliatelesa non ha la panza adatta"
"e tu invece hai pancia adatta per farci crescere le due gemelle?"
"zelto, io vado in pissina, senti ke muccoletti" (= certamente. ti ricordo che io frequento il corso di nuoto baby alla piscina comunale vicino a casa. e per questo sono dotato di muscoli addominali di tutto rispetto. senti che tonicità e che vigore!).
martedì, 24 novembre 2009
"va tutto bene?"
"no, sono stravolto. troppa vita mondana nel weekend"
"vita mondana? non definirei 'mondani' un pranzo con mio padre e una cena con una coppia di amici con bambini. non definirei 'mondane' nemmeno la spesa alla coop e la passeggiata domenicale fino all'edicola..."
"per me abbiamo fatto troppe cose... e anche gli hobbit sono stanchi. dobbiamo rallentare i ritmi"
"guarda che sono io la gestante flemmatica e narcolettica alla fine dell'ottavo mese e voi siete i baldi maschi, bastone della mia gravidanza..."
"ripeto, dobbiamo rallentare. così non si può andare avanti"
mister incredible ha un colorito verdognolo, occhiaie da vampiro e lo sguardo annebbiato, quasi privo di traccia del suo irresistibile guizzo folle. mister incredible è stanco e irritabile. al gotico fumetto dampyr e all'appassionante best seller making sense of marx preferisce la lettura di D di repubblica. e invece di soffermarsi sulle signorine discinte, come farebbe in tempi normali, preferisce le ricette a base di tofu.
mister incredible non sta bene, fa brutti pensieri ed è inquieto.
ed elastigirl, fuori tempo massimo, è assalita dal panico.
perché il primo figlio è una impresa titanica, il secondo è il complemento a uno del primo, è la consapevolezza e il desiderio, è la normalità.
ma il terzo figlio forse è follia, o incoscienza, o stupidità, o ottuso amore per la vita. il terzo figlio, voluto con ardore e integralismo, è bulimia, è un giro bendati sul bordo del precipizio, è spingersi oltre le proprie possibilità, è scardinare un equilibrio faticosamente costruito. il terzo figlio forse non fa per noi, forse ci manderà in frantumi, ci darà una botta in testa e ci lascerà esauriti e tramortiti sul pianerottolo di casa.
"si può rimpiangere un'assenza ma mai si rimpiangerà una presenza", diceva un giorno elastigirl, quando ancora non arrancava sotto il peso della sua enorme pancia e quando ancora non aveva visto le occhiaie da vampiro di mister incredible.
oggi non lo sa più. oggi c'è un tempo grigio, il verdognolo mister incredible è a londra, lo hobbit piccolo le ha funestato la notte per poi salutare elastigirl, all'ingresso della scuola materna, con un "zao cuzzola" (= ciao cucciola) che le ha dato il definitivo colpo di grazia.
però domani passa tutto. promesso.
lunedì, 23 novembre 2009
"mamma, ma che tette grandi ti sono venute...", dice lo hobbit grande con tono di rimprovero e sguardo di disapprovazione.
"è normale quando si è incinta. e poi io ne sono molto fiera. se solo non ci fosse questa enorme pancia sotto, sarebbero fantastiche"
"secondo me sono troppo grandi"
"secondo me no"
"senti... ma non è che poi ti restano così per sempre?"
"è quello che speravo quando aspettavo e allattavo te e tuo fratello, ma purtroppo no. tornano come prima"
"esattamente come prima? cioè normali?"
"non torneranno 'normali' perché le 'tette normali' non esistono. torneranno piccolette, come prima, più o meno"
"fiuhhh".
venerdì, 20 novembre 2009
sono una cattiva madre:
1. perché detesto (ma proprio mi fa schifo) giocare con i gormiti e con tutti gli altri mostruosi personaggi che combattono, si ammazzano e risorgono, che dicono "io sono il più forte, no io, no io sbleng, tong, gunf"
2. perché passare un sabato e domenica interi sola con gli hobbit, senza mister incredible, mi getta nello sconforto e mi sfinisce
3. perché non so disegnare, nemmeno un gatto, un topo, un albero. niente di niente. produco sgorbi immondi che mi imbarazzano. e per questo non incoraggio l'estro artistico dei nani
4. perché non ascolto musica e non la faccio ascoltare ai bambini
5. perché non ho inventiva né manualità, non so cucire nemmeno un cappiolino di un asciugamano o un bottone. la sola idea di creare un costume, una maschera, uno straccio di mantello per carnevale o halloween mi provoca tremori e vertigini
6. perché non cucino mai il minestrone e nemmeno i legumi che dicono sono tanto sani
7. perché non accetterei di smettere di lavorare per occuparmi a tempo pieno dei figli
8. perché a volte mi infurio e allora urlo, oppure sbatto per terra fortissimo un giocattolo a caso. è capitato che si frantumasse sotto gli occhi esterrefatti dei due hobbit.
sono una buona madre:
1. perché con gli hobbit rido, come con nessun altro
2. perché con loro canto, qualsiasi cosa, dalle sigle tv degli anni 70, alle canzoni inventate e spesso ballo
3. perché li lascio parlare, senza interromperli, e passerei la vita ad ascoltarli. perché i racconti hobbit mi incantano
4. perché adoro leggere loro le storie e preparare loro le torte
5. perché provo a mettergli dei paletti intorno, anche se a volte "sbraco" come dice mister incredible e qualche paletto cede
6. perché non sono ansiosa, almeno non troppo, e non mi interessa se non hanno la canottiera rimboccata nei pantaloni
7. perché sono fiera di loro e loro lo sanno e anche per questo hanno le spalle larghe
8. perché penso che il mondo sia un posto bello e voglio che lo pensino anche gli hobbit.
