domenica, 29 ottobre 2006
il professore, che poi non è altro che mio marito o mr incredible come qualcuno ha acutamente osservato, ogni tanto è un po' taccagno. E' taccagno con le scarpe, sempre lo stesso paio che usa fino al disfacimento prima di comprarle nuove, con le mutande e le calze che hanno i buchi ma guai a rinnovare il parco biancheria intima, con i pantaloni che sono sempre e solo jeans perché tutti gli altri sono scomodi.
La sua micragnosità raggiunge vette mirabili con il barbiere.
Per il professore l'unico barbiere meritevole di essere frequentato è "il sultano" di bari. Ci andava col nonno negli anni '70. Il sultano per un taglio di capelli credo chieda cinque o sei euro, cifra effettivamente ineguagliabile.
Il professore ha i capelli ricci che raggiunto il livello di guardia si trasformano in un panettone inguardabile che si espande a 360 grandi come una rosa dei venti.
Quando perde il controllo sulla sua testa il professore chiede aiuto alla sottoscritta che da qualche anno ha però deciso che tagliare i capelli al suo amato è un'attività per cui non è portata e pertanto si rifiuta.
Mr incredible tuttavia è un uomo pieno di risorse e pur di non andare da un barbiere diverso dal sultano, fa da solo e, non contento, si avvale di manodopera infantile.
Sabato mattina.
capelliapanettone si presenta mellifluo: "amore, luca ed io abbiamo da fare per una mezzoretta. non ci disturbare". Brandendo la macchinetta dei capelli guarda con aria complice la creatura innocente e gli sibila "ci divertiremo tantissimo!".
Si chiudono in bagno. ronzio della macchinetta e grasse risate.
Dopo tre quarti d'ora, curiosa come una scimmia, entro.
Luca, acuminate forbici tra le mani, in preda a euforia molesta urla: mamma io sono il parrucchieredonato (che poi è il MIO parrucchiere). se vuoi ti lavo i capelli con lo shampoo vero.
Al posto del professore e del panettone, seduto per terra, un naziskin con gli occhiali del professore.
"Forse ho un po' esagerato, ma almeno durano un po. giuro che pulisco tutto io". excusatio non petita...
ci sono capelli ovunque, un blob di capelli che ricopre ogni cosa dal pavimento alla faccia del mio bambino.
Richiudo la porta e penso che domani sera il naziskin parte per londra e quando tornerà forse i capelli saranno poco poco più lunghi.
sabato, 28 ottobre 2006
"mamma, voglio un cavallo"
"e dove lo teniamo, un cavallo?"
"beh, lo leghiamo e lo teniamo qui sotto"
"non ci avevo pensato. pero' un cavallo ha bisogno di correre e di essere libero"
"ogni tanto lo slego, ci vado sopra, vado a prendere la mia fidanzata e galoppiamo insieme, io il cavallo e rebecca"
"perfetto, ora andiamo nel negozio di cavalli e ne compriamo uno"
mercoledì, 25 ottobre 2006
quando ci siamo trasferiti a wisteria ci sentivamo i protagonisti di una fiction americana. magnolie, cani bambini, tutti amici e sorridenti. in tutti i film americani, anche quelli dove il vicino di casa è hannibal the cannibal, le porte sono aperte, le finestre spalancate e regna una sovrana fiducia verso il prossimo.
Serata di fine giugno. caldo porco. zanzare killer in azione, nani boccheggianti svenuti. Apriamo tutto l'apribile e andiamo a dormire. felici perché le famigliole a wisteria sono felici per contratto. felici e fiduciose.
cala la notte su questo bel quadretto.
L'indomani, sabato mattina. tutto ancora tace. il nano piccolo russa beato. per la prima volta nei suoi due mesi di vita non si è svegliato di notte per mangiare. il nano grande è privo di sensi. Per la prima volta in tre anni non rompe i coglioni all'alba del weekend. Io galleggio in un lago di latte, quello destinato alla poppata notturna. Il marito si alza e come uno zombie si dirige in sala.
Torna con l'aria stralunata: "Prima ho pensato che siamo dei casinisti e dobbiamo darci una regolata, poi ho capito che un ladro stanotte è entrato in casa".
