domenica, 31 maggio 2009
"pronto, nano. sono la mamma"

"ehi! zao mamma. dove sei?" (= ehi! buongiorno mamma. qual buon vento? perché non sei qui con noi maschi? dove ti sei cacciata?)

"sono sul treno. sto tornando a casa"

"anke io vojo essele sul tleno con te" (= che ci fa una donna sola su un treno? lo sai che le madri di famiglia non viaggiano mai senza il loro secondogenito?)

"hai ragione, nano. ma la mamma è andata a presentare l'elasti-libro e tu ti saresti annoiato moltissimo. e poi sono stata via meno di 24 ore. e ti porto le piadine e persino una cosa bellissima che mi hanno regalato. si chiama testo e serve per fare le piadine e anche le crêpe"

"ho n'idea bellizzima, mamma. plendo il tleno e vengo a manzale le clèp con te adesso. ti paze quetta idea mia melaviliosa?" (= ho una splendida idea, mamma. adesso vengo e salgo sul tuo treno e ci mangiamo le crêpe cotte sul testo, tu ed io, nella carrozza 2 posti 83 e 85. apprezzi questo mio colpo di genio?)

"è un'idea fantastica, però io tra poco sono a casa. voi piuttosto? siete stati bene?"

"sì. abbiamo vitto elli pottel e manzato palline di zoccolata e olive, tonno e kezap. pelò papà è in punitzone" (= abbiamo passato una serata piacevole mentre tu gozzovigliavi in romagna. abbiamo visto harry potter e mangiato praline di cioccolato, olive, tonno e ketchup perché papà fa tanto il salutista che mangia cicorie e yogurt al limone ma quando tu non ci sei qui diventa un po' la casa delle libertà dove ognuno si concede quello che gli pare. e comunque tuo marito adesso è in punizione)

"perché mai è un punizione papà?"

"pelké si è compoltato malissimo" (= perché si è comportato in modo inammissibile, macchiandosi dell'odioso reato di lesa maestà)

"e cosa ha combinato?"

"ha detto kakkone a malìoteleso" (= ha mancato di rispetto al mio amico immaginario marìotereso, apostrofandolo con l'inaudito insulto caccone)

"ma non posso crederci! lo hai sentito tu con le tue orecchie dire proprio caccone?"

"no, me lo ha detto malìoteleso" ( = non esattamente. quando il misfatto è avvenuto io non ero presente. tuttavia me lo ha riferito marìotereso stesso, uomo irreprensibile e incapace di mentire, la cui testimonianza avrebbe valore probabatorio di fronte a qualsiasi giudice)
.
postato da: nonsolomamma alle ore 21:38 | Permalink | commenti (47) | commenti (47)(pop-up)
categoria:famiglia, viaggio, hobbit
giovedì, 28 maggio 2009
qualche mese fa elastigirl ricevette un messaggio da una tri-mamma.
il messaggio raccontava di un luogo speciale abitato da donne allegre con tantissimi bambini e tantissimi pancioni, di un reticolo di grotte sotterranee, di una libraia che si chiama enrica, di un posto magico dove "sembra esserci l'aria più fertile dello stivale", scriveva la tri-mamma, secondo cui "un solo pomeriggio di esposizione garantisce effetti insperati".
"conoscendo le tue intime aspirazioni, ti vorremmo invitare a un tardo pomeriggio di inalazioni presso la libreria del paese", concludeva.
poiché ci sono messaggi che non si possono ignorare, elastigirl sabato 30 maggio alle 18, insieme a lia celi, presenterà l'elasti-libro alla libreria philo di santarcangelo di romagna e, con discrezione ma non troppa, farà pure qualche inalazione. che non si sa mai.
postato da: nonsolomamma alle ore 22:15 | Permalink | commenti (38) | commenti (38)(pop-up)
categoria:follie, libro, maternità
mercoledì, 27 maggio 2009
siamo andati in questo posto un po' lontano ma neanche tanto.
c'era un giardino grande bellissimo e il vento faceva muovere i rami degli alberi come orchi dei boschi.
a me è venuto il mal di pancia perché mi sono ingozzato di prosciutto, salame a altre cose. la mamma mi ha fatto un massaggio e io ero piegato in due e dicevo "ohi ohi sto morendo". poi sono andato in bagno, ho fatto tantissima cacca puzzolente e sono stato subito meglio. ho preso delle carote e sono andato a cercare i cavalli ma erano già a dormire. peccato.
alla fine c'era una cascata di cioccolato. mondiale. chi ha inventato la cascata di cioccolata è un genio.
ah, lei era vestita tutta di bianco, lui no.

