martedì, 27 febbraio 2007
elastigirl è tornata a casa.
gli hobbit sono in grande forma. i nonni che li hanno accuditi (diolibenedica) un po' meno.
il nano grande ha deciso che elastigirl deve espiare il suo viaggio a tokyo con interminabili sedute di massaggio neonatale.
"luca, ma questo massaggio te lo facevo quando avevi tre mesi, ora sei grande..."
"mamma, io HO tre mesi. non ti ricordi? mi massaggi i piedini?"
"piedini? sono dei panzerotti giganti, dei piedi da hobbit...."
"mamma... ero molto triste senza di te"
il nano piccolo si concede interminabili sedute notturne di tetta-latte-letto. del resto elastigirl deve dare un senso alla tortura del tiralatte che si autoinfliggeva più volte al giorno sul suolo nipponico.

I NANI NELLA CASA DELLE LIBERTA'
"mamma, siamo stati bene coi nonni. io mangiavo solo cioccolata, a pranzo e a cena" racconta il nano grande.
"ah... invece in giappone mangiavamo solo pesce crudo" risponde elastigirl noncurante.
"buono... ma il cioccolato di più... mamma....posso dirti un segreto?"
"dimmi nano, perché quella voce colpevole?"
"... coi nonni.... facevo la pipì e la cacca nel lavandino" dice lui provocatorio.
"ah... pensa che in giappone ci sono i gabinetti con tanti pulsanti. se schiacci quello sbagliato ti fai la doccia" rilancia elastigirl simulando disinvoltura.
"io invece coi nonni non mi lavavo mai, nemmeno i denti, e non andavo neanche all'asilo e guardavo sempre la televisione. andrea si metteva in bocca tutto, anche le cose vietate e pericolose, e insieme vedevamo i film non adatti ai bambini" prosegue lui senza reti.
"va bene nano, ho capito. non parto più, almeno per un po'" si arrende elastigirl.
"ah... come vuoi. comunque sono carini i nonni..."
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categoria:bambini, famiglia, figli, nonni, hobbit
domenica, 25 febbraio 2007
ha una trentina d'anni, giapponese, pesa non più di 40 chili.
porta una candida mascherina, che si toglie solo per bere.
porta immacolati guanti di seta che si toglie solo per mettersi la crema idratante.
tra lei e il sedile ha messo un asciugamano.
di fronte, sul tavolino, ha una sveglia, una bottiglia di acqua portata da casa, un flacone di acqua termale spray, una crema idratante, un barattolo di pastiglie multicolori.
passa dodici ore in silenzio guardando fisso davanti a sé. non dorme, non legge, non ascolta musica, non vede un film. non mangia, non va in bagno.
ogni tanto beve, esclusivamente dalla sua bottiglia, e si spruzza, sul viso coperto dalla mascherina, acqua di vichy. con cadenza regolare si spalma la crema sulle mani. ha dita filiformi e inquiete.
ogni tanto prende una pastiglia.
è la vicina di posto di elastigirl sul volo tokyo-londra.
dopo le prime due ore di fredda osservazione antropologica e dopo le successive tre ore di sincera curiosità per il diverso, elastigirl ha iniziato a odiare il fenomeno che aveva di fianco.
invece di guardare l'igienista anoressica ossessiva con spirito fraterno e compassionevole, elastigirl, in versione miss intolleranza 2007, ha concentrato contro di lei tutta l'insofferenza verso l'eterno volo in classe inferno. la malcapitata vicina si è rapidamente trasformata nel catalizzatore dell'elasti-aggressività verso l'enigmatico popolo nipponico.
elastigirl, esasperata e in preda a sentimenti bassissimi, ha provato a rovesciare il pollo con verdure sui guanti bianchi, a rubare l'acqua termale, a buttare per terra le pillole colorate, a manomettere la sveglia e a nascondere la maledetta crema idratante.
per fortuna elastigirl è piuttosto goffa e i suoi sadici tentativi sono tutti miseramente falliti.
la tizia è arrivata a destinazione sana e salva ed è ora pronta ad affrontare, armata di mascherina e guanti  bianchi, la contaminata europa.
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categoria:giappone, viaggio, fughe
sabato, 24 febbraio 2007

