lunedì, 31 marzo 2008
"ciao, sono io!"
"ehi! ci sono novità?"
"già!"
"quindi?"
"parto"
"ommamma! quando?"
"a metà maggio"
"sicura? sola, piccoletta, bionda e senza il burqa?"
"sicura, però magari un burqa me lo compro che fa sempre comodo"
"ma sei contenta?"
"felice"
"e cosa farai laggiù?"
"non so esattamente. so solo che non uscirò mai, che vivrò in un residence, che la sera mangerò insieme ai colleghi e che berrò whisky. perché lì non c'è molto altro da fare. me lo ha detto il capo"
"ma a te il whisky piace?"
"no, mi fa schifo. ma sono talmente contenta di andare laggiù che imparerò ad apprezzarlo".
la zia matta, con la testa tra le nuvole e senza senso dell'orientamento, partirà per kabul.
partirà, raggiante e incosciente.
dovrà occuparsi di donne afghane.
ma elastigirl è sicura che saranno le donne afghane a occuparsi di lei.
domenica, 30 marzo 2008
l'elastifamiglia decide di festeggiare l'arrivo dell'ora legale con una gita domenicale kamikaze all'acquario di genova.
"va bene. però torniamo presto perché io stasera parto", ha detto mister incredible.
"parti??? ma sei appena tornato dal giappone! devi darti una calmata!"
"ho un convegno su 'quantitative marxism' a bristol. è un appuntamento imperdibile"
"i casi sono due: o janet, quella slavata di tua moglie inglese, sta diventando più esigente o tu mi stai diventando workaholic come quello sfigato del tuo amico hiroshi che diceva che l'ufficio era il suo giardino e lavorava in tuta da ginnastica e pantofole. mi chiedo quale delle due alternative sia peggiore"
ore 9,10 (che ieri a quest'ora erano le 8,10). l'elastifamiglia, bardata come per una spedizione sull'himalaya, prende l'intercity per genova principe.
dopo sette minuti dalla partenza lo hobbit grande inizia a chiedere "mamma, quando mangiamo i panini del pic nic?" e ripeterà la domanda ossessivamente per le successive 4 ore.
ore 9,30. una voce all'altoparlante comunica che, a causa di uno sciopero dei manovratori liguri, il treno non fermerà a genova.
ore 10,15. l'elastifamiglia, scesa alla deserta stazione di arquata scrivia, attende fiduciosa un mezzo che la porti a destinazione.
ore 11,45. dopo un avventuroso viaggio, l'elastifamiglia approda a genova.
ore 12,00. all'acquario i giornalisti non pagano e non fanno la fila. mister incredible non perde l'occasione per insultare elastigirl e la privilegiata categoria, gridando allo scandalo.
ore 12,30. mentre lo hobbit piccolo è ipnotizzato davanti alla vasca degli squali, il grande tenta di rubare i panini dall'enorme zaino di elastigirl, che si infuria.
ore 12,45. lo hobbit piccolo decide che è un pinguino e tenta di tuffarsi nella vasca dei 'gu' usando come trampolino le spalle di mister incredible. l'abbandono della vasca dei pinguini è un momento straziante, a tratti tragico. lo hobbit piccolo chiama 'papà' il maschio alfa della colonia ma mister incredible non ha pietà e lo trascina via.
ore 12,55. lo hobbit grande accarezza il ruvido ma gelatinoso dorso di una razza e finalmente dimentica il picnic. peccato sia ora di pranzo.
ore 13,10. l'elastifamiglia, seduta al sole, guarda il mare e si ingozza di panini, succo di frutta, e frammenti di uovo di pasqua.
ore 13,50. "corriamo o perdiamo il treno!", esclama mister incredible.
ore 14,19. l'elastifamiglia sale trafelata sull'unico intercity per milano che non sia stato soppresso per lo sciopero dei manovratori liguri.
mister incredible legge harry potter allo hobbit grande, lo hobbit piccolo tenta di conversare con gli altri passeggeri che purtroppo non parlano la sua lingua. pertanto, quando non tormenta la sua elasti-mamma, chiacchiera con gli oggetti inanimati del treno, dai sedili ai tavolinetti.
ore 16,30. l'elastifamiglia è nuovamente a wisteria. gli hobbit sono stremati e nervosi. elastigirl è colta da sonno incoercibile e vorrebbe accasciarsi in un angolo. mister incredible, in preda ai sensi di colpa per l'imminente partenza, scopa per terra, fa andare la lavatrice e piega la biancheria stesa.
ore 17,30. gli hobbit sono isterici, con qualche sintomo di possessione demoniaca. elastigirl decide di infilarli nella vasca da bagno e di tenerli a mollo ad oltranza.
ore 18,15. mister incredible lascia wisteria ed elastigirl stabilisce, nonostante ieri a quest'ora fossero solo le cinque e un quarto, che è giunto il momento di cenare.
ore 19,00. lo hobbit grande guarda catatonico lo schermo spento del televisore. lo hobbit piccolo perde i sensi sulle piastrelle della cucina mentre lancia una macchinina sotto il frigorifero.