ieli samo 'ndati là. z'elano li cavalli e la callozza. io fatto tanti zili con li bambini amizi mei. mi paze la callozza. ne la kesa z'ela il liso e li colandoli. belli li colandoli.
la vale lideva, con il vestito banco e li fioli ne la tetta. calina.
fabio ha i muccoli e le tolte in fazza.
sedia si dize cadlega.
abbamo fatto li patzi, io e malìoteleso.
(= ieri siamo andati lassù, nella verde e piatta brianza. c'erano i cavalli e una carrozza che portava i bambini a fare dei giri nel parco. io facevo l'indifferente e guardavo nel vuoto così nessuno si è accorto che da quella carrozza non sono mai sceso e mi sono fatto circa dieci giri. con me c'erano diversi bambini che si davano il cambio sulla carrozza. io li chiamavo amici anche se non li avevo mai visti perché ho capito che un approccio cameratesco e conviviale nei confronti del prossimo paga sempre. in chiesa abbiamo lanciato il riso e i coriandoli. ho molto apprezzato questa usanza di tirarsi addosso delle cose al termine di una cerimonia.
valentina rideva, con il vestito bianco e i fiori tra i capelli. era estremamente graziosa e se mi sbilancio io che sono notoriamente parco di complimenti, significa che lo era veramente. fabio, il novello sposo, ha parecchi muscoli ma questo non gli ha risparmiato il lancio delle torte in faccia, attività alla quale anche io ho partecipato con entusiasmo.
il papà di valentina mi ha insegnato che nella sua lingua, che poi è il dialetto milanese, sedia si dice 'cadrega'. quando mi sono avvicinato a mio padre barese e gli ho detto 'cadrega' con perfetto accento lombardo lui ha vacillato e si è dovuto sedere, giustappunto su una cadrega.
abbiamo fatto i pazzi tutta la sera, il mio grande, immaginario e inseparabile amico marìotereso ed io).

la baby sitter valentina diolabenedica ieri ha sposato il suo storico fidanzato fabio.
l'elasti-famiglia ha partecipato attivamente all'evento.
nell'entusiasmo generale, elastigirl è riuscita persino a dimenticarsi che per quattro settimane la colonna portante della sua vita sarà in giro per il mondo.
basta che torni, a un certo punto.
postato da: nonsolomamma alle ore 22:41 | Permalink | commenti (48) | commenti (48)(pop-up)
categoria:festa, matrimonio, hobbit, baby sitter
lunedì, 25 maggio 2009
"che dici lo facciamo?"
"non so. fa così caldo. e poi è tardi..."
"dai, su. i nani dormono ed è una vita che non proviamo. magari scopriamo che c'è qualcosa che ci piace"
"dubito fortemente. ma se ci tieni... però se mi addormento non mi svegliare"
"vedrai che non ti addormenti"
"ma non è meglio se ci mettiamo tranquilli a leggere? mi mancano trenta pagine per finire la storia del tredicenne gay figlio di una poetessa squilibrata che viene adottato dallo psicanalista della madre"
"ti prego! preferisco non sapere..."
"ma è un memoir, una storia vera e poi è ambientato nella città di A..."
"non cambiare discorso"
"e va bene..."
"sei comoda?"
"sì. se ci prendessimo del gelato?"
"io preferisco qualche cicoria, grazie"
"mi viene già tristezza"
"dai, smettila. mettiti qui vicina a me"
"fermo fermo! non così veloce"
"cosa c'è?"
"guarda!"
"no!"
"incredibile, vero?"
"fantastico"
"quanti anni erano?"
"almeno due, forse tre"
"che meraviglia"
"hai visto che ho fatto bene a insistere?"
"già. avevi ragione. grazie amore"

