giovedì, 30 luglio 2009
"elasti, ho bisogno di sapere una cosa da te"
"dimmi, capo-della-redazione"
"supponi che ci fosse un fungo atomico, una catastrofe climatica, una pandemia devastante..."
"suppongo"
"supponi anche che l'ufficio non fosse agibile"
"suppongo che l'agibilità o meno dell'ufficio non sarebbe il nostro primo problema"
"seguimi senza sarcasmo. supponi che tu fossi sopravvissuta e fossi a casa tua"
"ok"
"saresti disponibile a lavorare?"
"a lavorare? con il fungo, la catastrofe e la pandemia..."
"be' sì, a lavorare da casa"
"mah..."
"l'azienda ha bisogno di una task force per le emergenze-disastro, l'azienda ha bisogno di te. tu ci sei?"
"be', compatibilmente con il fatto che domani sera partirò per la wisteria del salento e che sono trionfalmente entrata nel quinto mese di gravidanza... sì, potrei esserci"
"benissimo, sei iscritta"
"iscritta dove?"
"nella disaster emergency task force aziendale"
"bene. adesso parto più serena"
"buone vacanze elasti"
mercoledì, 29 luglio 2009
tre paia di gambe piene di peli non superflui, tre paia di piedi tendenzialmente maleodoranti, tre voci bianche che si trasformano in baritono dalla sera alla mattina, tre etti di pasta a testa tutte le sere, tre paia di spalle larghe per sentirsi piccola piccola, tre paia di braccia per portare la spesa, tre paia di mani grandi e grosse per tirarti fuori di peso dal pozzo nero quando ci caschi dentro, tre macchine semplici i cui pezzi di ricambio si comprano al supermercato sotto casa, tre montagne da scalare, tre piselli da guardarsi con inspiegabile orgoglio come fanno tutti i maschi del mondo.
anche il terzo hobbit, il microbbit che nuota ignaro nell'elasti-pancia, è irrimediabilmente e inconfutabilmente maschio.
"elasti, non ci sono più dubbi", ha detto laconico il dottore con lo sguardo perso dentro lo schermo dell'ecografo.
eppure marìotereso, l'amico immaginario dello hobbit piccolo, che vive dentro il muro della cucina, aveva detto, contro ogni evidenza scientifica ed ecografica, che era una flatellina. e ne era convinto. talmente convinto che elastigirl gli aveva creduto, almeno un po'.
lunedì, 27 luglio 2009
il primo anno lui si presentò a casa sua, senza avvisare. portava enormi occhiali rotondi e un mazzolino di fiori. la madre di lei arricciò il naso e disse "mah!", il padre, uomo del sud, dichiarò che gli uomini del sud all'inizio sono così, ti coprono di fiori. ma solo all'inizio. lei pensò che bisognava fare un gran lavoro su quegli occhialoni ma che probabilmente ne valeva la pena.
il secondo anno andarono a parigi, durante l'inverno più freddo della storia di francia. passarono il capodanno in un ristorante salvadoregno, a mangiare pappa di mais avvolta in foglie di pannocchia, congelando. "è cibo degli dei, non trovi? in america latina sono veramente avanti", diceva lui ruminando quella sbobba gialla con la bocca allappata. lei sorrideva indulgente e pensava che era completamente pazzo.
il terzo anno andarono a fare una vacanza solidale in nicaragua, con i compagni sandinisti. "vedrai, sarà fantastico", promise lui. lei ne dubitava ma non voleva sembrare controrivoluzionaria. passarono 4 settimane a imbiancare un ospedale, sotto il sole tropicale, in una zona paludosa e malarica. solo per miracolo tornarono solo con una diarrea incoercibile.
il quarto anno lui si laureò e disse "vado a fare un master a londra. voglio diventare un economista marxista". "vengo con te", disse lei. "non ne vale la pena, tra un anno sarà di ritorno", rispose lui mentendo.
il quinto anno viveva in un loculo di un pensionato universitario nell'east end di londra per studenti poveri e comunisti. mangiava pomodori fritti, fagioli e uova strapazzate, tutti i giorni. lei lavorava come trader di borsa in una banca d'affari milanese ed era tremendamente infelice. ogni tanto andava trovarlo, si sdraiavano nel loculo vicini, perché nel loculo si poteva solo stare sdraiati e vicini, e si amavano fino a dimenticare i pomodori fritti e i futures sul mib30.
