domenica, 30 agosto 2009
mister incredible è tornato nella wisteria del salento dalla sua fuga londinese.
è arrivato venerdì sera, in tempo per cenare con la famiglia allargata - super W, la nonna, mister brown, il nonno, e la zia matta - e nucleare - elastigirl e gli hobbit.
ha confessato di avere mangiato solo biscotti digestive integrali e salsa di ceci nelle precedenti 72 ore e si è ingozzato di mozzarella e pomodori. ha imprecato, bacchettone e polemico, contro la mollezza dei costumi introdotta dai nonni che concedono gelati e altri esecrabili vizi ai nipoti non appena il pater familias si allontana. ha letto da pagina 715 a pagina 721 del signore degli anelli a uno hobbit grande stregato che preferisce inspiegabilmente tolkien alle appassionanti letture alternative proposte da elastigirl. messi a letto i nani si è ritirato nel talamo con la madre dei suoi figli.
le ha raccontato che a londra faceva un freddo terribile, pioveva e lui non aveva né ombrello né golf, che un esercito di scarafaggi ha invaso la casa in cui vive insieme ad altri cervelli in fuga come lui e che si è trovato nel caffé del mattino un immondo bacherozzo caffeinomane, rischiando di ingoiarlo.
dopo quest'ultimo aneddoto ha cercato di insidiarla. lei, inorridita dall'immagine del mostro nella tazzina, gli ha spiegato che raccontare disgustose avventure a scopo seduttivo è una tecnica efficace forse con janet, la slavata moglie inglese dalla sessualità distorta ma non certo con la sofisticata e abitata moglie italiana.
lui ha sostenuto che i baresi e le loro tecniche sono universalmente irresistibili, lei si è nascosta sotto le lenzuola, lui le ha fatto il solletico, lei ha finto di essere morta, lui le ha rifatto il solletico, lei è scoppiata a ridere.
"papà, ke tai fazendo alla mamma?", ha domandato lo hobbit piccolo dall'altra stanza con tono inquisitorio.
"papà, perché la mamma ride?", ha chiesto il grande gravemente.
"papà, attento a lo ke fai"
"papà, devo venire lì?"
"mamma? mamma?"
"mamma? tutto bene? hai per caso bisogno di aiuto?"
due hobbit nella camera accanto sono un prodigioso contraccettivo. elastigirl è sempre più convinta che il microbbit in arrivo a natale sia frutto di un puro miracolo.
mercoledì, 26 agosto 2009
tra sette giorni elastigirl tornerà in redazione, tra quindici lo hobbit piccolo inizierà l'inserimento alla scuola materna, tra venti il grande andrà in prima elementare. mister incredible è partito per londra ieri inseguito da un furioso hobbit piccolo che gli gridava sulla porta "plendimi pel mano e poltami con te".
un languore malinconico di fine estate è calato sulla wisteria del salento ed elastigirl, per non farsi travolgere dall'ansia che ogni fine e ogni inizio portano con sè, pensa a quello che vorrebbe da oggi a natale.
1. un settembre tiepido e leggero come una carezza, che non faccia rimpiangere l'alienante, per quanto rassicurante, routine infradito-spiaggia-piazzetta dell'ultimo mese.
2. una maestra simpatica per lo hobbit grande, anzi due. di quelle capaci di lasciare tracce colorate nella memoria per sempre. di quelle che ridono e sgridano, raccontano storie indelebili e insegnano anche un po' a vivere, di quelle che ti scuotono e ti capiscono ma non troppo, che ti ascoltano e si fanno ascoltare.
3. uno hobbit piccolo serenamente rassegnato, se non pacificato, di fronte alle partenze e agli arrivi di mister incredible. uno hobbit che prenda coscienza che presto smetterà di essere il piccolo e che questo riserverà anche inaspettate sorprese.