accendere la televisione, per la prima volta da secoli. e fare zapping sul divano, mangiando gelato e cicorie, uno accanto all'altra, con le gambe intrecciate e gli hobbit che russano di là, come non succedeva da una vita. e scoprire che ci sono i cesaroni, identici a se stessi, forse un po' più trash ma sempre ugualmente ipnotici.
poche cose si avvicinano così tanto alla felicità.


ps se qualcuno volesse provare a indovinare il titolo del libro sul ragazzino nella città di A è libero di farlo.
postato da: nonsolomamma alle ore 21:40 | Permalink | commenti (49) | commenti (49)(pop-up)
categoria:marito, romanticismo, trasgressioni
domenica, 24 maggio 2009
è domenica pomeriggio e a milano fa un caldo torrido.
mister incredible, elastigirl e lo hobbit grande boccheggiano sul lettone come bradipi su un ramo. il pater familias legge tex willer, lei, da settimane su una pericolosa china intimista-introspettiva-depressiva, cerca nel soffitto presagi sul futuro a breve-medio termine, mentre il nano canta l'astronave di capitan rottame.
lo hobbit piccolo e isolazionista è in cucina, infilato in un aderente e soffocante costume da superman. sfoglia seduto per terra la mia prima enciclopedia degli animali. e parla da solo. o forse con marìotereso, o con l'eroe chivalà, o con il signore della frutta o con un altro dei suoi numerosi amici immaginari.
"hai visto la fôca? côsa manza la
fôca? la carôta! e il tôpo? quanti anni ha il tôpo? nôve! antzi! il tôpo ha séi anni", dice, scoppiando in una grassa, compiaciuta risata.
"ma che sta dicendo il pazzo di là?", chiede lo hobbit grande interrompendo la performance canora.
"dissacra la figura paterna"
"cosa?"
"prende in giro papà parlando come lui, in barese. e poi si sganascia"
"ehi tu! credi di essere molto divertente? vieni qui con noi. abbi il coraggio!", urla mister incredible riemergendo da tex willer.
superman arriva, scalzo, sudato e trionfante. brandisce la spada e infilza il padre.
"ho confitto l'òlco. adesso tolno a lezzele" (= ho sconfitto l'orco barese della casa. la famiglia è al sicuro ora. posso tornare alle mie letture).

a lungo mister incredible è stato l'astro, il modello, il baricentro dello hobbit piccolo. a lungo mister incredible è stato l'indiscusso genitore preferito.
elastigirl, nelle retrovie, lo aspettava. e finalmente l'edipo è arrivato.
postato da: nonsolomamma alle ore 18:11 | Permalink | commenti (44) | commenti (44)(pop-up)
categoria:bambini, famiglia, figli, hobbit
giovedì, 21 maggio 2009
"piantala di mangiare patatine. ti fanno male"

"io seguo i dettami del guerriero sciamanico. sono pragmatico e fluido e soprattutto mangio quello che mi pare"

"ho trovato in un negozietto qui sotto dei boxer fantastici fatti con i ritagli del tessuto delle camicie. me ne sono innamorato. voi guerrieri sciamanici usate i boxer?"

"no. noi andiamo in giro nudi. al massimo usiamo un perizoma per combattere"

"questa settimana finisco di lavorare alle 4. una vera jattura"

"perché? non sei contento?"

"stai scherzando? per un uomo tornare a casa alle 4 è deprimente, frustrante, terribile"

"ma non ti fa piacere stare un po' con i tuoi figli?"