aeroporto di narita. tra meno di un'ora prendiamo il volo.
tra circa 20 ore rivedo gli hobbit.
"il nano grande sta benissimo, e' sempre allegro e non chiede mai di voi. ha sventrato qualche pelouche e decapitato qualche pupazzo. per il resto e' molto sereno" ha detto al telefono ieri la baby sitter valentina diolabenedica.
"il nano piccolo sta bene. ma e' perplesso. e spesso striscia per tutta la casa cercandoti" ha aggiunto.
ecco... stavo bene, prima.
lo hobbit minuscolo striscia per tutta la casa cercandomi???
lo hobbit minuscolo??? il mio hobbit? quello con gli occhi enormi e tondi come il protagonista di un manga? quello con lo sguardo a forma di punto interrogativo? lui? lui mi cerca e non mi trova?
"ehm. ok, grazie valentina, ora devo andare, scusa. ciao" click. saluto per non piangere.
basta. 'fanculo tokyo, 'fanculo giappone, sushi, sashimi, arigato'.
e' stato bello. ma un nano con gli occhi tondi striscia per casa cercandomi.
vado.

 

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categoria:bambini, giappone, viaggio, figli, fughe, hobbit
venerdì, 23 febbraio 2007
IL FOLLE PACHINKO
il pachinko è un diffusissimo gioco d'azzardo, illegale, per cui i giapponesi vanno pazzi. la macchina del pachinko è un incrocio tra un flipper e una slot machine e contiene un numero infinito di biglie di acciaio che  producono un rumore infernale.
le sale del pachinko sono ovunque e sono gremite di giocatori a qualsiasi ora del giorno e della notte.
i giocatori di pachinko hanno dai 15 ai 90 anni, sono uomini e donne e quando giocano fumano come dannati.
per dare una parvenza di legalità a un'attività proibita, invece dei soldi, nella macchina del pachinko si mette una tessera prepagata che consente di giocare a punti.
se si vince si va alla cassa della sala. lì si riceve un pupazzo, con il pupazzo si esce dalla sala e ci si presenta a uno sportello, per strada. allo sportello ritirano il pupazzo e consegnano soldi.
elastigirl è andata in gita al pachinko. c'era un frastuono bestiale, una puzza immonda e tantissima gente. elastigirl è uscita per non vomitare.

IL FANTASTICO MONDO DEI MANGA
i giapponesi adorano i fumetti. ne leggono milioni. i manga rappresentano il 40% di tutto quello che viene pubblicato in giappone.
ci sono manga su tutti gli argomenti. ci sono manga sulla sulla vita di ufficio, sulla gravidanza e la puericoltura e persino sui rapporti tra suocere e nuore.
ci sono manga che raccontano storie gay, particolarmente apprezzati dalle ragazzine (?).
poi ci sono i manga erotici. la protagonista è quasi sempre una bimba con occhi tondi e lacrimosi e tette giganti. gli organi genitali non possono essere mostrati, in compenso la bambina è spesso incatenata e subisce sevizie di ogni tipo.
anche dal negozio di manga elastigirl è uscita un po' turbata.

MASCHERINE PER TUTTI
la mascherina è un must per moltissimi giapponesi.
quando elastigirl ha visto le prime mascherine ha elaborato una sua teoria furbissima. le mascherine, secondo l'elasti-pensiero, sono una difesa contro i germi per chi ha subito un trapianto di organi.
presto elastigirl si è resa conto che a tokyo la diffusione delle mascherine è inferiore solo alla diffusione dei telefonini.
inizialmente ha pensato che in giappone si cambiano gli organi come in italia si cambiano le scarpe ed è stata assalita da un'enorme angoscia per i donatori. in un secondo momento si è resa conto che la sua teoria furbissima è una totale idiozia.
la verità è che i portatori di mascherina soffrono di allergia ai pollini.
elastigirl ha proposto all'allergico mister incredible di inaugurare la stagione della mascherina. elastigirl preferisce non riferire il commento del supereroe.