"è ora di andare a dormire!", esclama elastigirl.
alla fine di questa estenuante domenica, l'italia si è sintonizzata sull'ora legale (gmt +2), elastigirl e gli hobbit sull'ora del bangladesh (gmt +5).
sabato, 29 marzo 2008
ieri sera elastigirl è tornata dalla redazione piuttosto tardi.
ha trovato mister incredible sul lettone insieme allo hobbit grande. disquisivano del signore degli anelli.
"e il piccolo?", ha chiesto elastigirl.
"a nanna"
elastigirl è entrata furtiva in camera degli hobbit e si è chinata sul letto con le sbarre dello hobbit piccolo.
lui ha avuto un sussulto e due enormi occhi spiritati sono emersi da sotto le coperte.
"kakanna pam! gagagon tah! pampaf toh! ghimmi pem!", ha esclamato in trance, dandosi vigorosi colpi sulla testa e sulla fronte.
poi si è zittito, ha guardato per qualche secondo elastigirl, serio e turbato dalla gravità del racconto ed è scomparso nuovamente sotto le coltri.
"ma si può sapere cosa è successo allo hobbit piccolo? sembrava un invasato. gridava 'kakanna, gagagon, pampaf e ghimmi'... faceva strani versi e si dava mazzate sulla testa!", ha detto elastigirl.
"ma niente. probabilmente sognava...", ha risposto evasivo mister incredible.
"no mamma! voleva dire 'cavalieri, aragorn, gandalf e gimli'. il papà ci ha fatto vedere la terrificante battaglia del fosso di helm del secondo film del signore degli anelli, con l'assedio alla fortezza dei cavalieri di rohan. si danno un sacco di botte ed è veramente violento", dice garrulo e fiero lo hobbit grande.
c'è un solo modo per evitare altri traumi a quelle due anime innocenti: togliere la patria potestà a quell'irresponsabile di mister incredible.
giovedì, 27 marzo 2008
ebbene sì, c'è anche un elasti-fratello.
un fratello minore.
latitante, sfuggente, sognante ma c'è.
un fratello anarchico, che detesta svegliarsi la mattina e fa tardissimo la sera, che odia le costrizioni e i doveri, che nella vita vorrebbe scrivere, ascoltare musica e stare in maremma.
che scappa e cerca l'isola che non c'è.
un fratello un po' aggrovigliato che non vuole responsabilità, che guarda i bambini come animali strani e curiosi, che fa un passo indietro e non si butta nella mischia.
un fratello con gli occhi grigi e sornioni che può sparire per sei mesi e tornare sorridendo, come se nulla fosse.
un fratello che forse esita, forse non vuole, forse ha le vertigini, forse ha bisogno di tempo.
un fratello che si intenerisce per il guaito di un cucciolo e impreca come un camallo guardando la partita.
un fratello che lo inviti a cena e non viene.
un fratello che quando viene vorresti che non se ne andasse più e vorresti picchiarlo perché in fondo insieme si sta proprio bene e basterebbe così poco per essere vicini.
un fratello che pensa di essere lontano dall'elasti-mondo ma non lo è affatto.
un fratello che richiede pazienza, partecipazione e comprensione, ingredienti preziosi e rari, solitamente divorati dagli hobbit.
mercoledì, 26 marzo 2008
tra due settimane lo hobbit piccolo compirà due anni.
ha solo 14 giorni per raggiungere l'irraggiungibile obiettivo di 200 parole che farebbero di lui un "bambino nella media".
"bene, nano. mettiti qui vicino a me che parliamo un po'...", dice elastigirl che sottopone il piccolo sventurato a implacabili sedute di conversazione.
"cn"
"allora, raccontami quello che vuoi"
"ga!"
"'ga' non vuol dire niente. se vuoi conversare devi parlare la mia lingua. capito?"
"cn!"
"bene"
"gu pampa bam ueh!"
"ah! il pinguino giocava a palla, è caduto e ha pianto?"
"cn!"
"e poi cos'è successo?"
"mamma tatte tetti"
"la mamma gli ha dato il latte?"