4. uno hobbit grande senza mal di pancia, mal di mamma, mal di scuola, disturbi di cui soffriva tremendamente elastigirl il primo anno di elementari. uno hobbit che scopra la magia di leggere un libro da solo e di scrivere le sue rime su carta, invece di lasciare volare via perle come "cavaliere-arciere, amore-sudore, non mi hai fatto male-faccia di maiale".
5. una gravidanza lieve che non fiacchi ogni resistenza perché una pancia abitata, due hobbit, un marito part time e un lavoro a tempo pieno richiedono parecchie risorse che elastigirl non è sicura di avere.
6. una valentina diolabenedica, baby sitter e colonna portante dell'elasti-vita, che, per il quarto anno, vegli sull'elasti-famiglia, nonostante il caos e nonostante il terzo nano maschio perché lei lo aveva detto subito che voleva una bimba e che era stufa di tutti questi piselli in casa.
7. un mister incredible che non fugga, in preda a improvvisi sconcerto, scoramento e paura, con una studentessa giamaicana.
8. un terzo hobbit che si affacci al mondo senza troppo dolore per nessuno e che spalanchi i suoi occhi nuovi e ignari sulla vita, ottimista e fiducioso.
PS se qualcuno volessere aggiungere qui sotto i propri auspici di fine estate casalinghi e privati, come quelli di elastigirl, o alti e universali, come quelli degli animi nobili, è caldamente invitato a farlo, senza remore o inibizioni.
martedì, 25 agosto 2009
ieri mister brown, il papà di mister incredible, ha compiuto gli anni.
tradizione vuole che tale evento sia celebrato con una grande festa nella wisteria del salento, che lo zio con l'orecchino al naso suoni la chitarra, che la zia matta balli scalza la pizzica, che gli amici fricchettoni dei nonni cantino canzoni popolari, di lotta e dei ruggenti anni '60, che super W, la nonna, cucini il polpettone e accenda le candeline sulla torta e che mister brown offra a tutti vino e spumante in abbondanza per poi ritirarsi in un angolo con la sua barba bianca e gli occhi lucidi.
da qualche anno l'incontrollabile variabile hobbit si inserisce in un copione collaudato con effetti talvolta destabilizzanti.
ieri sera, mentre gli ospiti tessevano le lodi del polpettone, che, è vero, non è proprio una pietanza estiva, ma, grazie alla ritualità di super W, rappresenta uno dei punti fermi dell'estate salentina, come la notte della taranta e le frise con i pomodori, gli hobbit si sono chiusi in camera.
"ho scritto una canzone per questa bella festa", ha annunciato lo hobbit grande, ricomparendo armato di chitarra e di fratello.
nel patio è calato il silenzio, mister brown, per precauzione, ha tirato fuori un fazzoletto, lo hobbit si è appollaiato su una sedia, tenendo lo strumento al contrario. e ha iniziato a strimpellare, a caso. e a cantare la canzone appena composta, mentre il piccolo, ad occhi chiusi, teneva il tempo ai suoi piedi:
verso il mare
ci sono sempre le tue labbra
verso il mare
ci sono sempre i tuoi occhi blu
verso il mare
c'è sempre la tua nave che naviga con me
verso il mare
ci sono sempre le tue palpebre che navigano con me
verso il mare
c'è sempre il tuo ricordo
verso il mare
c'è sempre un movimento che si muove dentro me
verso il mare
ci sono sempre le tue urla spaventose dentro me
verso il mare
un giorno il capitano della nave
stava per buttarmi giù
ma le tue labbra mi han salvato
verso il mare
oh yes
di nuovo silenzio.
applausi e sconcerto.
"questa canzone è per la mia fidanzata", ha spiegato a chi gli chiedeva se l'opera avesse qualche attinenza con il genetliaco di mister brown.
"ba be', ba be'. ma quando si cominza a ballale?", ha chiesto lo hobbit piccolo.
lunedì, 24 agosto 2009
1. oggi è il compleanno di mister brown, il padre di mister incredible. la sua festa questa sera è, per antonomasia, l'evento mondano dell'estate salentina. altro che la notte della taranta.
