mercoledì, 30 settembre 2009
stamane elastigirl alle 8 ha accompagnato lo hobbit piccolo alla scuola materna, lui le ha detto "in bocca al lupo al lavolo", come fa ogni mattina, e l'ha congedata. poi, con lo hobbit grande per mano, si è avviata verso la scuola elementare. nei quindici minuti di tragitto si sono raccontati storie paurose, in cui vecchie zie fanno a fette i nipoti e li mettono nell'impasto della torta di compleanno dello zio e varie altre amenità.
lasciato lo hobbit in tuta da ginnastica all'ingresso delle prime, davanti alla porta a vetri, invalicabile per i genitori, elastigirl, sempre meno aitante, è andata a prendere la metropolitana.
sul treno una signora gentile ha lasciato il posto a lei e alla pancia abitata. in cambio le ha raccontato il suo travaglio di 18 ore culminato con un cesareo di urgenza. ("comunque tranquilla. io ho sofferto come un cane, ma la bambina adesso sta bene, ha 16 anni e fa pallanuoto").
arrivata in redazione, elastigirl si è seduta al suo posto, ha acceso il computer e ha letto di unicredit e intesa che non faranno ricorso ai tremonti bond. poi si è alzata, ha pensato che non va bene avere già mal di schiena così presto la mattina ed è andata a fare la sua quinta pipì delle 37 quotidiane. si è accorta  che i disoccupati in germania in settembre sono calati di 12.000 unità, che le faceva male lo stomaco, e forse aveva anche un po' di nausea e un irresistibile desiderio di sdraiarsi sul linoleum. ha chiuso gli occhi e ha pensato che voleva la mamma, un tè, il plaid verde di quando era piccola, il divano, un cuscino e la mela grattugiata che si dà ai malati. ha riaperto gli occhi ed era sudata e infreddolita, aveva i brividi, le ginocchia molli e il microbbit che, incurante del traballante mondo intorno, faceva flessioni e piegamenti nelle instabili profondità dei territori occupati.
alle 9,15 elastigirl ha chiamato un taxi ed è tornata a casa, dove ha dormito per le successive quattro ore, benedicendo il suo cedimento strutturale.
al momento i pezzi sono stati ricomposti e domani è un altro giorno.
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categoria:gravidanza, sfinimento
martedì, 29 settembre 2009
elastigirl, fino a ieri, era convinta che lo hobbit piccolo appartenesse a quella categoria di uomini che non devono chiedere mai, che si fanno poche domande e si danno molte risposte, che si bastano, che ballano da soli, che conoscono la strada e non hanno bisogno del tom tom.
e non era sicura che fosse una fortuna, per lui, per il suo prossimo e, soprattutto, per la sua prossima.
elastigirl, fino a ieri, era anche convinta che francesca, colei che con lo hobbit piccolo condivide classe blu, maestra, armadietto delle pantofole e materasso nell'angolo morbido e che ormai da un anno è stata fregiata dell'appellativo 'fidantzata', fosse per lo hobbit piccolo soltanto uno status symbol, creato al solo scopo di emulare il fratello precocemente donnaiolo e cascamorto.
e tutto questo non la inorgogliva affatto.
oggi elastigirl ha visto, per la prima volta, lo hobbit piccolo e francesca insieme ai giardinetti. e ha capito di avere commesso dei grossolani errori di valutazione.