"stare con i figli è un incubo. e poi la baby sitter cosa la pago a fare?"


talvolta elastigirl si domanda se i suoi colleghi uomini siano un campione rappresentativo dell'universo maschile di questo paese. e le viene la pelle d'oca.
postato da: nonsolomamma alle ore 17:22 | Permalink | commenti (42) | commenti (42)(pop-up)
categoria:lavoro, giornalisti
martedì, 19 maggio 2009
lo hobbit grande è seduto sul wc, le gambe penzoloni e la sua mamma ai suoi piedi, seduta sulle piastrelle.
lo hobbit piccolo è chiuso nel box doccia e parla con marìotereso, il suo amico immaginario.
"mamma, pensa quando sarai una vecchina su una carrozzella..."
"nano, non è che tutte le vecchine finiscano su una carrozzella. magari io sarò pimpante e me ne andrò in giro sulle mie gambe"
"va be', allora pensa quando sarai una vecchina con il bastone"
"nemmeno il bastone è obbligatorio. magari io sarò..."
"insomma, mamma, pensa quando sarai vecchia, senza denti, tutta accartocciata e non potrai fare un sacco di cose. pensa come sarà bello..."
"bello?"
"sì, bello. perché io ti sbuccerò le mele e te le taglierò in pezzettini minuscoli così li potrai masticare, poi ti prenderò in braccio e ti porterò in giro, ti rimboccherò le coperte e ti leggerò le favole..."
"grazie, nano. sei molto carino, ma io spero di non avere bisogno di tutte queste attenzione. magari io sarò..."
"mamma..."
"dimmi"
"ma tu i 100 anni li hai già compiuti o devi ancora farli?"
postato da: nonsolomamma alle ore 21:46 | Permalink | commenti (78) | commenti (78)(pop-up)
categoria:bambini, hobbit
lunedì, 18 maggio 2009
quando dei tuoi colleghi conosci tutto. conosci le passioni, le nevrosi, le manie e le perversioni. quando sai di cosa ridono, di cosa hanno paura e in cosa sperano.
quando sai cosa votano, cosa sognano, quali libri leggono, quali tesori e quali abissi nascondono. quando conosci il nome del loro oculista, del loro idraulico, della loro fidanzata e della loro crema idratante e sai con chi parlano al telefono da come dicono "pronto?".
quando ti irritano prima ancora di aprire la bocca, ti esasperano prima ancora di entrare in ufficio e ti mancano un po' quando sei lontano. quando guardi gli uomini come guarderesti dei fratelli molesti e ingombranti e le donne come compagne di sventura.
quando li riconosci dall'odore e il suono della loro voce ti è familiare come il drin della sveglia la mattina. quando li hai incontrati ragazzini e li hai visti diventare grandi, insieme a te.
quando anche loro di te conoscono ogni paturnia, ogni buco nero, ogni ciocca dei tuoi capelli a carciofo. e ti sopportano, come tu sopporti loro, come in una famiglia, come nella terza B del liceo, come in un open space,
allora forse è arrivato il momento di cambiare e di fuggire,
o forse è arrivato il punto di non ritorno, in cui sei impantanato in questo abbraccio appiccicoso e tiepido e mai avrai la forza di affrancarti.
postato da: nonsolomamma alle ore 22:30 | Permalink | commenti (43) | commenti (43)(pop-up)
categoria:ufficio, lavoro, autocoscienza
domenica, 17 maggio 2009
può succedere di andare un venerdì alla fiera del libro di torino sotto un diluvio torrenziale senza ombrello. e trovarsi in mezzo a bambini smarriti e adolescenti che mangiano hot dog e chiedersi 'cosa ci faccio io qui, fradicia di pioggia, in questa bolgia infernale?'.
può succedere di perdere la strada e confondersi tra gli stand e avere un momento di sconforto e solitudine e domandarsi se non era meglio restare a casa con gli hobbit che in questo periodo il mondo fuori è troppo difficile e rumoroso.
può succedere di incrociare uno sguardo amico. 'ciao, sei elasti? io sono M, speravo di incontrarti qui. vieni con me che ti mostro la strada', ti dice sorridendo, avvolgente e sicura come una sorella grande. e allora può succedere di lasciarsi un po' andare e accorgersi che questo posto è un inferno, ma è un inferno di libri e ha anche un suo fascino.
può succedere di distrarsi e di accorgersi che è tardi e di dovere correre a un enorme stand con uno grande schermo e un piccolo palco e tante seggioline.
può capitare che una signorina ti dica 'adesso tocca a noi. accomodati vicino al microfono, parleremo di genitorialità'.
e tu in quel momento vorresti essere solo figlia, al massimo nipote e la genitorialità è una parola aliena e ostile.
può succedere di essere al tavolo dei relatori, tra uno scrittore che ha scoperto che fare il papà è un mestiere splendido, cambiare i pannolini è gratificante e che la fatica sta solo in una miniera, e una tata che consiglia di fare capriole sul prato, di stare a tempo pieno con i propri figli mettendo da parte la divorante ansia della carriera e di educarsi alla felicità.
può succedere di essere assaliti dal dubbio di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato e di non avere assolutamente nulla da dire.
può succedere che alla fine ti alzi, con un po' di vertigini, e ti si avvicini un poliziotto e ti chieda 'è lei elasti?' e tu sei sempre più convinta che quella mattina avresti fatto meglio a stare a letto a casa tua e ti domandi cosa hai fatto di male perché un poliziotto con la divisa e la pistola cerchi proprio te, tra tutta quella gente e balbetti 'sì, sono proprio io'.
'piacere, sono un'elasti-lettrice e sono felice ed emozionata di incontrarti qui. sono venuta apposta a cercarti. ho due bambine e una vita incasinata, proprio come la tua', ti dice sorridendo. e tu la abbracci, incredula.
può succedere che la vita ti travolga e ti stupisca, a torino, sotto la pioggia, in mezzo a una bolgia infernale.
postato da: nonsolomamma alle ore 14:49 | Permalink | commenti (48) | commenti (48)(pop-up)
categoria:amici, viaggio, autocoscienza, sconforto
giovedì, 14 maggio 2009
- sai mamma, oggi la maestra dominatrix ci ha messi in punizione perché nell'angolo morbido invece del relax abbiamo fatto i pazzi