2. la zia matta, sorella di mister incredible, è arrivata da cuba. lo hobbit piccolo si rivolge a lei con "ehi, zao piccola", nonostante tra loro ci siano 28 anni di differenza.
3. lo zio con l'orecchino al naso, fratello di mister incredible, è arrivato dalla tunisia, con uno zaino pieno di vestiti puzzoni e un sole tatuato sul braccio. lo hobbit grande lo ha eletto suo modello ed eroe.
4. lo hobbit piccolo in spiaggia, guardando sognante una signorina in topless ha esclamato "guadda che grandi tette", per poi aggiungere, rivolto al suo fidanzato cpperto di tatuaggi "quetto sì è un velo tamallo". l'incidente diplomatico è stato evitato per puro miracolo.
5. la quotidianità nella wisteria del salento, tra infradito, creme solari e pomeriggi in piazzetta con genitori alienati e bambini urlanti, sta assumendo contorni oscuri anche per elastigirl che, con la sua pancia abitata, a parte la dissonanza tra la percezione di sè (una silfide in costume) e la realtà dei fatti (un ippopotamo al bagno), vive in una bolla di placida tolleranza ed ecumenica benevolenza.
6. mister incredible ha trascorso una mattinata al mare a chiacchierare con sam, bambino di bristol lentigginoso e slavato, sotto lo sguardo incredulo e furente di due hobbit gelosi. evidentemente sente la nostalgia di janet, la sua moglie d'oltremanica, parimenti lentigginosa e slavata, e soprattutto, dei suoi figli inglesi. forse per questo il pater familias domani farà una breve fuga nella perfida albione.
domenica, 23 agosto 2009
"elasti, questa sera andiamo fuori a cena e dopo al cinema"
"fantastico. ma i nani?"
"i nani vanno a un falò sulla spiaggia con il loro amici"
"un falò? quali amici?"
"il soliti: anna e simone"
"ma anna ha nove anni, è completamente sciroccata e pensa solo ai suoi tatuaggi, simone non va ancora alla scuola materna e passa la vita sul triciclo a cantare un movimento sexy..."
"be'? e allora? non puoi fare sempre la mamma chioccia. i figli crescono e anche noi abbiamo bisogno dei nostri spazi..."
"ti ricordo che gli hobbit hanno tre e sei anni. e poi il fuoco, la spiaggia di notte, magari gira anche dell'alcol... non so, mi sembra una follia..."
"elasti, sei una lagna. stai tarpando le ali a loro come giovani adulti e a noi come coppia"
"giovani adulti? veramente..."
"su, andiamo, non fare l'ansiosa. ho già prenotato. ciao ragazzi! divertitevi!"
sarà che lo hobbit grande in questa vacanza ha imparato a nuotare con la testa sott'acqua, ad andare in bicicletta senza le rotelle e a preparare la macchinetta per il caffé. sarà che il piccolo dice "innantzi tutto", ha scoperto il congiuntivo presente e fa la pipì in piedi come i grandi. sarà che il grande in costume da bagno sembra un ragazzino e il piccolo non ha più i buchi di ciccia al posto delle nocche delle mani. sarà colpa del microbbit che diventa grande anche lui dentro la pancia. sarà la consapevolezza che non si potranno fare bambini nuovi ogni volta che quelli vecchi imparano a volare. ma ultimamente elastigirl fa sogni strani...
venerdì, 21 agosto 2009
"mamma, sei molto calina con quetto vettito. mi paze" (= mamma, mi preme comunicarti che questo vestito è di mio gradimento poiché, a mio modesto ma autorevole parere, ti dona alquanto)
elastigirl arrossisce, si schermisce, si commuove e ringrazia lo hobbit piccolo, uomo parco di effusioni e complimenti.