il sesto anno lei gli chiese di sposarla. lui le disse "scusa, mi sento poco bene".
il settimo anno lei gli disse che voleva un bambino. lui le disse: "ok, ci sposiamo, ma per cortesia non parliamone che mi viene l'ansia"
l'ottavo anno andarono in irlanda d'estate e bevvero moltissima guinness che, dicono gli irlandesi, oltre a essere afrodisiaca, nutriente e sublime, favorisce la procreazione.
il nono anno, nove mesi esatti dopo la guinness, nacque lo hobbit grande, biondo con gli occhi blu e le guance rubizze. la famiglia barese di mister incredible, dopo un momento di smarrimento, si ricordò improvvisamente dei prozii normanni.
il decimo anno lui, sotto lo sguardo allibito di parenti e amici, faceva dichiarazioni di questo tenore: "ho allattato a orari e non a richiesta" e "sono stato costretto a fare il cesareo", perché ai soggetti control freak come lui la paternità può dare alla testa.
l'undicesimo anno era ancora a londra, a fare l'economista marxista. lei era ancora a milano a fare la giornalista finanziaria. lui tornava, tutti i giovedì, lei si convinse che gli amori part time sono i migliori.
il dodicesimo anno arrivò lo hobbit piccolo, torvo e con gli occhi tondi, control freak e bacchettone sin dai primi mesi, come suo padre.
il tredicesimo anno lei era talmente stanca che non ha memoria di quello che è successo.
il quattordicesimo anno lei disse "the more the merrier. se facessimo il numero tre?", lui rispose "scordatelo. piuttosto fallo con il vicino di casa che è pure un bel ragazzo". poi andarono 5 settimane in america, lei si innamorò della gelida città di A e lo convinse che mancava qualcuno.
"buongiorno, elasti", ha esclamato lui stamane, telefonandole in redazione dalla wisteria del salento.
"ehi ciao"
"buongiorno"
"ciao"
"ho detto BUONGIORNO, hai capito? GIORNO! BUON-GIORNO!"
"che dici? ma ti stai rinscemendo laggiù con gli hobbit?"
era il loro compleanno numero 15.
domenica, 26 luglio 2009
elastigirl ha trascorso l'ultimo weekend di luglio a casa a milano in compagnia della sua pancia abitata e nient'altro.
sabato mattina ha fatto la spesa ed è andata in libreria, sabato pomeriggio ha divorato un romanzo sui progetti di eugenetica sulle gestanti ariane nella germania nazista, sabato sera è crollata miseramente addormentata subito dopo il tiggì delle 20.
domenica ha ingurgitato quantità industriali di pane, burro e marmellata, con il pretesto di smaltire le scorte in frigorifero, ha riordinato le fotografie nell'armadio, ha visto 15 minuti di elisa di rivombrosa, ha innaffiato i fiori, si è fatta due docce, si è messa tre volte la crema idratante e non ha letto i giornali. arrivata a sera era convinta di avere superato egregiamente la prova solitudine.
tuttavia quando, davanti al perverso programma sos tata, è scoppiata in singhiozzi commossi davanti a due fratellini fuori controllo che, in preda a capriccio isterico, sbattevano la testa contro il muro e picchiavano selvaggiamente la loro mamma colpita da esaurimento nervoso, elastigirl ha capito che il suo equilibrio nelle ultime 48 ore si è sgretolato, pezzo dopo pezzo, senza far rumore.
difficile prevedere se e in che condizioni supererà l'ultima settimana lavorativa senza hobbit né mister incredible.
giovedì, 23 luglio 2009
mister incredible e gli hobbit lunedì si sono trasferiti nella wisteria del salento.
lunedì sera mister i, giunto a destinazione, ha telefonato alla sua amata, che, insieme al microbbit nella pancia, trascorre ancora due settimane lavorative milanesi.
"elasti-amore, sono io. chiedimi come è andata"
"come è andata?"
