giovedì, 30 ottobre 2008
qualche tempo fa il camion dello hobbit piccolo, noto anche come dum dum gande, travolse e distrusse gli occhiali di mister incredible.
il pater familias, accompagnato dai nani e dalla baby sitter diolabenedica perché solo non sa scegliere, andò a comprare un paio di occhiali tutti nuovi.
mister incredible li voleva, a detta dell'ottico, "tondi da tristone comunista", valentina li voleva super fashion e gli hobbit li volevano tamarri da top gun.
elastigirl ha finalmente visto gli occhiali nuovi, scelti da conciliabolo inconciliabile, da un'accozzaglia di gusti discutibili. scelti soprattutto senza l'elasti-consulenza.
duole ammetterlo ma sono occhiali normali, nell'accezione più alta e rassicurante del termine. sono occhiali mimetici che scompaiono sul naso di mister incredible. sono occhiali perfetti, da persona seria, da persona curata, da persona, appunto, normale.
il primo passo è fatto. mister incredible ha imboccato la strada verso la normalità.
adesso deve soltanto:
1. abbandonare la dieta a base di humus a londra e di cicorie a milano
2. lasciare quella slavata di janet, la moglie inglese bevitrice di birra e divoratrice di patatine gusto cipolla e diventare finalmente monogamo
3. buttare in un cassonetto i boxer lisi e calzini bucati rinnovando il parco biancheria intima, uguale a se stesso da oltre 12 anni
4. andare dal barbiere
5. ampliare un guardaroba al momento costituito esclusivamente da: un paio di pantaloni (lerci), tre magliette, un maglione (immondo)
6. alternare marxism and democracy, analytical marxism, e dylan dog a letture più amene e condivisibili con il prossimo
7. smettere di versare il 60 per cento del proprio stipendio mensile al manifesto "perché, poveretti, altrimenti, non ce la fanno"
8. ammettere che l'italiano non è una varietà linguistica romanza del barese ma viceversa

e il virtuoso cammino sarà compiuto.
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categoria:marito
mercoledì, 29 ottobre 2008
quando rinasco avrò capelli rossi lunghissimi e a forma di fusilli.
avrò la pelle di porcellana e gli occhi verdi. avrò caviglie sottili, ginocchia ossute e gambe da fenicottero, estranee ai concetti di ritenzione idrica e cellulite.
avrò la terza di reggiseno perché la terza è la misura perfetta e sarò afflitta dal problema della pancia rientrante.
avrò fianchi morbidi e vita sottile ma nemmeno un pelo superfluo.
quando rinasco saprò dipingere, ricamare a punto croce e farmi l'orlo ai pantaloni.
quando rinasco sarò talentuosa e suonerò il pianoforte con gli occhi chiusi. quando rinasco avrò l'orecchio assoluto e saprò riconoscere le note dei capricci di mio figlio e trasformarle in sonate per archi.
quando rinasco saprò fare la spaccata e pattinare sul ghiaccio. farò yoga all'alba perché quando rinasco sarò mattiniera.
quando rinasco avrò una passione per il farro, il miglio, il radicchio biologico e i biscotti alla crusca, mentre salame e cioccolata mi lasceranno indifferente.
quando rinasco farò l'erasmus a barcellona.
quando rinasco sarò un'intellettuale che adora eschilo in greco antico, proust in francese e dostoevskij in russo.
quando rinasco non avrò paura della solitudine, dei no, delle porte chiuse, di disturbare.
saprò sedurre e abbandonare, sarò algida e magnetica.
quando rinasco sarò una donna fantastica e non avrò nemmeno la colite e il senso di colpa.


ps se qualcuno volesse raccontare come sarà quando rinasce è caldamente invitato a farlo nei commenti. l'alter ego elastico, con i capelli rossi a fusillo apprezzerà moltissimo e si sentirà meno sola.
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categoria:giochi, sogni, autocoscienza
martedì, 28 ottobre 2008
"ma l'andamento del dollaro australiano a quale valuta è legato?"