Mi precipito in camera degli hobbit in preda al panico. Quando li vedo spalmati sui rispettivi lettini riacquisto lucidità e mi rendo conto che nemmeno un pazzo si porterebbe via due topi.
ebbene sì. qualcuno è entrato. ma siccome wisteria è un po' come il mondo di truman show, niente può essere troppo brutto.
Il signor ladro si è preso:
a. il portatile del marito, ma per non arrecare troppo disturbo, ha tolto la penna usb, contenente il lavoro delle ultime settimane e l'ha lasciata sul tavolo
b. il mio telefonino, aziendale. Tuttavia arsenio lupin si è premurato di smontarlo, di estrarre la sim con tutti i numeri di telefono memorizzati e posarla su un piattino in bella mostra
c. 600 euro in contanti. bastardo
d. il mio bancomat, selezionato accuratamente tra le scartoffie nel mio potrafoglio, abbandonato, insieme alle carte e cartine preziose per me ma non per lui, sul balcone.
e. la mia borsa, svuotata e probabilmente utilizzata per portare via il tutto
Quando siamo andati a fare la denuncia il poliziotto ci ha guardati come due mitomani che per vivacizzare la grigia routine del loro grigio rapporto hanno pensato bene di mettere in scena questa spiritosata.
Adesso però viviamo con le sbarre. Ogni sera io e il nano grande giochiamo ai secondini di alcatraz e ci barrichiamo dentro fort knox. io mi intristisco a ogni mandata di chiave.
PS Mi resta un solo vero dubbio. perché non ci siamo accorti di niente e abbiamo dormito come non succedeva dal lontano 2002? Il mio amico lorenzo nemicodelparanormale dice che non esiste nessuna sostanza che spruzzata nell'aria abbia un effetto narcotizzante e che arsenio, facilitato nel suo lavoro da una famigliola di storditi, è stato un figo pazzesco.
lunedì, 23 ottobre 2006
il nano piccolo è a nanna da un'ora. santo di un nano. Il rito del nano grande è compiuto. Il signor Estivil sarebbe fiero di me. Storia, massaggino, denti, pipì. Orso lino sotto il braccio, Luca si avvia verso il suo letto.
Sono quasi una donna libera. Quasi.
"Buonanotte tesoro, dormi bene sogni d'oro" bacino a lui bacino a lino cia' cia' fammi andare che la mia autonomia di veglia sta per scadere e mi piacerebbe avere quella mezz'oretta per me prima di svenire.
"Buonanotte mamma dormi bene sogni d'oro"
e vai!
non ho ancora varcato la soglia della stanza degli hobbit...
"mamma... vorrei una vasca da bagno un po' piu' grande, dove ci possiamo pure buttare dentro i soldi"
"mi sembra un'ottima idea amore, magari ne parliamo domani"
"va bene piccola mia, buonanotte. Sei carina con quella maglia"
piccola mia??? ma è normale che un bambino di tre anni chiami sua madre piccola mia e cerchi di blandirla con dei trucchetti da super macho di terz'ordine?
esco.
"mamma... la valigetta del dottore non va bene su quello scaffale. bisogna metterla un po' più in basso"
cristo. è in versione furio di furio e magda di bianco rosso e verdone.
non voglio polemiche, voglio solo che dorma. suo padre non sarebbe d'accordo, ma tanto non è qui. Sposto la valigetta con aria da geisha e me ne vado.
"ora dormi amore. buonanotte"
silenzio.
4 minuti di pace totale. il silenzio di wisteria è assordante.
ho bisogno di premiarmi. cioccolato e taralli, da vera gourmet.
"mamma...."
ingurgito la cioccolata come fantozzi e affronto il nemico.
"ho mal di pancia, devo fare cacca forse gomito" (per inciso: tutti i bambini che conosco dicono gomito e non vomito, ha del paranormale)
inizio a innervosirmi.
"luca non dire stupidaggini, ora dormi e passa tutto"
"sento odore di cioccolata"
"ti sbagli dormi"
"anche io voglio un po' di cioccolata"
"luca dormi altrimenti mi arrabbio sul serio. buonanotte"
"buonanotte mamma, posso dormire così?"
e si mette con le gambe sul muro e la testa penzoloni fuori dal letto
"puoi dormire come ti pare, basta che dormi. ciao"
"mi fa male la testa e ho freddo alle gambe"
inspiro ed espiro, mando un pensiero affettuoso al papà di questo genio del male.