"pelò mamma..." (= purtuttavia mamma, sai che non apprezzo chi indulge nella vanità e desidero che tu non ti faccia illusioni...)
"però?"
"pelò mi pazzono di più li bulldog, li polizotti e le moto" (= purtuttavia, dicevo, a te e al tuo effimero vestito preferisco i bulldog, che ho imparato ad amare grazie all'educazione cinofila impartitami dalla mia baby sitter valentina diolabenedica, i poliziotti, che sono uomini di ordine e uniforme, e le motociclette che non hanno bisogno di spiegazioni).
mercoledì, 19 agosto 2009
ieri alle 14,15 elastigirl l'intrepida ha messo piede, per la prima volta in quasi tre settimane, fuori dalla wisteria del salento.
è andata da sola, con la fiat punto dei suoceri, 40 gradi all'ombra e una gonnellina nera, coordinata con il colore dell'automobile.
ha acceso la radio e ha attraversato campi di ulivi arsi dal sole, ha costeggiato muretti a secco e ha alzato nuvole di terra rossa. non c'era anima viva perché a quell'ora nel salento in agosto nessun essere umano sano di mente esce di casa, o dall'acqua, o da sotto l'ombrellone.
lei aveva una fondamentale missione da compiere, una di quelle missioni alte che dissipano ogni reticenza e infondono spirito battagliero anche alle anime meno intrepide: la ceretta.
chi si chiedesse perché mai elastigirl non si sia presa la briga di farsela da sola, evidentemente non ha mai avuto una pancia abitata a frapporsi tra lei/lui e i peli superflui.
elastigirl si è pertanto diretta verso il torrido borgo di G, un avamposto del deserto dell'arizona, dove le case sono cubi di cemento, la strada è una sola e polverosa e gli abitanti scrutano in silenzio i forestieri dagli spiragli delle persiane.
ha parcheggiato l'automobile, al sole perché a quell'ora nel borgo di G l'ombra non esiste, e sentendosi come gary cooper in mezzogiorno di fuoco, ha fatto il suo ingresso nello studio di patty.
patty ha 40 anni, è orgogliosamente single in un posto dove per quelle come lei esiste solo la parola zitella, è indipendente e indomita.
elastigirl l'ha conosciuta casualmente tanti anni fa ed è stata conquistata dai suoi capelli corvini, dal suo sorriso beffardo e dal suo coraggio, perché non è facile fare quello che ti pare in un avamposto del deserto dell'arizona.
patty l'ha stretta in un abbraccio profumato di olio per i massaggi e gomma gusto menta piperita, l'ha guidata in una stanza fresca, l'ha fatta accomodare su un lettino morbido e, mentre estirpava con mano esperta tutto l'estirpabile, l'ha ragguagliata sull'ultimo anno nel borgo di G.
"ho un nuovo ragazzo, sai? ha 21 anni"
"21 anni? ma è quasi la metà della tua età, patty!"
"e che mi frega? io sono innamorata e pure lui. magari mi decido pure a sposarmi, questa volta. l'ho conosciuto perché veniva a farsi le sopracciglia"
"mi sono comprata la macchina nuova e ho ristrutturato casa. ho fatto una crociera a natale e a ottobre voglio andarmene a parigi, magari con lui, se ci ameremo ancora, ora di allora".
elastigirl si è lasciata stordire di parole e di effluvi al sandalo ed è uscita barcollando dallo studio di patty.
tornata a casa, ha trovato gli hobbit che dormivano e mister incredible che lavorava. si è stesa sul letto, in stato confusionale, ed è svenuta, per le successive tre ore. e ha capito che il borgo di G non è un posto per gestanti.
lunedì, 17 agosto 2009
"a me le femmine non mi pazzono. mi pazzono solo li macchi" (= io non amo il gentil sesso. poiché sono di vedute ristrettissime e apprezzo solo i miei simili, mi piacciono i maschi)
"sei proprio sicuro, nano?"
"..."