IL GENIALE WC CON LA DOCCIA INCORPORATA
i gabinetti in giappone non sono banali sanitari senz'anima. i gabinetti in giappone sono animali intelligenti.
i wc giapponesi sono dotati di vari pulsanti e di un simpatico sistema di riscaldamento dell'asse.
elastigirl la prima volta che ha interagito con un wc giapponese ha incautamente premuto un pulsante a caso ed è stata aggredita da un potentissimo getto d'acqua tiepida. dopo il primo incontro con il wc elastigirl era completamente fradicia, capelli compresi.
poi ha imparato che il gabinetto giapponese ha il bidet incorporato e che a ogni tasto corrisponde un getto di intensità e direzione diverse. dopo avere familiarizzato con i tasti, elastigirl è diventata quasi amica del wc giapponese.
alcuni gabinetti tuttavia hanno un optional perverso. alcuni gabinetti hanno un tasto che riproduce il rumore dello sciacquone. serve per evitare imbarazzi in caso di funzioni fisiologiche cacofoniche.
c'è qualcosa di geniale in tutto questo ma ancora elastigirl non lo ha colto perfettamente.
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categoria:giappone, viaggio, fughe
giovedì, 22 febbraio 2007
i giapponesi, dai 5 ai 95 anni, in metropolitana si dedicano a due sole attività: giocare con il telefonino e dormire.
i telefonini giapponesi sono tutti uguali ma di mille colori diversi. i giapponesi amano impreziosire un oggetto già di per sé piuttosto elegante, con ogni sorta di ninnoli dalle dimensioni variabili.
elastigirl ha visto telefonini personalizzati con sette o otto  agghiaccianti pupazzetti.
in metropolitana tuttavia l'uso del cellulare, nell'accezione nota a noi umani, è vietato. il telefonino non può squillare, ma al più vibrare, non si possono ricevere né fare telefonate perché probabilmente si disturberebbe il sonno del vicino.
grandi e piccini usano il cellulare per
1. rintronarsi con i videogiochi (tetris e slot machine vanno moltissimo)
2. guardare la televisione, dai cartoni animati al telegiornale
3. navigare su internet
4. spedire email
chi non si trastulla con il telefonino, sviene sul sedile, spesso accasciandosi sulla spalla del vicino infastidito.
sembra un popolo cronicamente devastato dalla stanchezza, bambini compresi.
elastigirl è un soggetto piuttosto suggestionabile e con una buona dose di sonno arretrato (è l'onda lunga delle atroci notti con gli hobbit).
elastigirl ogni tanto va in giro da sola per tokyo perché mister incredible deve lavorare.
per raggiungere il centro di tokyo dall'albergo, elastigirl trascorre in metropolitana circa 45 minuti.
elastigirl da quando è piccola si addormenta ovunque, persino sotto la doccia.
elastigirl, non avendo un telefonino con cui giocare, appartiene alla categoria dei passeggeri che svengono nella metropolitana.
ieri elastigirl è stata colpita da narcolessia.
quando ha riaperto gli occhi il vagone del treno era deserto e un omino gentile le stava saltellando intorno, preoccupatissimo.
poiché in questo paese toccarsi è disdicevole e poiché elastigirl aveva nelle orecchie le cuffie dell'ipod, il signore cortese ha passato vari minuti nel disperato tentativo di riportarla in vita. probabilmente nutriva il sospetto che l'occidentale collassata sul sedile fosse ormai cadavere.
con una serie di inchini e frasi incomprensibili, le spiegava che quel treno era fuori servizio e che doveva schiodarsi da quel sedile.
elastigirl, in stato confusionale, ha ricambiato gli inchini e si è dileguata, sentendosi un po' a disagio.
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categoria:giappone, vacanza, fughe
mercoledì, 21 febbraio 2007
PREMESSA DIDATTICA
i love hotel sono degli alberghi a ore abitualmente frequentati dai giapponesi – coppie sposate, amanti, fidanzati – per stare in intimità in uno spazio meno angusto e più accogliente delle micro-abitazioni in cui vivono.
spesso hanno stanze a tema, jacuzzi in camera e a volte persino la piscina.
“essi offrono un'esperienza tipicamente giapponese che ogni coppia di turisti a tokyo dovrebbe provare, anche solo per un pomeriggio”. così dice la guida.
elastigirl e mister incredible obbediscono.

CACCIA AL TESORO OVVERO COME SPEGNERE LA PASSIONE
elastigirl e mister incredible scelgono il loro albergo dell'amore, definito dalla guida “tra i più famosi della capitale”. lo individuano sulla mappa ma, arrivati a destinazione, del love hotel nessuna traccia.
“certo che se dessero i nomi alle vie in questa città di pazzi, sarebbe tutto più semplice” dice mister incredible dopo quattro giri a vuoto dell'isolato.
“beh, qual è il problema? chiedi a qualcuno” risponde la pratica elastigirl.
“in quale lingua, visto che parlano solo giapponese? e poi... perché non chiedi tu?
“stai scherzando, vero??? ti sembra che io potrei chiedere a uno sconosciuto 'scusi, dove devo andare per  avere un po' di intimità con quest'uomo?'”
“che male c'è? e poi ti ricordo che questo non è un popolo di repressi, come te”
“allora vado e dico: 'scusi, vorrei avere due ore di passione sfrenata con quell'individuo là in fondo, che poi è anche mio marito. ma vorrei farlo in una stanza che sembri uno studio dentistico, anzi no, uno zoo safari, preferibilmente vestita da lupo, sa com'è mio marito vuole sempre fare cappuccetto rosso... mi sa dire dove devo andare? grazie' ma ti sembra??? vai e chiedi a quel tizio che ha l'aria sveglia”
mister incredible chiede a sei persone diverse che, ridacchiando, gli danno sei diverse indicazioni.
un'ora dopo mister incredible si accorgerà che elastigirl ha guardato male la cartina e il love hotel dei sogni è da tutt'altra parte.
litigano e la passione si sfilaccia un po', ma sono supereroi e non si arrendono al primo ostacolo.