"a nessuna valuta. il dollaro australiano segue il mercato della lana"

"gli australiani sì che hanno capito tutto. gli australiani sono gente pratica, loro guardano all'economia reale e alla tosatura della pecora!"

"infatti il dollaro australiano ha un andamento ciclico"

"anche io ho un andamento ciclico e non sono nemmeno mai stata in australia"

"tutte le donne hanno un andamento ciclico. per questo sono ingestibili"

"l'islanda ha alzato i tassi di sei punti, al diciotto per cento"

"poveri islandesi... che poi si tengono tutto dentro loro... sono un popolo emotivamente represso... mica come noi"

"would you like a shortbread?"

"no grazie, tutto quel burro mi agita"

"venerdì mia figlia ha dimenticato la cartella a casa e io non me ne sono accorta, nel weekend non ha fatto i compiti e io non ci ho pensato, ieri non aveva la tuta perché avevo scordato che c'era ginnastica. oggi mi sono dimenticata a scuola direttamente la bambina. la prima elementare è una classe durissima"

"io subisco il fascino del protone rotante"

"la borsa di milano perde il 2% e le banche crollano"

"non usciremo più da questo periodo di merda"

"e per giunta piove e questa città puzza"


con la crisi economica l'elasti-redazione ha imboccato una china di pessimismo cosmico, di malsano catastrofismo, di desiderio di fuga e di disaffezione ai piaceri della vita.
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categoria:ufficio, lavoro, giornalisti, sconforto
lunedì, 27 ottobre 2008
sabato sera a un'ora bizzarra, l'elasti-cellulare ha squillato.

"pronto sono della tivvù. vuoi venire da noi lunedì mattina a parlare di madri elastiche?"

"ehm, non so. io in tivvù ci sono stata solo una volta e ho visto donne bionde e bioniche, stiletti sadomaso e soffitti altissimi. non credo che la tivvù sia un posto adatto a me. grazie"

"ma questa tivvù è sottoterra e i soffitti sottoterra non sono mai molto alti. allora vieni?"

"ma le donne bioniche e gli stiletti sadomaso li avete?"

"controllo, ma non credo. allora vieni?"

"va bene. vengo"

elastigirl è andata alla tivvù senza donne bioniche. c'è andata in bicicletta sotto la pioggia stamattina presto, prima di andare a lavorare.
è stata fatta accomodare in una stanza con un tavolo e delle sedie girevoli, dove una signorina con le labbra rosse e un'enorme borsa piena di trucchi le ha colorato la faccia di arancione.
poi si è affacciato un signore che sembrava il regista della tivvù e ha lanciato un'occhiata clinica alla signorina con le labbra rosse e a elasti con la faccia arancione. ha richiuso la porta alle sue spalle e l'ha riaperta improvvisamente, con uno scatto.
"lei, con quei capelli, non può andare in onda. fai qualcosa", ha ordinato alla signorina, guardando l'elasti-chioma come avrebbe guardato una cintura esplosiva.
la signorina ha capito che doveva domare il carciofo.
elastigirl ha capito che se hai la colite cronica e i capelli a carciofo la tivvù è una terra inospitale.
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categoria:follie, televisione
domenica, 26 ottobre 2008
elastigirl è tornata dalla puglia dove ha presentato l'elasti-libro a bari e a brindisi.
ha conosciuto scarpe ipnotiche, donne straordinarie e uomini bizzarri. ha risposto a domande facili, incomprensibili, acute e curiose. ha avuto la solita ansia da prestazione, il solito senso di inadeguatezza e i soliti attacchi di colite che ormai la accompagnano, come l'orologio e i capelli a carciofo.
"e poi sono nevrotica", ha detto.
"sono nevrotica perché sono milanese e i milanesi talvolta lo sono. sono nevrotica perché vivo a milano e sono donna e la combinazione di questi due elementi per me è stata fatale. sono nevrotica perché aggiorno il blog quasi tutti i giorni, anche in vacanza, anche quando sono a praga con mister incredible in fuga d'amore, anche quando uno hobbit Gomita e l'altro per dispetto fa la pipì per terra, anche, e soprattutto, alla fine di una giornata normale, quando avrei solo voglia di svenire sotto le coperte o di mettermi un po' di crema idratante. sono nevrotica e non è un complimento".