"marito-mio, vieni qua! marito mio, seguimi! marito-mio, raccogli i sassolini! marito-mio, dammi la mano! marito-mio, sei mio!", diceva francesca, dominatrix in erba.
lui taceva ed eseguiva, adorante e interdetto, obbediente e solerte. un altro servo della gleba al cospetto del gentil sesso.
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categoria:amore, hobbit
lunedì, 28 settembre 2009
nonostante un'infanzia passata a cantare 'sebben che siamo donne paura non abbiamo', l'educazione di nonna J a base di hop hop e di sedute di autocoscienza femminista, nonostante gli aridi studi di economia e l'ancor più arida carriera (carriera?) nel giornalismo finanziario, elastigirl, dentro, è una massaia.
nelle recondite profondità del suo animo, lei porta un grembiulone a fiori macchiato di farina e tuorlo d'uovo e un mattarello sotto il braccio, ha origini contadine e quindici figli urlanti attaccati alla sottana che implorano di leccare l'impasto della torta marmorizzata rimasto appiccicato al mestolo di legno.
l'elasti-massaia, pur essendo una donna spavalda e volitiva tra le mura domestiche,  in pubblico è schiva e preferisce restare nell'ombra, generalmente in una tasca dell'elasti-borsa o tra le pieghe di un'elasti-camicia.
la domenica tuttavia è il suo momento.
"ragazzi, bisogna tagliare tutto quel basilico sul balcone, altrimenti muore. e cosa facciamo di tutto questo bendidio profumatissimo e biologico? il pesto! e poi occorre tagliare anche la salvia che ormai è diventata infestante e stasera cosa si mangia? salvia fritta. olè. venite ad aiutarmi"", ha detto energica e imperiosa agli hobbit ieri pomeriggio brandendo un enorme paio di forbici.
"ehi mamma! guarda! è gigantesco! è verde! è un super verme!", ha gridato lo hobbit grande in estasi mentre lavava le foglie odorose.
"zi sono anke io! fatemi vedele. un vemme? glande! folse è un dlago!"
"ma è bellissimo! guardiamolo da vicino. nano, domani potresti portarlo a scuola e farlo vedere alle maestre e ai compagni. che dici? mettimelo sulla mano!"
già, perché l'elasti-massaia non ha paura di niente e, alla bisogna, combatte a mani nude le sue battaglie contro le mostruose creature, grandi e piccole, di madre natura.
pesto e salvia fritta hanno perso ogni appeal di fronte al vermone ipertrofico, protagonista assoluto dell'imbrunire domenicale.
la sera, prima di andare a dormire, lo hobbit grande ed elasti-massaia hanno infilato il gigante verde in un tupperware dotato di presa d'aria, in cui hanno messo ogni genere di conforto: acqua, basilico, pane, uva e un fiore blu perché anche l'occhio vuole la sua parte.
stamane, nella frenesia malmostosa del lunedì mattina, di quella signora con il mattarello sotto il braccio, amica della salvia e dei vermi, solare ed entusiasta, era rimasto solo uno straccio stropicciato.
"mamma guarda! il verme è ancora più grasso stamattina. e... ha fatto un sacco di cacca! ci sono palline di cacca dappertutto dentro il tapperware! la maestra sarà contentissima!"
elastigirl ha lanciato un'occhiata furtiva e disgustata all'immondo contenitore. la massaia ha ceduto il posto a un'algida e schizzinosa signorina rottermeier: "quell'orrido animaletto produttore di schifezze non è di rappresentanza. escludo che tu possa portarlo a scuola", ha decretato arricciando il naso e gettando tutto in pattumiera.