DIMMI CHE STANZA VUOI E TI DIRO' CHI SEI
l'albergo è un enorme alveare. all'ingresso c'è un riquadro luminoso con le foto delle stanze. quelle accese sono libere. ci sono poi due opzioni: 'riposo' (due ore) o 'tuttalanotte'.
elastigirl e mister incredible perdono 45 minuti nella contemplazione delle fotografie, mentre altri avventori arrivano, schiacciano il bottone della loro camera con piglio sicuro e in due secondi si dileguano.
“che ne dici della stanza in stile tenda beduina?”
“nooo. guarda qui c'è bali island”
“questa ha anche la piscina... è pure trasparente!”
“cosa ti importa che sia trasparente, se sei dentro mica ti vedi!”
“non capisci niente di erotismo”
“qui c'è la stanza 'caverna preistorica', con la jacuzzi scavata nella roccia. fikissima!”
“mica dobbiamo giocare ai flintstones...”
“sei un uomo senza fantasia”
alla fine elastigirl e mister incredible optano per una stanza con muro verde coperto di piante (finte), luce verde psichedelica, due poltrone che fanno i massaggi e megaschermo a tutta parete.
l'albergo dell'amore offre anche dei travestimenti in affitto, ma i due eroi si sentono già abbastanza trasgressivi al naturale.

AIUTO, LA POLTRONA MI STA STRITOLANDO, TI PREGO FERMALA
la stanza è dotata di jacuzzi. mister incredible è già pronto a tuffarsi, ma la vasca è coperta di macchie nerastre e elastigirl si rifiuta di metterci piede. ripiegano su una asettica doccia.
le poltrone sono enormi, di pelle. sono dotate di un telecomando con istruzioni rigorosamente in giapponese. elastigirl schiaccia dei pulsanti a caso.
“uhhh! fantastico questo massaggio. questa poltrona la voglio anche a casa...” dice lei sognante.
“anche io la voglio” dice lui a occhi chiusi.
“... non ti sembra un po' troppo vigoroso questo massaggio?” chiede lei un po' in ansia.
“ma no, ti fa bene. rilassati” biascica lui ormai privo di sensi.
“ehi, ma mi fa male. oooh! le gambe, mi sta stritolando le gambe questa stronza di poltrona! aiuto! sono prigioniera. liberami, ti prego liberami, ahi!!!!”

PORNOGRAFIA GIAPPONESE, OVVERO DOTTORE, MI FA MALE LA GOLA
di fronte alle due poltrone assassine c'è il megaschermo. sul megaschermo dei simpatici sketch pornografici in giapponese.
sketch 1. una signorina timorata di dio va dal dottore perché ha mal di gola. dopo 10 minuti abbondanti di moine e risolini il dottore la insidia. lei si spaventa e non ci sta.
sketch 2. una adolescente svaporata vuole fare la pornostar. la truccatrice la insidia con un microfono. lei non capisce perché è completamente idiota.
sketch 3. in ospedale un medico fa il giro della corsia. incontra varia umanità disperata, tra cui una ragazzetta cadaverica con un termometro in bocca. elastigirl non ha capito il senso erotico di questo sketch, ma era un po' distratta.