"amorino.ora basta fare il pagliaccio. te lo dico per l'ultima volta. dormi"
"va bene mammina. ti voglio bene e pure al fratellino"
"anche io ti voglio bene"
"mamma... cosa sono i bagor ranger"
a quel punto la serata degenera. io ululo. il nano piccolo si sveglia e piange. il nano grande dice che non è stata colpa sua. io gli dico che mi ha esasperata che sono stanca e che se entro 5 secondi non dorme non avrà dolci per un mese e il giornaletto di quei fascisti dei power ranger finisce dritto nel gabinetto.
di solito funziona.
lunedì, 16 ottobre 2006
esselunga, coda alla cassa.
davanti a me sciantosa che mastica gomma, cerchietto di brillanti su capelli cotonati biondo platino, crocifisso a grandezza naturale su generosa scollatura, completino lepardato, tacco argentato.
"Sto aspettando quel debosciato. L'ho mandato a prendere due cose e non è ancora tornato. Se quando tocca a me quell'idiota non è qui ti faccio passare avanti". Mi guarda e mastica con aria complice.
"Sono mosci, tutti mosci. I maschi ormai sono così. Non sono nemmeno capaci di trovare una bottiglia su uno scaffale".
Non so cosa rispondere ma la solidarietà tra donne merita un intervento.
"Pensa che io a casa ne ho tre..." dico timidamente.
"Tutti mosci eh? che disgrazia, poveretta!"
Arriva lui, il debosciato. Scarpa molleggiata e aria trionfante brandisce due bottiglie di gatorade.
"Ci sei riuscito amoretesorogattinotopolino, era ora, testinadivitello"...
notevole... vorrei chiederle se potrò chiamarla quando, circondata da hobbit di sesso maschile, a casa mi sentirò disarmata
giovedì, 12 ottobre 2006
giovedì sera. riunione del nido di andrea. è un nido famiglia. Un nido famiglia è in un appartamento, accoglie pochi bambini (massimo 10 in genere) e l'atmosfera, come dice il nome stesso, deve essere ovattata, avvolgente, rassicurante, insomma, adatta ai minuscoli.
Le maestre dei nidi famiglia vivono in una dimensione parallela, dove si parla, si gesticola, si canta, si balla, come tinky winky dei teletubbies. Se non sei un teletubby dentro non puoi diventare una educatrice di un nido famiglia.
Arrivo, tipo mamma ripetente visto che ormai, tra luca e andrea, è il quarto anno che mi trovo in questa riunione surreale di inizio anno. Vestita da supergiovane perché detesto le mamme sciure. Mi accoccolo in un angolo e divento invisibile.
quest'anno, secondo i teletubbies travestiti da educatrici, andrea, insieme ai suoi compagni di merendine, dovrà imparare: i colori, i segnali stradali, i contrari, il gioco euristico (?), le canzoncine, l'uso del vasino, un po' di inglese e a contare.
...niente male per un nano che ha compiuto sei mesi ieri, mi sarebbe tanto piaciuta una infarinatura di cinese che è la lingua del futuro, ma posso aspettare il prossimo anno....
Terminata la presentazione, condita di mugolii, risatine, saltelli e tutta rigorosamente con voce in falsetto, le maestre danno libero sfogo alle domande dei genitori.
Ogni genitore è convinto di avere dato alla luce l'essere più meraviglioso del creato. E' giusto che sia così ed è giusto anche che tra le mura domestiche, dia libero sfogo alla sua mitomania.
Ma il genitore traboccante di legittimo orgoglio deve sapere che agli altri non potrebbe strafregare di meno delle prodezze di suo figlio. Il genitore mitomane deve sapere che quello che per lui è l'essere perfettissimo per il resto del mondo è un piccolo mostro urlante e cagone.
I genitori del nido famiglia di andrea, seduti in cerchio come un gruppo di alcolisti anonimi, se ne fottono di questo principio base del vivere civile e del buon senso.