elastigirl è convinta che, prima o poi, questa scissione interiore la porterà alla follia.
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categoria:autocoscienza
domenica, 27 settembre 2009
"mamma, ho fatto un sogno.
ho sognato che il fratellino era già uscito dalla pancia. ma non era minuscolo come un piccolo tartarugo che dorme, mangia, fa la cacca e nient'altro. era già grande. e parlava e correva e giocava con me. e insieme facevamo i pazzi e ci divertivamo moltissimo. un giorno gli ho detto: 'dai, facciamo una gara fino a quell'autobus' e abbiamo fatto la gara e siamo arrivati insieme alle porte dell'autobus. io le ho solo toccate come per dire 'arrivato!'. lui invece le ha aperte ed è salito. le porte si sono richiuse subito e l'autobus è partito, con il fratellino dentro. e io sono rimasto lì, a guardare. senza potere fare niente"

"poi pelò è allivato malìoteleso, ha felmato l'autobus, ha apelto le pòlte, ha dato un pugno al guidatole e ha lecupelato il flatellino. sai mamma?" (= io, che mi inserisco a cuneo nelle conversazioni, nelle vite e nei sogni altrui, senza esitazioni né timidezza, so che immediatamente dopo è arrivato il mio amico immaginario marìotereso che, come spesso accade, ha un ruolo decisivo nella nostra famiglia. del resto non è mio amico per caso. marìotereso ha fermato l'autobus, ha aperto le porte, è entrato e, nel dubbio, ha dato un pugno al conducente perché secondo lui con la giusta dose di violenza ogni controversi è redimibile. l'eroico amico immaginario ha infine recuperato il fratellino indifeso e - diciamolo pure - anche un po' fesso, e lo ha riportato sano e salvo a casa. sai mamma?)

qualcuno aveva detto a elastigirl che quando arriva un terzo bambino, generalmente il primogenito lo accoglie con cosapevolezza, serenità e gioia. il secondogenito invece, perdendo i privilegi del figlio piccolo e acquisendo l'ibrido stato di 'bambino di mezzo' potrebbe avere qualche difficoltà in più. qualcosa suggerisce tuttavia che nell'elasti-famiglia le cose potrebbero andare diversamente.



PS  di servizio: per qualche strano e al momento incomprensibile motivo, a tratti l'indirizzo www.nonsolomamma.com non è raggiungibile. il blog dovrebbe comunque essere sempre accessibile da nonsolomamma.splinder.com
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categoria:sogni, fratelli, hobbit
giovedì, 24 settembre 2009
"sono stanca, stravolta, esausta, ho mal di schiena, sonno e i crampi, mi si chiudono gli occhi, ho la pancia, le cosciotte e il sederone, ho i piedi gonfi e mi scappa la pipì ogni tre minuti. ah! dimenticavo. non ho niente da mettermi"

"però hai dei bei capelli"

"cosa me ne faccio dei bei capelli se tutto il resto va in pezzi?"

"anche le unghie non sono male. sono sane e forti come i capelli. devi ringraziare gli estrogeni. vedi che non tutto va in pezzi?"

"ma che mi frega delle unghie forti?"

"non fare la lagna"

"ok. la smetto. ma non è possibile avere un marito part time, un lavoro a tempo pieno, due hobbit e una pancia abitata. non è possibile svegliarsi alle 6,30 ogni mattina, lavarsi, vestirsi, preparare due nani in fretta e furia e scaraventarli fuori di casa, avere 25 minuti per accompagnarli in due scuole diverse e lontane tra loro e poi precipitarsi in redazione, passarci 8 ore, con in mezzo una pausa pranzo in cui andare in posta o infliggersi qualche altra abbrutente commissione, poi tornare a casa che sono passate le 7 di sera e trovare una baby sitter valentina diolabenedica che deve schizzare in brianza, dove la aspetta il suo neo-marito fabio, una cena da preparare e due hobbit a cui non importa nulla di una gestante stremata, bisognosa di silenzio e di un bagno caldo. non è possibile dimenticarsi del microbbit qui dentro e quando uno sconosciuto in metropolitana, guardando la pancia, chiede 'quanto manca?' rispondergli 'tre fermate per la stazione centrale'. non è possibile"

"non te ha lo ordinato il medico tutto questo"

"no, effettivamente no"

"è stata una tua libera, consapevole scelta. o sbaglio?"

"no, non sbagli"

"ecco, appunto. allora piantala. e ringrazia"


l'elasti-coscienza in questo periodo andrebbe soppressa, o almeno messa a tacere. se solo elastigirl sapesse come fare.
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categoria:autocoscienza, sconforto, sfinimento
martedì, 22 settembre 2009
"mister incredible, perché in bagno c'è sempre un immondo puzzo di pipì?"

"perché lo hobbit piccolo sbaglia mira e nemmeno lo hobbit grande è infallibile"

"be', ma non stiamo parlando dei bagni della stazione centrale. e poi a casa nostra si pulisce piuttosto spesso..."

"allora elasti. sia chiaro una volta per tutte: indipendentemente dal livello di igiene, in una casa con tre maschi, tra poco quattro, il puzzo di piscio è un must. ti devi rassegnare"

e pronunciando questa implacabile sentenza, mister incredible è partito per londra, lasciando elastigirl sola con due hobbit, una pancia abitata e un impietoso destino.
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categoria:marito
lunedì, 21 settembre 2009
"sai mamma, ho un sospetto"

"che sospetto?"