CONCLUSIONE
per scrollarsi di dosso la sindrome 'casti e puri come due genitori' il love hotel non è necessario. tuttavia l'esperienza ha una sua suggestione, a patto di non prenderla troppo sul serio.
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categoria:giappone, sesso, marito, fughe, trasgressioni
martedì, 20 febbraio 2007
elastigirl si sente una donna veramente disinvolta e inserita. una vera cittadina del mondo.
elastigirl, atterrata a tokyo solo da qualche ora, dopo una breve conversazione in giapponese con una macchinetta automatica, ha acquistato la tessera 'suica' per la metrolitana.
Trattasi di una tessera verde acido pre-pagata che consente di viaggiare su buona parte della rete metropolitana.
armata di questa chiave magnetica che apre le porte del paradiso, elastigirl ora si muove in totale scioltezza.
purtroppo però quando elastigirl si sente sicura inizia a fare danni. 
ieri mattina elastigirl si è diretta a grandi falcate verso il tornello della metropolitana e ha appoggiato compiaciuta la sua tesserina delle meraviglie sull'apposito sensore.
il sensore ha lanciato un urlo sordo e indignato, il tornello si è immediatamente richiuso e gli occhi di 1000 giapponesi stressati si sono posati su elastigirl.
era l'ora di punta, tutti avevano molta fretta e elastigirl stava cercando di aprire il tornello con la tessera della palestra (il tempio del benessere milanese, per intenderci) invece che con la magica suica.
le porte della metropolitana di tutto l'impero del sol levante si sono sbarrate davanti a elastigirl, esponendola al pubblico nipponico ludibrio.
per cancellare l'onta elastigirl si è dovuta prostrare davanti ai signori della biglietteria, chiedendo loro perdono.
elastigirl ha dovuto spiegare ai signori, che naturalmente capivano solo il giapponese, che c'era stato un errore e che era pronta a bruciare la tessera della palestra se le avessero riaperto le porte del paradiso.
i signori finalmente hanno riattivato la suica, probabilmente più per togliersi di torno l'italiana sciroccata che per reale clemenza.
elastigirl, gratissima, si è inchinata una quindicina di volte prima di lasciare la biglietteria e lanciarsi in nuove avventure.
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categoria:giappone, viaggio, fughe
lunedì, 19 febbraio 2007

in metropolitana.

13 anni, codini, baby doll rosa tutto pizzi e laccetti, calzettoni bianchi da educanda, scarpe da bambolina con vertiginoso tacco. il tutto semicoperto da un cappotto rosa. tra le mani un telefonino, rigorosamente rosa, da cui pende un pony con le ali, rosa pure lui.

è solo la prima delle centinaia di lolite che incontriamo nelle nostre prime 24 ore a tokyo.

dopo un viaggio eterno siamo due zombie. ma è solo l'1 del pomeriggio e dobbiamo tirare fino a sera.

il luogo di ritrovo domenicale degli adolescenti sembra un buon posto per resistere al sonno.

takeshita dori è una strada pedonale stretta e lunga.

incontriamo ragazzine vestite da infermiera, da contadinella, da vampiro, da cameriera. tutte hanno minigonne inguinali, improbabili trampoli ai piedi, mangiano crepes con la panna e ridacchiano in continuazione.

entriamo e usciamo da folli negozietti che offrono tutto l'occorrente per trasformarsi in perfetta lolita.

mi comprerei volentieri un vestitino da infermiera con sexy macchie di sangue incorporate ma sfortunatamente qui le lolite grasse hanno la 38. taglie superiori non sono nemmeno contemplate.

decidiamo di inerpicarci su per una scaletta, senza nemmeno sapere dove porta.

le pareti sono coperte da fotografie di ragazzine in pose conturbanti.

se fossimo in italia sarebbe senza dubbio l'antro di un pedofilo.

ad ogni piano c'è un negozietto minuscolo ma pieno di meraviglie.

nel “closet child” c'è il kit della perfetta bambina perversa. candida biancheria intima (i reggiseni sono sempre e solo imbottiti), micro-camicie da notte ricamate, vezzose mollette, borsette e spille con innocenti animaletti del bosco, usciti da un racconto di beatrix potter.

nel “gothic lolita” troviamo bamboline-vampiro chiuse in comode bare, completini neri dal sapore sadomaso, anelli a forma di teschio e stivali a punta da dominatrice.

l'età media delle clienti è 15 anni.

usciamo dall'antro del pedofilo, con un certo sollievo.

per la prima volta sono felice di non avere figlie femmine.

ora che ci penso sono anche abbastanza felice di non essere una adolescente giapponese. 