"cn. tetti"
"e poi si è lavato i denti?"
"cn"
"e poi?"
"kakà gaaal!"
"scusa?"
"kakà gaaal!"
"chi ha fatto gol?"
"kakà"
"kakà?"
"kakà"
"il giocatore del milan?"
"cn! kakà gaaal!"
"ma chi te lo ha detto?"
"a"
"la baby sitter valentina diolabenedica?"
"cn!"
per valentina la fede interista dello hobbit grande è motivo di grande cruccio.
pertanto ha deciso di applicare sul piccolo un metodo sperimentale che affianca l'apprendimento del linguaggio alla formazione dell'identità milanista.
mercoledì, 26 marzo 2008
tra qualche settimana lo hobbit grande compirà cinque anni.
"perché non inviti un mago alla festa del nano?" ha chiesto lo zio T, l'elasti-fratello.
"un mago?", ha risposto elastigirl.
"sì, il mio amico lallo fa il mago"
"tu hai un amico che fa il mago, di mestiere? fa il mago che quando quelli normali vanno a lavorare lui esce di casa e fa magie?"
"esattamente. ed è bravissimo"
"pronto, mago lallo? sono elasti"
"al tuo servizio elasti"
"ehm, sto organizzando la festa dello hobbit grande e... beh, magari tu..."
"ti interessa servizio base, servizio con i palloncini, servizio con la truccatrice profescional, servizio con animali, servizio ollinclusive?"
"non saprei... animali?"
"animali: conigli, colombi, gatti, asini... però bisogna pagare il trasporto extra, sai com'è"
"certo, il trasporto extra..."
"comunque visto che sei la sorella di quel gran figo di tuo fratello posso farti uno sconto"
"grazie lallo. ci penso e ti faccio sapere"
il mago lallo è troppo per elastigirl.
e poi se lo hobbit a cinque anni si abitua al mago lallo, alla truccatrice profescional e agli animali, quando ne compirà dieci vorrà festeggiare con il domatore di leoni, i trapezisti e la donna cannone e a quindici chiederà la disco dance in un jet privato.
martedì, 25 marzo 2008
"buonanotte, nano"
"buonanotte, mamma"
"..."
"mamma..."
"dimmi"
"non hai per caso qualcosa che catturi i sogni belli e mandi via quelli brutti?"
"mmmh... gli indiani d'america hanno qualcosa di simile. è una specie di rete. si chiama dreamcatcher"
"ecco, ne avrei proprio bisogno. tu non ce l'hai?"
"veramente no"
"dai! qualcosa con dei buchi. una trappola per i sogni belli e uno scudo contro gli incubi. dai mamma, ti prego. trovamelo!"
da tre giorni lo hobbit grande dorme con lo scolapasta accanto al cuscino.
è un po' scomodo ma è estremamente efficace.
martedì, 25 marzo 2008
"mamma, mi coccoli?"
"certo! vieni qui che ti strapazzo un po'"
"mamma, ma le coccole sono solo abbracci, baci e carezze?"
"beh, sì. ti sembra poco?"
"un po' poco"
"e cosa ci aggiungeresti?"
"ma... per esempio nascondersi benissimo sotto un lenzuolo così nessuno ti può trovare, oppure stare uno sopra l'altro in silenzio, o magari farsi dei nodi con le braccia e le gambe..."
lunedì, 24 marzo 2008
mister incredible è tornato da tokyo.
allo hobbit grande ha portato gundam, allo hobbit piccolo un altro robot che produce dei bizzarri suoni guerreschi. a elastigirl la promessa di non partire, almeno per un po', la totale dedizione alla famiglia, giorno e, soprattutto, notte e una montagna di aneddoti.
IL MIO GIARDINO
ore 23,30, giovedì 20 marzo. nel campus deserto dell'università, mister incredible e hiroshi, l'economista workaholic che lo ha invitato a tokyo, camminano uno affianco all'altro dopo le quotidiane 14 ore di lavoro.
“ok, hiroshi, adesso vado a mangiare, poi torno in albergo e provo a risolvere il problema”, dice mister incredible.
“ok, anch’io adesso torno in ufficio e lavoro un altro po’”
“scusa, hiroshi, una curiosità: ma tu hai il computer e internet anche a casa. perché stai fino a tardi in ufficio?”
“vivo vicino e l’ufficio mi piace... è un po’ come se fosse il mio giardino”.