"il sospetto che simona mi ami"

"chi è simona?"

"una mia nuova compagna di scuola"

"e cosa ti fa sospettare che simona ti ami?"

"be'. non è proprio venuta da me dicendomi 'io ti amo'"

"allora cosa ti ha detto?"

"mi ha detto 'sai che tu sei proprio uguale a un mio ex?"

"scusa, quanti anni ha questa simona?"

"quanti anni vuoi che abbia? sei, come me"

"e ti ha detto che sei uguale a un suo ex?"

"già"

"ma ex cosa?"

"mamma, per piacere! se fai queste domande possiamo anche smettere di parlare".
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categoria:follie, hobbit
domenica, 20 settembre 2009
qualche tempo fa mister incredible trovò casualmente a casa di amici un volumetto informativo dell'amsa, azienda municipale per la nettezza urbana. prima se lo rigirò tra le mani, poi lo sfogliò, infine si immerse nella lettura, emettendo di tanto in tanto, rigorosamente in barese, gridolini di entusiasmo ("mo'!"), esclamazioni di giubilo ("mo'!") e commenti appassionati ("mo!") in un climax di gaudio e tripudio.
"nel sacco nero rifiuti generici, nel sacco giallo plastica e metallo ma non piatti e bicchieri né rifiuti pericolosi, nel cassonetto verde solo vetro, nel cassonetto bianco carta, cartone e tetrapak. mo'! geniale!", declamava commosso.
"si chiama raccolta differenziata. la facciamo da anni", gli spiegavano i presenti inascoltati.
lui leggeva in visibilio, come al cospetto di un testo sacro.
poi arrivò alla pagina dedicata alle riciclerie e il suo fervore raggiunse vette inesplorate.
"voi non vi rendete conto! la ricicleria è aperta sempre, anche la domenica. e ci porti il vetro in lastre, lo scaldabagno, le tapparelle, i calcinacci e persino i grassi di frittura!"
"ma noi non abbiamo grassi di frittura da smaltire, e nemmeno scaldabagni e tapparelle"
"non importa. è fantastico sapere che ci siano posti così. non avrei mai pensato che un giorno questa orrenda città sarebbe stata in grado di sorprendermi", diceva con quel lampo di follia generamente da lui riservato ai modelli econometrici per l'abbattimento dei sistemi capitalistici.
ieri l'elasti-famiglia, trascinata dal suo invasato condottiero, si è recata al gran completo, microbbit nella pancia incluso, nella ricicleria più vicina, un capannone disperso nell'estrema periferia nord di milano.
mister incredible ha trascorso un sabato mattina a lanciare negli appositi contenitori, diligentemente selezionati, un ferro da stiro, un'aspirapolvere, un seggiolone rotto, pile scariche, vestiti vecchi e altre cianfrusaglie riesumate dagli anfratti più remoti dell'elasti-casa, fianco a fianco con decine di altri cittadini come lui, tutti sorridenti, solidali e virtuosi.
gli hobbit, dopo i primi minuti di entusiasmo, in cui hanno scaraventato un phon e qualche mouse in una grande vasca bianca, hanno cominciato a litigare: il conflitto ha raggiunto il suo apice quando il piccolo ha comunicato al grande "malìoteleso mi ha detto nell'olecchio che sei solo un povelo cletinetti" (= il mio amico immaginario, marìotereso, le cui parole sono perle di verità e saggezza, mi ha appena confidato, sussurrandomi nell'orecchio, che tu, mio fratello, sei soltanto un povero cretinetti. premesso che ambasciator non porta pena, desidero puntualizzare che sottoscrivo appieno).
terminato lo smaltimento dei rifiuti, l'elasti-famiglia si è infilata nell'infernale bolgia dell'ipercoop per l'abbrutente rito settimanale della pantagruelica spesa.
alle 13,30 elastigirl stava scolando mezzo chilo penne rigate, cercando di ricordarsi l'esatto momento in cui la sua vita ha imboccato questa china perversa e apparentemente irreversibile.
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categoria:famiglia, follie, marito
giovedì, 17 settembre 2009
a scuola alcuni bambini imbrogliano. sono degli impostori. dicono di avere sei anni, ma in realtà ne hanno tre e non dovrebbero essere in prima elementare ma in prima asilo come mio fratello. roberta, la mia compagna di banco che ieri mi ha dato un morso di cui porto ancora i segni, è una degli impostori per esempio. però lei di anni in realtà ne ha otto o forse nove. comunque mi arriva all'ombelico e oggi non mi ha morsicato ma mi ha dato due sberle e io ho risposto con un pugno sul naso che glielo ha tutto stortato.
a metà mattina le maestre ci portano in bagno. dobbiamo fare pipì e lavarci le mani. alcuni addirittura fanno la cacca. io la cacca in quei bagni non la farei manco morto. piuttosto me la tengo tutta la vita. c'è un lerciume irrimediabile, pipì dappertutto e carta igienica ovunque.
oggi nessuno ci ha dato una caramella però abbiamo disegnato le greche sul quaderno rosso e poi le abbiamo colorate di verde. praticamente abbiamo imparato a scrivere.
a me la scuola elementare piace parecchio.