 
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categoria:giappone, viaggio, vacanza, fughe
domenica, 18 febbraio 2007
un papà e una mamma si concedono una vacanza in marocco.
lasciano i loro graziosi frugoletti a casa con la tata di fiducia.
questa innocente evasione innesca una serie di eventi a catena:
1. la mamma viene colpita da un proiettile vagante e rischia di morire, prima dissanguata e poi di setticemia.
2. un ragazzino in marocco viene ucciso dalla polizia.
3. una adolescente giapponese a tokyo giunge alla conclusione che buttarsi dalla finestra è l'unica via di uscita.
4. la tata di fiducia viene rispedita nel suo paese di origine, con l'accusa di traffico di minori.
5. i due bambini vengono abbandonati soli sotto un sole torrido nel deserto al confine tra stati uniti e messico.

ma io mi chiedo.
perché tra i 47, dico 47 film a disposizione sul volo londra-tokyo ho scelto proprio babel?

nota descrittiva: in questo aereo si può scegliere tra:
- first class, al piano superiore, dove i passeggeri hanno, oltre a un letto, un divano e una toilette a testa, anche una jacuzzi personale
- business class dove i passeggeri hanno una poltrona larghissima che si trasforma in comodo letto a una piazza mezzo
- world traveller plus dove i passeggeri possono stendere le gambe, fare stretching e come dessert ricevono fragole e ananas inzuppate nel cioccolato fuso
- classe inferno dove viaggiano felici ma scomodi mister incredible ed elastigirl

ps mister incredible ci tiene che io racconti che durante l'eterno viaggio elastigirl, in meno di un'ora, ha rotto due cuffie generosamente offerte in comodato da british airways, ha perso gli occhiali, ha perso le due guide di tokyo, si è rovesciata addosso prima il caffè e poi uno yogurt alla fragola e si è alzata 3 volte per fare pipì dando fastidio anche alle file davanti e dietro.
mister incredible è giunto alla conclusione che elastigirl, più che una compagna di viaggio, è  un debito.
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categoria:giappone, viaggio, genitori, fughe
domenica, 18 febbraio 2007
mancano poco più di 12 ore alla partenza per tokyo.
il nano grande deve sapere. ho temporeggiato fin troppo.
“luca... devo dirti una cosa...”
merda, ho già la voce rotta e il tono esitante di chi si sente colpevole. sono una scamorza.
“mamma, ora non posso, sono nel tee-pee con la nonna. stiamo fumando il calumet della pace”
“solo un attimo”
“dimmi”
“... ecco nano, papà deve andare in giappone a lavorare e la mamma lo raggiunge per qualche giorno. parto domani mattina, ma torno prestissimo”
“perché?” chiede perplesso.
già perché? perché tua mamma è una stronza egoista. perché sono quattro anni che non sta un po' con papà da sola. perché la tua mamma sta soffocando. perché quando tornerà sarà una mamma migliore. perché tokyo val bene una fuga. perché la tua mamma non è solo una mamma, chiaro?
“perché papà in giappone ha bisogno della mamma”
“vengo anche io?”
no tu no.
“no, amore. tu stai qui con andrea e i nonni”
“perché non mi porti con te?”
“perché papà deve lavorare e tu ti annoieresti un sacco”
occhio lucido. labbro tremulo. vrammmm! un fiume in piena.
“....nooooooo! uahhhhhh! non voglio che tu vada in giappone senza di me. non voglio che mi lasciiiiiii”
piange. è disperato. disperato e furioso.
oddio, non ce la faccio. non posso piangere anch'io. se crollo non parto più. deglutisco. inspiro ed espiro.
devo concentrarmi su altro...
il congiuntivo presente! ha detto 'non voglio che tu vada'. anche in questo tragico frangente, lui non sbaglia i verbi. mio figlio è fikissimo.
grazie al precoce uso del congiuntivo trovo la forza di ricompormi.
“nano... calmati. ma tu lo sai chi viene dal giappone? chi è proprio nato lì?”
curioso come una scimmia, si blocca. ha le lacrime retrattili.
“chi?”
“.... tataaaannn i power ranger! il giappone è la casa dei power ranger, in giappone i power ranger li incontri per strada. in giappone puoi comprare anche un power ranger vero che combatte sul serio. o se preferisci una spada di power ranger. o un vestito da power ranger. o... dimmi cosa vuoi e io te lo porto”.
completamente venduta e schiava del nemico.
gli si accende lo sguardo. del bambino disperato nessuna traccia.
“vorrei il pink ranger. ma grande, grande, grande... come papà. me lo porti?”
“certo amore. il pink ranger gigante. lo avrai. adesso però basta piangere”.
torna zompettando nel tee-pee a fumare il calumet.
la potenza della corruzione.
non so dove troverò il mostro rosa. un problema per volta.
postato da: nonsolomamma alle ore 12:55 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(pop-up)
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