oggi pomeriggio l'elasti-famiglia è rientrata a wisteria. varcata la soglia di casa lo hobbit grande si è denudato e si è infilato il costume dell'uomo ragno, lo hobbit piccolo si è messo l'elmo da centurione romano e le ballerine rosse di elastigirl, mister incredible ha preparato lo zaino per andare a londra. elastigirl avrebbe dovuto disfare i bagagli, fare la lavatrice, preparare la cena, mettere gli hobbit nella vasca da bagno. e invece ha visto quattro vasi di ciclamini, portati di nascosto da nonna J, desiderosa che la sua bambina arrivi prima in qualsiasi cosa, anche nella virtuosa gara del balcone più fiorito.
essere nevrotici significa mollare tutto: gli hobbit, i bagagli, la lavatrice, il marito in partenza, la cena. e decidere che in quel momento la priorità è travasare quei maledetti ciclamini in fioriere "adeguate", come direbbe nonna J. essere nevrotici vuol dire essere preda della propria pancia, della propria colite, del proprio perfezionismo. essere nevrotici significa ritrovarsi la terra nelle unghie, i vestiti sparsi sul pavimento, l'uomo ragno e il centurione feticista dentro una valigia che chiedono "mamma, vieni anche tu nella nave dei pirati" e dei ciclamini sul balcone che, tra una settimana, si saranno già suicidati.
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categoria:famiglia, viaggio, autocoscienza
venerdì, 24 ottobre 2008

l'elasti-famiglia è a bari. l'aereo non è "caduto zù" come aveva vaticinato lo hobbit piccolo e lo hobbit grande non è morto dissanguato per il taglio al pollice, come aveva vaticinato lui stesso.
a bari il sole è caldo come se fosse ancora estate e c'è una luce che acceca anche alle 5 di pomeriggio di un venerdì di fine ottobre. a bari ti chiedi perché mai vivere nelle brume meneghine quando esistono posti tiepidi e luminosi.
a bari, in prima fila, un paio di scarpe verdi ha assistito alla presentazione dell'elasti-libro. erano scarpe ipnotiche, verdi come i prati di frau karla e di nonna ciofanna nei masi dell'alto adige, rivestite del tessuto che copre i tavoli da biliardo. erano scarpe altissime e sfrontate. erano le scarpe di minnie che vuole sedurre topolino, di jessica rabbit che cammina sinuosa e provocante su un palco davanti al coniglio roger. erano scarpe rubate a un fumetto, scarpe che elastigirl non avrebbe mai il coraggio di indossare ma anche per questo dotate di un fascino magnetico. quando elastigirl ha posato lo sguardo su di loro ha perso la lucidità e ha faticato non poco a seguire il filo dei suoi pensieri e delle sue parole.
ha scoperto poi che quelle scarpe si chiamano come una tisana, o una droga leggera, o un rimedio naturale contro lo sconforto e che "nessuna trendsetter può non averle nel suo guardaroba".
saranno state le scarpe ipnotiche con il nome di tisana, l'abbraccio di una libreria, l'emozione, la presenza dell'elfo con gli occhi verdi della casa editrice che è stato invitato dal nano piccolo a lavarsi le mani nel bidet, secondo l'usanza hobbit, sarà la casa di super W e mister brown in cui ci si sente figli, accuditi e senza responsabilità, saranno tutte queste cose insieme, ma da ieri sera elastigirl dorme, senza sosta e senza sogni, sfinita, come succede solo a bari.