- e quale punizione vi ha dato?

- ci ha fatto stare seduti al tavolo per un sacco di tempo

- seduti al tavolo a fare cosa?

- a pensare ad occhi chiusi

- e tu a cosa hai pensato?

- alla mia vita

- ah

- già

- per esempio?

- ho pensato che per natale vorrei una sanguisuga vera e gli artigli di wolverine. ho pensato che non mi scorderò mai il bacio che mi ha dato helene, la bambina che mi aspettava all'asilo con le gambe accavallate quando avevo quattro anni. figurati che mi aveva baciato in bocca, in mezzo a tutti i bambini e alle maestre. non me la scorderò mai quella helene che adesso è tornata a casa sua nelle filippine. poi ho pensato che noi non siamo né ricchi né poveri, siamo giusti. ho pensato che se dovessi cambiare mamma vorrei la mamma di alessandro che è bionda e ha i ricci, anche se ogni tanto gli dà qualche mazzata, ma solo quando lui esagera. ho anche pensato che noi mangiamo troppo poco cioccolato e che non vedo l'ora di andare al mare dai nonni. poi ho pensato che a mio fratello ormai sono affezionato, nonostante tutto. ho pensato che adesso la mia fidanzata è antonella e che l'anno prossimo alle elementari possiamo sposarci, poi alle medie andiamo a vivere insieme. e ho pensato che devo farvi qualche fotografia, a te e papà, che non si sa mai".
postato da: nonsolomamma alle ore 22:12 | Permalink | commenti (74) | commenti (74)(pop-up)
categoria:bambini, autocoscienza, asilo, hobbit