se qualcuna/o volesse partecipare a questo rito catartico, può farlo liberamente qui sotto. non ci sono limiti all'autoflagellazione né all'autocelebrazione. e nemmeno limiti di spazio. l'anonimato è concesso, ma solo quando è veramente necessario.
mercoledì, 18 novembre 2009
gira per casa con una cuffia da piscina bianca e nera, completamente sformata, calata sul viso, come il rapinatore di una banca con una calza di naylon.
all'altezza degli occhi porta, sopra la cuffia, i suoi occhiali da sole rossi con una folla di ranocchie disegnate sulle stanghette.
indossa una tuta da superman con gli addominali e i pettorali imbottiti.
sostiene di non potersi chinare perché ha due bambine irrequiete e ingombranti nella pancia, martina e benedetta, figlie del suo amico immaginario marìotereso che aveva bisogno di un ventre in prestito per qualche mese.
nei quaranta giorni mancanti alla nascita del microbbit, la situazione potrebbe precipitare e lo hobbit piccolo perdersi irrimediabilmente nel gorgo della follia.
martedì, 17 novembre 2009
gli hobbit frequentano con alterne soddisfazioni rispettivamente i corsi di nuoto junior e baby della piscina comunale di zona.
"elasti, ma tu niente?", ha chiesto la responsabile della piscina.
"in che senso niente?"
"be', con quella bella pancia abitata potresti frequentare il nostro corso di acquaticità in gravidanza..."
"non saprei..."
"su su, non fare la pigra"
improvvisamente è risuonato nell'elasti-coscienza l'imperativo 'hop hop!' di nonna J, quello che ha funestato l'elasti-infanzia, quello al cospetto del quale si deve scattare sull'attenti, quello che non ammette mollezze né esitazioni.
effettivamente ti stai trasformando in bradipo: passi dal divano alla poltrona, dal libro al computer, dai gormiti ai bakugan, dal quaderno rosso di italianoa quello blu di matematica. meno male che accompagni gli hobbit a scuola e vai a comprare i giornali, altrimenti ti si atrofizzerebbero le gambe. smidollata che non sei altro... dov'è finita l'elasti di un tempo?
"ma non è uno di quei corsi in cui si chiudono gli occhi e si parla con il pavimento pelvico, in cui ci si prende per mano e si scambiano flussi energetici armonici, in cui si inspira ed espira ritmicamente insieme allo scopo di uscire dal proprio corpo? perché io, in quel caso, non mi sento pronta"
"macché. è un corso di ginnastica, ginnastica per ippopot... pardon, gestanti"
"va bene. se mi garantisci che è semplice ginnastica, laica e positivista, mi iscrivo"
"ottimo. ti aspettiamo il lunedì e il giovedì alle 9,30"
"alle 9,30 del mattino? ma che orario è?"
"orario per gestanti in cova. hai da fare a quell'ora?"
"no, effettivamente no".
lunedì, ore 9,30.
sei pance smisurate, coperte da altrettanti castigati costumi diserotizzanti, immerse in una pozza di acqua tiepida fronteggiano un'aitante silfide con i capelli rossi a fusillo.
"bene ragazze. eccoci. questo deve essere un momento di piacere per voi e per le vostre creature. cosa vi dà piacere? nuotare? fare ginnastica? io sono qui per farvi sentire bene", dice la silfide con un sinistro guizzo estatico nello sguardo.
"io vorrei passare un'ora ad occhi chiusi galleggiando come in un mare di liquido amniotico"
"io vorrei concentrarmi sul mio pavimento pelvico che sarà la chiave di volta di quell'esperienza magica e totale che è il parto"
"io vorrei che ci parlassimo delle nostre paure, magari tenendoci per mano"
"io vorrei re-imparare a respirare, proprio come un neonato che esce dal grembo materno"
"io vorrei che diventassimo amiche, che inspirassimo ed espirassimo in armonia"
"io mi sento poco bene".
lunedì, 16 novembre 2009
"buongiorno elasti, buongiorno mister incredible. e tu chi sei?"
"sono lo hobbit grande e sono venuto a vedere mio fratello fotografato nella pancia"
"piacere, io sono il dottore. sali qui su questa pedana e guarda nello schermo di questa macchina che si chiama ecografo. adesso metto questo gel sulla pancia della mamma e poi ci passo sopra questa sonda. sei pronto?"
"prontissimo"
"questa è la testa, questa è la gamba, questa è l'altra gamba, queste sono le mani... no, veramente sono i piedi: 1, 2, 3, 4, 5 dita. sembrano i piedi di un personaggio di un fumetto giapponese, con le dita staccate e l'alluce enorme"
"sì. sono i piedi da hobbit. ce li abbiamo tutti così in famiglia. a parte la mamma. dovresti vedere i piedi dello zio con l'orecchino al naso e capiresti da chi abbiamo preso"
"accidenti. complimenti"
"grazie"
"in questo momento si sta toccando il pisellino. vedi?"
"già, questa cosa di mettersi le mani lì invece l'ha presa dallo hobbit piccolo, l'altro mio fratello che ha tre anni e mezzo ed è ossessionato dal suo pisello. andranno d'accordo, due ossessionati"
"l'ecografo dice che in questo momento tuo fratello con i piedi da hobbit ossessionato dal pisello pesa circa 2,2 kg e sta bene".
il microbbit nuota e si fa, impunemente e senza alcuna inibizione, i fatti suoi nell'elasti-pancia, da cui uscirà, salvo imprevisti, il 28 dicembre, con un cesareo purtroppo, come i suoi predecessori.