IL WORKSHOP DEI MARXISTI
ore 10,30, venerdì 21 marzo. è una giornata primaverile, tiepida e soleggiata
comincia il workshop degli economisti matematici marxisti giapponesi, "exploitation and class", in cui mister incredible è l'ospite d'onore.
per rompere il ghiaccio una studentessa-lolita con calzettoni e gonnellina a pieghe, passa tra i banchi con un cesto di caramelline colorate per i partecipanti.
il vicino di sinistra di mister incredible indossa un pesante cappotto invernale. fa il suo intervento con con il cappotto addosso e non se lo toglie nemmeno a pranzo e a cena. fa molto caldo e mister incredible dopo qualche ora di fianco al tizio con il cappotto si convince che sotto è nudo.
il vicino di destra, a metà della terza presentazione (per fortuna non quella di mister incredible), si addormenta e cade a peso morto dalla sedia, nell'indifferenza generale.
ma l'economista matematico marxista giapponese che cattura il cuore di mister incredible è sulla cinquantina, porta occhialini tondi scuri, capelli lunghi, jeans aderenti, maglione girocollo.
"di cosa ti occupi?", gli chiede mister incredible.
“di formazione sono un economista matematico marxista. tuttavia di recente mi occupo di cultura pop giapponese. inoltre ho una rock band, ho aperto una piccola casa discografica e produco dischi dei miei studenti”, risponde porgendogli il suo biglietto da visita.
sul biglietto, di fianco a nome, cognome, università, c’è la sua foto, in posa da brian may mentre suona la chitarra elettrica.
in una pausa del convegno, prima di illustrare il suo articolo “computer simulations and the generation and persistence of class and exploitation”, mostra ai partecipanti una presentazione multimediale dei suoi lavori sulla cultura pop in cui, dopo una serie interminabile di nerd che disegnano fumetti erotici e non, compaiono una rock band di suoi studenti in riva a un fiume che saltano come ossessi sul prato, e un servizio sul “maid bar” di tokyo in cui – secondo la sua spiegazione – "cameriere vestite da servette portano da bere a clienti vestiti da padroni".
"sapete suonare qualche strumento?", chiede alla fine il poliedrico economista.
"io suono il tamburello", risponde orgoglioso mister incredible.
"io sono molto bravo nel karaoke", risponde hiroshi, altrettanto orgoglioso.
I LOVE RAPE BLOSSOMS
gli economisti, dopo dieci ore consecutive di workshop, vanno a cena, tutti insieme.
"dopo cinque giorni di brodaglia giapponese, sono tentato di proporre un ristorante indiano, oppure vietnamita o nepalese. ma sapendo di non avere chances, taccio", racconta mister incredible.
"appena entrati nell’ennesimo merdoso ristorante locale sono colto da conati di vomito. mi siedo e per circa mezz’ora ingurgito pesce, carne, verdure in un sol boccone, senza respirare.
quando ormai penso che non sopravviverò alla cena, arriva l’ultima pietanza. sgrano gli occhi incredulo e chiedo come si chiama", prosegue.
hiroshi gli dice il nome in giapponese, poi tira fuori dal taschino il computer con il traduttore simultaneo e conferma ciò che mister incredible aveva solo osato sperare “rape blossoms”, cime di rapa.
"i love rape blossoms!"
mister incredible e la sua anima barese sono scossi da un fremito. le cime di rapa sono per lui nettare degli dei, rappresentano quello che per un essere umano normale sono le lasagne della nonna o l'arrosto con le patate al forno della zia. trattiene a stento la commozione.
afferra le cime di rapa con le bacchette, e, molto lentamente, a occhi chiusi, le avvicina alla bocca...
.... sapore di salsa di soia, odore di pesce...
mister incredible, provinciale fino al midollo, non ce la fa. si scusa e va in bagno.
TAUTOLOGIE GIAPPONESI
ore 14,00, sabato 22 marzo.
mister incredible è sul narita express, il treno per l'aeroporto di tokyo, in procinto di tornare in italia.
una signorina gentile spiega, in inglese che “i passeggeri che volano dal terminal 2 devono scendere alla fermata chiamata ‘terminal 2’. i passeggeri che volano dal terminal 1 devono scendere alla fermata chiamata ‘terminal 1’”.
sabato, 22 marzo 2008
auguri a chi festeggia, a chi non festeggia, a chi mangerà quintali di cioccolato e a chi guarderà gli altri mangiarne, a chi va in gita con gli amici e a chi se ne starà a casa e si ubriacherà di famiglia e di spumante.
auguri elastici da usare come si preferisce.
da mettere dentro l'uovo di pasqua, dentro la vasca per un bagno rilassante, sotto il cuscino prima di andare a dormire, nella crema idratante per un effetto lifting o come segnalibro per non perdere il filo.