"Il mio Ettore dice 'botte botte' e poi ci dà mazzate e noi ridiamo tantissimo"
"Virginia, 16 mesi, passa la notte attaccata alla mia tetta, poi alla cinque si sveglia e canta tanti auguri a te"
"Edoardo mangia solo ascoltando celine dionne"
"Elena sa di essere bellissima e dolcissima e se ne approfitta"
e via così, una carrellata di fenomeni.
l'anno prossimo non mi faccio più fregare e ci mando il papà degli hobbit
martedì, 10 ottobre 2006
il signor eduardo estivill è un pediatra catalano, piuttosto astuto, che ha scritto un librino dall'innocuo titolo "fate la nanna". Il suddetto librino spiega ai genitori alle prime armi come insegnare al loro bambino la difficile arte del dormire e soprattutto dell'addormentarsi.
Poiché il sonno è un diritto che dovrebbe essere sancito dalla dichiarazione universale dei diritti umani e poiché i bambini minuscoli sono un attentato vivente a tale sacrosanto diritto, il signor eduardo e il suo librino hanno avuto un successo planetario.
Il metodo estivill prevede pochi ma precisi principi che vado ad elencare:
1. il frugoletto che hai dato alla luce in realtà è un nemico, uno stronzetto, un bastardo il cui unico scopo è testare il tuo livello di sopportazione. una creatura nata per sfinirti.
2. dentro di te alberga un nazista. tu forse non lo sai ma da qualche parte nascosto lui c'è. di fronte al nemico/stronzetto/bastardo è venuto il momento di farlo uscire.
3. bisogna creare un rituale del sonno. Inventati quello che ti pare: una storia, un massaggino, una ninna nanna, i canti dei monaci tibetani. a eduardo non importa, basta che sia sempre uguale a se stesso, alla stessa ora e nello stesso posto, diverso però dal luogo in cui il piccolo indemoniato dovrà dormire.
4. nessun bambino è mai morto per il troppo pianto. quindi se emette urla beluine dal suo lettino non sta soffrendo, sta solo mettendo in atto una diabolica strategia per massacrarti e ridurti in schiavitù.
Premesso che sono una vera fan del metodo estivill, che mio marito (di più) e io (di meno) lo abbiamo applicato sui nostri due hobbit che ora sono due soldatini della nanna e che ho regalato il librino a tutte le mie amiche con figli.... questo è quello che succede nella realtà:
ore 20,30. Il piccolo ha fatto il bagno, ha mangiato, profuma di buono ed è di ottimo umore. emette deliziosi gorgheggi e risponde sorridendo ai tuoi sguardi estasiati. Lo guardi e ti domandi come hai fatto a fare un essere così perfetto, talmente fantastico che se lo avessi dovuto ordinare lo avresti chiesto esattamente così com'è. Un idillio.
ore 20,40. inizia il rito. Vai sul lettone, prendi il librino preferito. Ti accoccoli vicino al tesorino e insieme leggete in una comunione di amorosi sensi
ore 20,50. Fine librino, lui ti guarda con il labbro tremulo, tu gli sorridi e decidi che il rito non può finire già e inserisci una seduta di massaggio neonatale per rafforzare il legame tra voi. Tu, lui, occhi negli occhi.
ore 21,00. Mentre lo massaggi lui caga sul tuo letto, solitamente fresco di bucato. Tu sorridi ma dentro di te bestemmi. Pulisci sempre sorridendo ma decidi che le tue mani emanano ormai energie negative ed è arrivato il momento che il piccolo vada a dormire.
ore 21,05. Vai nella sua stanzetta, lo adagi sul suo lettino bianco e dici con voce dolce ma ferma la frase che il signor estivill ti ha insegnato: "Amore, la tua mamma/il tuo papà ti vuole un sacco di bene. Adesso però devi dormire e devi farlo da solo. Buonanotte tesoro". e te ne vai con passo sicuro, lasciando il tuo botolino non più profumatissimo solo al buio.
ore 21,06. Il frugoletto piagnucola. eduardo ti dice che devi aspettare 5 minuti prima di intervenire
ore 21,10. Puoi intervenire. Il piccolo di là piange disperato. Tu entri, il bastardo smette. Come un robot, sempre sicuro di te stesso ripeti: "Amore, la tua mamma/il tuo papà ti vuole un sacco....". Esci
ore 21,11. Là dentro lui urla, decisamente alterato. Eduardo ti dice che devi aspettare 10 minuti prima di rientrare. In quei dieci minuti tu pensi che tuo figlio se va bene sta soffrendo le pene dell'inferno e che si ricorderà di questi momenti quando tu sarai vecchio, stanco e in sedia a rotelle.