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categoria:famiglia, follie, sonno, bari
giovedì, 23 ottobre 2008
domattina all'alba l'elasti-famiglia partirà per la puglia.
elastigirl sta preparando i bagagli. ha buttato alla rinfusa in valigia qualche straccetto per gli hobbit, due gormiti e gli spazzolini da denti. si è disinteressata a mister incredible, che arriverà da londra nella notte, e ha riflettuto davanti alla scarpiera per circa venti minuti. giunta alla conclusione che due paia di scarpe da ginnastica, le ballerine, gli stivali e le pantofole etniche sono il minimo indispensabile per quattro giorni, decide che tre paia di jeans potrebbero bastare ma per precauzione infila in valigia anche dei pantaloni neri e un vestitino grigio.
sta meditando sull'opportunità di portare con sè una camicia da notte di seta sbirluccichenta, nel cassetto da anni e mai indossata, ma poi pensa a super W e mister brown, i nonni in trepidante attesa a bari, e opta per il solito tutone diserotizzante.
"aaaaaaaaaaaaaaaaaaah"
un urlo beluino precede uno hobbit grondante sangue. ha sangue sulle mani, sui pantaloni, sui capelli e sul fratello che lo segue trotterellando con l'aria del passante curioso.
"mamma! sto morendo dissanguato. aiutami!", implora melodrammatico.
"ma che è successo?"
"mamma, non fare domande, ti prego, e guarda quanto sangue sgorga dalle mie vene!", aggiunge, in una magistrale interpretazione di boromir morente nel signore degli anelli.
"fammi vedere!"
"no! non voglio che ti impressioni"
"ti sei fatto un taglietto"
"oooooooh! povero me! che orribile situazione!"
"sul pollice"
"no! non dirmi così!"
"vieni che lo mettiamo sotto l'acqua"
"noooooooooo! soffro da morire!"
"l'acqua non può farti male. dammi la mano"
"che mano è questa, la destra o la sinistra?"
"la destra"
"oddio. lo sapevo. la mia mano preferita! la mia amica! la mia forza!"
"..."
"mamma non ridere! io soffro e sanguino e tu ridi! sei peggio di voldemort e di sauron insieme"
"rido perché esageri"
"tu non capisci il mio dolore"
"mamma..."
"dimmi nano piccolo, che c'è?"
"io tòlo tòlo fatta pipì mento"
"tu ti sentivi molto solo e hai fatto la pipì sul pavimento?"
"mamma, occupati di me, invece di guardare il piscione. sono io il bambino che perde sangue, non lui"
"mamma... io cacca"

i nani maschi sono un vero debito in taluni frangenti ed elastigirl avrà sicuramente dimenticato qualcosa di fondamentale da portare in puglia.
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categoria:viaggio, figli, hobbit
martedì, 21 ottobre 2008
- mani iva mio papà-amoe. poi pendiamo tutti ghéo gande e nore bèèèèllo ghida ghéo. io hido patzo, mamma hide patza. noi diamo nonni bai. ghéo sale su su su. fosse fazzo anke pipì ghéo, kakka no. fosse manzo pappa ghéo. ghéo vola vola vola vola...
= domani sera arriverà il mio papà-luce-dei-miei-occhi nonché (scandalosamente e inspiegabilmente ndr) genitore preferito. poi, giovedì mattina all'alba, prenderemo tutti noi quattro un grande aeroplano. un signore di bell'aspetto lo piloterà. durante la crociera io mi farò pazze risate e anche mia madre si farà pazze risate. noi andremo dai nonni di bari. il suddetto aereo decollerà e salirà su su su. forse farò anche la pipì sull'aereo, ma escludo di fare la cacca in volo. forse farò uno spuntino sull'aereo. l'aereo vola vola vola...

- e dopo che l'aereo vola vola vola che succede, nano piccolo?