"perfettamente, nonostante un trascurabile incidente di percorso, anzi due. chiedimi dettagli"
"mmmh. orsù, dammi qualche dettaglio del viaggio con gli hobbit e soprattutto dei due trascurabili incidenti"
"oh, quisquilie"
"dai! dimmi! racconta!"
"stavamo atterrando a brindisi"
"e?"
"c'era qualche turbolenza"
"quindi?"
"vomito"
"ma dai! hai vomitato? sul milano-brindisi? voli dalla mattina alla sera su carrette low cost per londra e quando ti concedi un sontuoso alitalia, zac, vomiti??? per giunta con i bambini di fianco. che vergogna!"
"ma no! sono gli hobbit ad avere vomitato. insieme, contemporaneamente, all'unisono, sincroni... chiedimi cosa è successo. chiedimi se si sono sporcati anche solo un po'? chiedimi se ho avuto bisogno di aiuto?"
"si sono sporc..."
"no! assolutamente no! perché io li ho sentiti, capisci? ho captato il loro segnale di vomito, un nano secondo prima che gli eventi precipitassero"
"come spiderman?"
"non mi interrompere! allora. sai cosa ho fatto? in una frazione di nanosecondo ho estratto i due sacchetti per il vomito dal vano portaoggetti e li ho posizionati in corrispondenza millimetrica del getto nel momento esatto in cui si è materializzato. a quel punto, ho aspettato che gli hobbit finissero, ho richiuso i sacchettini e li ho consegnati alla hostess all'uscita dell'aereo. adesso sono io che ti devo fare una domanda"
"prego"
"che effetto fa avere sposato un cavaliere jedi?"
ps il caso ha voluto che non ci siano testimoni di età superiore ai sei anni che possano confermare la veridicità dei fatti raccontati dal sedicente cavaliere jedi.
martedì, 21 luglio 2009
tornati dalla vacanza con nonna J e suo marito artù, gli hobbit ripartono con mister incredible per la wisteria del salento mentre elastigirl rimane a milano a lavorare.
"mamma, non credo di potere resistere senza di te", dice lo hobbit grande lacrimoso.
"ma nano, tra 11 giorni vi raggiungo. non te ne accorgerai nemmeno. vi divertirete come pazzi. ci saranno i nonni, super W e mister brown, e poi starete con papà..."
"lo so, ma non è la stessa cosa. tu sei l'amore mio...", biascica tirando su con il naso.
"vedrai che sarai felice"
"non credo. non posso essere felice se tu non sei con me. coccoliamoci! baciamoci! fammi i grattini! caricami le pile!"
"su su..."
"ho bisogno di un pegno da te. un pegno che mi faccia compagnia quando sarò solo e disperato"
"posso darti questo fazzoletto se vuoi..."
"va bene. ma con il tuo profumo dentro"
elastigirl spruzza sul fazzoletto due gocce di profumo.
"così poco? ancora!"
"ma poi è troppo!"
"il tuo profumo non è mai troppo"
elastigirl impregna il fazzoletto di profumo e consegna allo hobbit l'ormai nauseabondo pegno. lui ci affonda il naso. "questo un po' mi consolerà. ma sarò comunque tristissimo", sospira melodrammatico.
si materializza lo hobbit piccolo.
"ehi, nano piccolo. ci diamo qualche bacio che per qualche giorno non ci vediamo?"
"non mi pazzono li bazi" (= detesto le smancerie, mamma, dovresti saperlo)
"allora lasciati abbracciare, fatti salutare per bene"
elastigirl si china alla sua altezza, con le braccia spalancate.
lui si avvicina, con cautela. allunga una mano e dà una virile pacca sull'elasti-spalla.
"zao mamma. in bocca al lupo". e se ne va.
lunedì, 20 luglio 2009
elastigirl nel fine settimana è andata e trovare gli hobbit al castello e a riportarli a casa dopo due settimane passate con nonna J, suo marito artù e i variopinti personaggi della corte reale.
"adesso vestitevi", ha detto elastigirl sabato mattina.
"così poi ci dai una caramella-gelatina?"
"scusa?"