ore 21,20. Entri, stringi i denti. ti senti un pirla ma ripeti la cazzo di frase. lui non ti sente neanche. si dimena come un demonio. Tu pensi che abbia una malattia mortale e
a. lo prendi in braccio con le lacrime agli occhi, lui naturalmente si placa, mandi a cagare estivil, bruci il libro e pensi che è meglio qualche notte insonne che questo inferno di sadismo
b. esci e ripeti questo simpatico giochino fino a quando il bastardo non si addormenta sfinito e a te è venuto un esaurimento nervoso.
Giuro che funziona. dopo 3-4 giorni, la belva viene domata. tu ormai soffri di crisi di panico, tremori incoercibili e naturalmente insonnia dovuta al senso di colpa. ma questo è un problema tuo.
martedì, 10 ottobre 2006
Eccomi. Tornata al lavoro dopo sette mesi di maternità. Un alieno nella catena produttiva. Di un'ignoranza crassa, completamente inetta ad ogni attività che non siano chiacchiere e convenevoli. Esteticamente inadeguata, visto che ho il naso deturpato da un intervento per eliminare un simpatico pallino che mi è spuntato qualche anno fa e che secondo me stava crescendo a dismisura.
Reduce da un lungo weekend con suoceri e cognati (tutti rigorosamente a casa mia, stipati come sardine), quindi assolutamente devastata, dentro e fuori.
Non so quanto mi ci vorrà per tornare la donna di mondo che ero un tempo...
mercoledì, 04 ottobre 2006
L'operazione INSERIMENTO alla scuola materna procede, sempre in dosi omeopatiche ma procede. stamattina ho accompagnato Luca all'orario normale dei bambini già inseriti.
Antropologicamente parlando è stata una esperienza istruttiva. Le mamme di stamattina si dividevano in:
A. mamma casalingamahodafare, mollo il pupo e vado al corso di cardiobike che sento già che il gluteo mi si affloscia
B. mamma antroposoficabiodinamica secondo cui i bambini devono crescere in modo organico e naturale, come l'erba. Di solito hanno figli totalmente fuori controllo, capaci di emettere ultrasuoni, un po' puzzoni ma liberi. ("Forte quello!" ha esclamato stamane Luca vedendo una piccola scimmia impazzita che si dimenava urlando tra le braccia della madre che inspirava e espirava ignorandolo)
C. mamma manager. vaffanculo sono in ritardo e devo perdere il mio tempo in questo posto di merda, domani ci viene la tata.
Come mi capita nella blogosfera, mi sento disadattata pure qui, ma troverò anche io la mia strada
mercoledì, 04 ottobre 2006
LUI: "mamma, alla scuola materna nessuna bambina mi ha ancora chiesto di essere il suo fidanzato... strano, no?"
strano??? ma chi ti credi di essere? non mi verrai mica su tipo fonzie??
Evidentemente insoddisfatto della scarsa carica erotica che si sprigiona tra le pareti dell'asilo, ha puntato più in alto.
Da lunedì a casa nostra viene Valentina, baby sitter, assolutamente fantastica. 24 anni, ex educatrice del nido di Luca e ora studentessa di pedagogia. Molto belloccia che non guasta mai, più seduttoria che materna coi bambini. Se non fosse di una professionalità e di una bravura inquietanti rappresenterebbe una minaccia per il nostro equilibrio familiare: tempo un mese e i tre maschi di casa sarebbero (saranno???) stecchiti ai suoi piedi.
Ieri, secondo giorno di Valentina, torno a casa e lei mi si avvicina con aria interrogativa...
"sai, Luca quando tu non c'eri mi ha chiesto di ballare...Ha messo su la musica del coniglio carrillon di Andrea, mi ha fatta inginocchiare davanti a lui, mi ha stretta a sè, faceva gli occhi da pesce, cercava di baciarmi e mi ha chiesto se poteva sciogliermi i capelli... Mi imbarazzava un po' e non sapevo bene cosa dovessi fare"
ma, dico io, se a tre anni fa il lumacone con la baby sitter, a 15, quando ti impazzisce l'ormone???