"mi sembra strano che non ci sia nessuna femmina che ti piaccia"
"antzi no. mi pazzono le femmine tamalle" (= effettivamente, ora che ci rifletto meglio, mi rendo conto che esiste una categoria di donne di mio gradi mento: le donne tamarre, laddove il termine tamarro pare derivi dall'arabo tamar che significa venditore di datteri e non credo meriti ulteriori spiegazioni)
"e quali sarebbero le donne tamarre, secondo te?"
"le con li tatazzi" (= nella mia personale accezione, le donne tamarre sono quelle con molti tatuaggi. io adoro i tatuaggi. li ho scoperti da poco grazie ad anna, nostra vicina di casa qui al mare, che me ne ha regalati due meravigliosi raffiguranti un teschio con cappello da pirata che ho provveduto istantaneamente ad appiccicarmi sui bicipiti e che mostro ai bagnanti in spiaggia, conoscuti e sconosciuti, con smisurato orgoglio).
domenica, 16 agosto 2009
nella wisteria del salento non ci sono automobili, ma solo biciclette, tricicli, passeggini e infradito. ci sono una pineta, una piazzetta e una piccola chiesa che viene usata anche per le riunioni condominiali dove si litiga molto.
la sera, mentre elastigirl e mister incredible preparano la cena, gli hobbit giocano allo stato brado davanti a casa insieme ai bambini del vicinato, assaporando l'ebbrezza della libertà.
ieri sera, ore 21,00:
tunf tunf
ouch
tunf
"basta!"
"ehi! ma che fate? ora vi ammazzo e vi insegno io a mettervi in due contro uno!"
ciaf, sbleng, sdong
"filate a casa, delinquenti. e se vostro padre vi chiede qualcosa dite che è stato lo zio a darvi quattro ceffoni e a mettervi in castigo. 'fanculo"
silenzio di tomba.
elastigirl e mister incredible escono e vedono nell'ordine:
lo hobbit grande appoggiato a un muro con i capelli ritti in testa e la maglietta hulk contro wolverine.
lo hobbit piccolo con le mani dietro la schiena che finge di non esserci.
daisy, 7 anni, filippina residente e modena, agitatissima.
anna, 9 anni, leccese, che si guarda l'enorme tatuaggio a forma di delfino sulla caviglia.
phil, fratello di daisy, 9 anni, sudatissimo.
simone, 3 anni, romano, in lacrime.
in lontananza un energumeno in zoccoli che trascina per le orecchie due ragazzetti.
"che è successo?"
omertoso silenzio.
"be'? chi ci racconta?"
daisy si fa avanti e si schiarisce la voce e, con forte accento emiliano, racconta che: "sono arrivati quei due delinquenti mentre stavamo giocando belli tranquilli per conto nostro. hanno preso lo hobbit grande e uno gli ha bloccato le braccia dietro e l'altro lo ha preso a pugni in pancia. poi è arrivato il loro zio, gli ha dato due ceffoni fortissimi in faccia e li ha portati via urlando. tutto qui".
"oh signur, i bulli in vacanza"
"nano, come stai? ti sei spaventato?"
"sto bene. meno male che lo zio li ha portati via, altrimenti quei due li ribaltavo a suon di pugni e facevano una bruttissima fine", risponde tremando.
"già... meno male".
"volete venire a casa che parliamo un po'?"
"no, stiamo bene, restiamo qui a giocare".
elastigirl, in preda all'ormone pazzo della gravidanza, non sa se scoppiare in singhiozzi o andare con un tizzone ardente ad appiccare il fuoco a casa dei due piccoli aggressori. mister incredible la riporta alla ragione offrendole un gelato.
ore 23,30
"mamma, sei sveglia?", sussurra lo hobbit grande nelle tenebre, scuotendo elastigirl.
"no"
"devo fare pipì ma non mi viene"
"vuol dire che non ti scappa. torna a dormire"
"non posso. ho i pensieri"
"vieni qui vicino a me e dimmi"
"come sta il fratellino nella pancia?"