- cade zù! (= cade giù)

tra due giorni l'elasti-famiglia, con la scusa della presentazione dell'elasti-libro a bari e a brindisi, partirà per la puglia. l'idea era di andarci in 90 rapidi minuti di aereo, ma adesso, dopo questa conversazione serale in bagno con lo hobbit piccolo che pontificava dall'alto del vasino, non è escluso che si opti per 9 serene ore di treno.
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categoria:viaggio, bari, hobbit
lunedì, 20 ottobre 2008
la casa era enorme, con il parquet ovunque e una grande scala che portava al piano di sopra. dall'ingresso si scorgevano, in fondo a destra, la cucina, un frigorifero con il distributore di ghiaccio, come quelli americani, e un adolescente che mangiava pop corn e guardava i simpson in tv.
"venite, lui è su", disse accogliendoli, una signora elegante, ingioiellata e spettinata.
loro salirono, muti.
lui era su, seduto su un alto letto matrimoniale, le gambe penzoloni e lo sguardo interrogativo di un bambino.
"racconta, racconta ai signori cosa è successo. loro sono qui per aiutarti", gli sussurrò lei, materna e apprensiva.
"non lo so. non ricordo. non mi ricordo niente", rispose lui, con voce atona e incredula.
"in che senso non si ricorda niente?"
"non mi ricordo come mi chiamo, che lavoro faccio, non so chi sia questa donna bionda, non conosco questa casa e non conosco voi, signori strani con queste tute rosse e questi camici. ma sto bene. sto bene. adesso passa. grazie"
e se ne stava lì, balbettando che era tutto a posto e scoprendo quella stanza, quel letto, quei quadri alle pareti, quei tappeti come se li vedesse per la prima volta.
lui era a casa sua, con sua moglie, suo figlio al piano di sotto che mangiava pop corn e guardava i simpson e il suo telefonino sul comò, dove lo aveva posato in un passato prossimo o remoto. lui era lì, disorientato, capitato in una vita che non riconosceva, atterrato in un mondo estraneo.
la signora si avvicinò alla ragazza con la tuta rossa, l'unica donna di quel trio, arrivato con l'ambulanza.
"posso? sa, tra donne ci si spiega meglio...", chiese abbassando gli occhi e stringendole il braccio.
"certo che può"
"beh, lui ed io... mio marito ed io... stavamo... beh, ha capito no? stavamo... insomma eravamo insieme, a letto e ad un certo punto... lui mi ha chiesto 'ma tu chi sei?' e io ho pensato stesse scherzando... ma non scherzava. nostro figlio era di sotto..."

lui aveva perso la memoria, una domenica pomeriggio, durante l'amore con sua moglie che gli aveva detto "non fare lo stupido", ma lui non faceva lo stupido. lui si era perso veramente.
elastigirl non sa se quel signore si è ritrovato, dopo un'ora, un giorno o un mese o se magari ancora adesso, a distanza di quasi vent'anni, ha un buco nero al posto del passato, apertosi quella domenica.
elastigirl, entrata nella sua vita come volontaria dell'ambulanza che lo portò in ospedale, non ha saputo più niente di lui, ma serba vivido il ricordo di quelle gambe penzoloni e di quello sguardo interrogativo, di bambino.
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categoria:ricordi
domenica, 19 ottobre 2008
"papà, raccontami ancora di che vegara"
"dove eravamo rimasti?"
"eravamo rimasti che batista aveva un esercito fortissimo e con quello voleva sconfiggere che vegara e fidel castro"
"ah già, l'estate del 1958"
"eh, quell'estate là"
"che guevara e fidel con i loro uomini se ne stavano nella sierra maestra e batista era veramente stufo e voleva liberarsi di loro definitivamente"
"e allora chiamò un esercito grandissimo pieno di armi"
"già, un esercito di soldati molto più armati, più preparati e più forti rispetto agli uomini di fidel"
"però fidel faceva la grigliata e vinceva"
"scusa?"
"la grigliata di fidel, me lo hai raccontato tu ieri"
"io ti ho parlato di grigliata?"
"sì, perché?"

lo hobbit grande è una creatura gaudente, ama le ragazze, il cioccolato, le lasagne e il prosciutto crudo. per lui la guerriglia è una grigliata tra amici, a base di braciole e bruschette. se poi si unisce l'utile al dilettevole e tra una salamella e uno spiedino si rovescia batista e si instaura il comunismo a cuba, tanto di guadagnato.
la formazione della coscienza politica del primogenito sarà per mister incredible una strada lunga, laboriosa e accidentata.
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categoria:marito, hobbit