"sì, noi ci vestiamo e poi ci dai un premio"
"stiamo scherzando?"
"ma qui al castello funziona così. vestìti-caramella, caramella-lavaggio denti, bagno-caramella, nanna-caramella"
"be', adesso è tornata la mamma e le regole le decido io"
"ma..."
elastigirl si mette a sedere. e pontifica, perché ogni tanto bisogna pur togliersi il gusto di fare il capo saccente.
"cari hobbit, vestirsi, lavarsi i denti, fare il bagno, andare a dormire fanno tutti parte di un unico insieme: l'insieme dei doveri. i vostri doveri non sono buone azioni, non sono sofferenza, non sono sacrificio, non sono imprese eroiche né straordinarie. sono solo la normalità. quindi non meritano nessun premio. un dovere si esegue e basta, possibilmente sorridendo".
elastigirl gongola tra due hobbit perplessi, compiacendosi della propria capacità comunicativa e di persuasione. gongola, tronfia del suo ruolo educativo e del semplice ma alto messaggio che, con parole piane, è riuscita a trasmettere a due nani in età prescolare.
"avete capito?"
"certo mamma"
"è tutto chiaro?"
"sì, mamma. tutto chiarissimo"
"bene. bravi amori miei. adesso vestitevi"
"senti. se la caramella-gelatina proprio non ti va di darcela, a noi vanno bene anche due barrette di cioccolato, eh?"
"sì sì, le ballette di zokkolato banno benizzimo".
mercoledì, 15 luglio 2009
la prima volta si sentiva investita di una missione sovrumana, si sentiva emanazione diretta di una forza onnipotente, si sentiva in contatto diretto con l'universo.
viveva in un cronico stato di ebete euforia, smaniosa di condividere, annunciare, trasmettere. avrebbe parlato per ore di toxoplasmosi, acido folico e ormone beta hcg. la ginnastica per il pavimento pelvico era diventata una irrinunciabile ossessione. nella sua delirante interpretazione di dea della fecondità metteva in fuga parenti, amici, le signore alla fermata dell'autobus e il cassiere del supermercato.
nell'estasi dell'invasata, trovava piacevoli le nausee, rassicurante la narcolessia, gradevole l'acidità di stomaco, divertenti 15 risvegli per notte per fare pipì.
la prima volta era in armonia con la natura ma socialmente intollerabile, pesante come un debito, o come l'uranio.
la seconda volta si sentiva navigata e consapevole. non aveva bisogno di atti dimostrativi e si limitava a covare l'intimo orgoglio di un bis. l'inesperienza la infastidiva un po' e se incontrava una primipara la guardava con annoiato distacco e benevolo compatimento. continuava a contrarre il pavimento pelvico ma con meno convinzione di un tempo e si dimenticava dell'acido folico un giorno su due.
aveva imparato un dignitoso riserbo anche se talvolta ripiombava in quella fissità estatica da santa illuminata.
vomitava e imprecava contro il meschino destino delle donne, crollava addormentata sul tram e si sentiva un'idiota, all'ottavo risveglio pipì scuoteva il marito dormiente per il solo gusto di condividere la croce dell'incontinenza.
l'armonia cosmica aveva qualche crepa e quei nove interminabili mesi le sembrarono un po' eccessivi, anche per un'emanazione diretta di cerere.
la terza volta si sente solo uno straccio.
l'elasti-gravidanza è al 95% una condizione della mente.
lunedì, 13 luglio 2009
lei ha dita sottili, occhi nocciola e i ricci.
lui ha lo sguardo torvo e obliquo di chi non si fida.
lei lo accoglie sulla porta, con un vestito leggero sopra il ginocchio e gli dice: "bene arrivato. ti ricordi di me? sono lella e sono felice di rivederti"
lui la osserva di sottecchi e le tende la mano ma solo perché un giorno la sua mamma gli ha spiegato che in società si fa così.
"entra, ho qualcosa per te", dice lei.
lui la segue e, suo malgrado, viene attraversato da un fremito di eccitata curiosità.
lei si siede su un divano bianco.
lui chiede di togliersi le scarpe e, liberatosi di un paio di all star blu, muove in aria, compiaciuto e seduttivo, le dita dei suoi piedi grassocci, come un ventaglio.