"lui benissimo, grazie"
"ah"
"è questo il pensiero?"
"anche"
"ti va di raccontarmi quello che è successo con quei due?"
"non c'è niente da raccontare"
"..."
"ho delle preoccupazioni"
"per esempio?"
"ritornare a milano, cominciare la scuola elementare, imparare a scrivere in minuscolo, comprare la cartella e i libri, ritrovare i miei amici e la mia fidanzata, tuffarsi di testa, essere un pirata, nuotare sott'acqua, insomma le solite cose"
"mi sembrano cose belle"
"alcune sì, altre meno"
"..."
"credo che questa notte dovrò dormire con voi nel lettone, anche se c'è già questa pancia che occupa tanto spazio e c'è il papà che russa. ma tanto russi anche tu e pure io. buonanotte".
giovedì, 13 agosto 2009
quando elastigirl aveva 13 anni nonna J la portò in vacanza con i suoi amici nudisti e fricchettoni in una piccola isola vulcanica dove non c'erano elettricità né acqua corrente ma solo scogli e mare, ovunque ti girassi.
non c'erano mezzi di locomozione né rumori molesti e i pochissimi turisti si guardavano in cagnesco, ognuno sul suo masso battuto dalle onde, come monadi lontane.
le tenebre calavano e il buio avvolgeva tutto, senza scampo.
"un posto da disperati", aveva decretato elasti-ragazzetta la sua prima sera sull'isola.
"un posto da sogno", avevano esclamato in coro nonna J e i suoi amici accendendo un falò e tirando fuori la chitarra.
"vedrai, imparerai ad apprezzare la natura incontaminata di questo luogo magico, la poesia di estrarre l'acqua dal pozzo ogni mattina, la suggestione di una candela che si consuma", dicevano.
elastigirl si svegliava ogni notte nella sua stanzetta spoglia della casa di pietra a picco sulla scogliera in preda all'angoscia.
"mi fa schifo stare qui"
"invece è bellissimo. ci disintossichiamo dalla città. viviamo nudi e liberi, riscopriamo la natura incontaminata, guardiamo calare il sole e sorgere la luna, ci amiamo al ritmo del frinire delle cicale, osserviamo le stelle e cantiamo we shall overcome"
"siete dei pazzi sciroccati e io voglio tornare a milano".
"e invece trascorreremo qui un mese intero, che ti piaccia o no. e smettila di fare la contestatrice malmostosa".
poiché gli esseri umani, dopo i topi e gli scarafaggi, sono tra gli animali più adattabili, elastigirl si rassegnò e iniziò a guardarsi intorno.
un giorno al tramonto, mentre osservava sconsolata i quattro gozzi ormeggiati nel porticciolo meditando la fuga, incontrò vincenzo, detto vinco che aveva gli occhi verdi e andava a pesca di totani.
vinco non si era mai allontanato dall'isola, parlava quasi esclusivamente dialetto ma, nonostante la sua giovane età, conosceva a fondo l'animo femminile.
nei suoi 16 anni di vita aveva probabilmente incontrato decine e decine di elasti-adolescenti turbate dalla sua isola aspra ed estrema e aveva imparato a confortarle e soprattutto a sedurle.
la portò a pescare nelle tenebre con la lampara, le insegnò a sputare lontanissimo, a sbattere i polipi sugli scogli, a bestemmiare in dialetto eoliano, a tuffarsi di testa dalla scogliera e a baciare con la lingua. le avrebbe probabilmente insegnato molte altre cose se solo elastigirl fosse stata meno acerba e bacchettona.
quando la vacanza finì nonna J e i suoi amici erano felici e depurati, elastigirl aveva il cuore spezzato e una foto tessera di vinco il pescatore nello zaino.
ps buon ferragosto a tutti quanti, anche a vinco che su facebook non c'è e chissà cosa sta facendo ora.