ps solenne: dopo tre post monotematici e monomaniacali, basta per un po' con i racconti della scuola. promesso. è che la prima elementare e l'interpretazione hobbit della stessa sono un'esperienza totalmente nuova per elastigirl. abbiate pazienza.
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categoria:scuola, hobbit
mercoledì, 16 settembre 2009
"be'? com'è andato il secondo giorno di scuola?"

"bene"

"ottimo. dai, racconta! cosa avete fatto? hai conosciuto qualcuno dei tuoi compagni nuovi? avete usato i quaderni? i pennarelli? c'è qualche avviso dalle maestre?"

"mamma, non iniziare a farmi le tue domande"

"va bene. non ti chiedo niente. ma dimmi come è andata"

"siamo entrati in classe. le maestre ci hanno cambiati di posto. non sono più vicino al mio amico matteo in prima fila. sono in penultima fila. vicino a una femmina. si chiama roberta e mi ha dato un morso. vedi? ho ancora il segno"

"ma come ti ha dato un morso? così? tu cosa le avevi fatto? e dopo il morso? cosa le hai detto? e la maestra se ne è accorta?"

"mamma..."

"va bene, scusa. non faccio domande"

"comunque il morso me ha dato così, tanto per fare. e io non ho detto né fatto niente né prima né dopo. ero troppo stupito. poi le maestre ci hanno ritirato i quaderni. poi ci hanno dato una caramella"

"una caramella? ma come? perché vi hanno dato una caramella?"

"perché avevamo tutti fame. comunque non devi fare domande. al massimo parlo io. ci hanno dato una caramella e ci hanno detto 'adesso state con questa maestra bionda', una sconosciuta integrale. e se ne sono andate a parlare tra di loro. poi ci hanno dato un disegno da colorare e poi hanno detto 'adesso andiamo a vedere la scuola. però le classi numero cinque non le abbiamo viste perché nessuno aveva un fratello o una sorella nella classe cinque che poi è al quinto piano"

"ma se la scuola ha solo due piani..."

"non mi interessa quanti piani ha la scuola. la classe cinque è al quinto e basta. poi siamo tornati in classe e le maestre hanno detto che era l'intervallo ma fuori pioveva e dovevamo restare in classe. allora io sono andato da matteo che poveraccio ha anche lui una femmina come compagna di banco e abbiamo parlato. e poi abbiamo fatto merenda. io ho bevuto il succo e poi ho anche mangiato tre crackers. poi abbiamo ricolorato e dopo la maestra ci ha detto 'adesso leggiamo insieme un libro sul mondo marino' e poi è suonata la campanella ed è finita. tutti fuori. pioveva molto. posso andare a giocare adesso?"
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categoria:scuola, hobbit