"tieni", sussurra lei porgendogli un regalo.
lui spalanca gli occhi, incredulo e rapito. estrae da un fodero intarsiato una spada azzurra di plastica.
alza uno sguardo nero e rotondo e lo posa su di lei, quasi la volesse inghiottire nel suo tunnel.
"glazie, lellona" (= ti sono grato, lellona. posso chiamarti così vero? perché io, che sono un uomo eccentrico e di mondo, amo usare l'accrescitivo con i nomi delle donne di fascino. lo trovo virile e, per esperienza, irresistibile, modestamente)
"sono contenta che ti piaccia"
lui brandisce la sua nuova arma, per stupirsi e per stupirla.
"devo fale la cacca, lellona" (= pardon, avrei bisogno della toilette. mi succede spesso, per non dire sempre, quando sono particolarmente a mio agio. è il mio modo per esprimere gradimento e benessere. è il mio modo per dirti che questo posto mi incanta).
"prego, il bagno è lì, oltre quella porta"
"ti vollio con me" (= vorrei che stessi con me e mi facessi compagnia, in questo momento delicato e importante. non lo chiedo a molte donne, sai. è il mio modo per dirti che mi piaci, bambolina, anzi bambolona)
"ehm, magari può accompagnarti la tua mamma. io devo finire di preparare in cucina, così quando hai finito possiamo andare a tavola"
"ba bene", si arrende lui.
durante il pranzo le lancia occhiate da triglia, fa scivolare furtivo le dita paffute sulle esili braccia di lei, le chiede tre porzioni di gelato al cioccolato con espressione lasciva. ignora gli altri commensali. ignora con grande disinvoltura anche il marito di lella e finge di essere ad un tête à tête, lui, lei e il gelato al cioccolato.
"torna presto a trovarmi", dice lei congedandolo.
"sì, vengo domani", risponde lui senza esitazioni.
poi si volta e si erge in tutti i suoi 99 centimetri in direzione dei 188 centimetri del marito di lei.
"fai il blavo con lellona" (= hai la fortuna di avere al fianco una donna eccezionale. che probabilmente non ti meriti. vedi di trattarla bene, di onorarla e rispettarla. altrimenti sono guai).
durante il weekend elastigirl e gli hobbit sono andati a pranzo da una coppia di amici. lo hobbit piccolo si è innamorato di una donna sposata. perdutamente.
domenica, 12 luglio 2009
sabato mattina elastigirl è arrivata al castello di artù, dove gli hobbit trascorrono due settimane di vacanza insieme a nonna J, suo marito artù e i numerosi variopinti personaggi che popolano abitualmente i castelli.
mentre lo hobbit grande si esibiva in tiro con l'arco, wrestling con un labrador, rotolamento nel fango e brutale assassinio di insetti volanti, per stupirla, lo hobbit piccolo si è arrampicato su elastigirl come una scimmia al suo albero per poi avvinghiarsi a lei come una cozza al suo scoglio.
"mamma, devo dilti un segleto" (= mamma, c'è una cosa che non sai e che dovresti sapere)
"dimmi, nano"
"mamma... sai che la mia mamma appetta una flatellina? e anke io" (= approfittando di questa gioiosa occasione, volevo sorprenderti con la splendida notizia che mia madre è incinta. e anche io. entrambi siamo in attesa di una figlia femmina. straordinaria coincidenza, non ti pare?)
"ma... ma... è una cosa meravigliosa!"
"zà" (= effettivamente è tutto molto bello. ed ero certo che avresti gioito della nostra gioia)
"c'è solo una cosa che non capisco... io immaginavo che la mamma aspettasse un bambino maschio. il dottore le aveva detto così, mi sembrava"
"no, no... è una flatellina. lo ha detto malìoteleso. malìoteleso ha semple lagione e non sbaja mai" (= no, no. trattasi di bambina femmina. te lo assicuro. me lo ha detto marìotereso, il mio amico immaginario che vive dentro il muro della cucina. lui è un ragazzo infallibile e non sbaglia mai, a differenza del ginecologo che spesso indulge nell'approssimazione).