solo e libero, come l’erba

oh, si è addormentato. adesso mi metto qui e lo guardo un po’. bellino lui…
ma dove sono tutti? ah già: il grande a scuola, il piccolo all’asilo e mister incredible a londra. tutto sotto controllo. che ore sono? le 10? sono le 10??? io a quest’ora devo essere in ufficio. sono in ritardissimo e non ho nemmeno chiamato per avvertire. certo che bisogna essere storditi… e il microbbit che dorme? a chi lascio il microbbit che dorme? ah sì. lui va all’asilo nido. no! l’inserimento sarà tra almeno due settimane. e la baby sitter valentina diolabenedica? ah già, lei ci ha lasciati per una comunità di disabili. e i nonni? super w e mister brown sono a bari, nonna J è con suo marito artù a fare snorkling nel cilento, nonno A è in toscana tra le colline…
oddio squilla il telefono. è l’ufficio, la mia capa… cosa faccio? niente. guardo il telefono in silenzio e magari mi nascondo da qualche parte. mi sento poco bene. no, non c’è via d’uscita. non posso andare a lavorare.
"pronto?"
"pronto, elasti? sono io, la capa della redazione. dove sei?"
"sono qui, nascosta sotto il tavolo. il microbbit dorme, valentina diolabenedica ci ha lasciati, mister incredible è a londra. insomma io adesso ho tre figli"
"lo so che hai tre figli, elasti. quindi?"
"quindi oggi non posso venire. e domani non lo so. dopodomani neppure. tra tre giorni per fortuna sarà sabato. ecco, mi sale l’ansia e il microbbit si è svegliato"
"guarda che i terzi figli stanno a casa da soli"
"ma lui è minuscolo"
"sì, ma è il numero tre e crescerà solo e libero, come l’erba. ti aspettiamo tra mezz’ora"
"aspetta!"
"non posso, il mibtel perde il 6 per cento"
click.

mancano 24 giorni al rientro in redazione dalla lunghissima maternità. elastigirl questa notte ha fatto il suo primo incubo sul tema e si è svegliata in preda al panico, con l’agghiacciante consapevolezza che si tratta soltanto del primo di una lunga serie.

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65 pensieri su “solo e libero, come l’erba

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    Uh..io rientro il 15 novembre e di figli ne ho solo due..ma i miei genitori lavorano, i miei suoceri abitano in un'altra città, e x il momento non ho alcuna baby-sitter…come ti capisco….

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    Elasti, mi sembra d'uopo lasciarti a commento la frase preferita con cui un nostro HR ci spronava ad ogni incontro:

    DAI CHE CE LA FAI!!

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    andrà tutto bene, ti verranno infinite idee…
    oppure la Silvia Ziche ti disegnerà magnanimamente altre due braccia!!!

    un abbraccio solidale

    Nico la libraia

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    Dai, ce la farai!
    Io ho gli incubi ogni volta che rientro al lavoro dopo le vacanze estive, quelle di Natale, i week-end lunghi …
    Ah, e spesso ho gli incubi anche per rientrare il lunedì mattina!
    Che strazio! 
    Ma ce la farai, ce la farai, tranqui!

    Kriegio

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    No, ma è il periodo?
    Ieri  una collega mi diceva che sognava che smantellavano un pezzo per volta del nostro posto di lavoro, il fatto che sia anche troppo realistico come sogno non lo rende meno spaventevole.

    Io ho sognato che volevano pagarmi in lire, proprio nel senso che mi mettevano in mano un mucchietto di quattrini ma erano LIRE…. al mio: ma sono fuori corso(Anche nei sogni sono pignola)
    hanno replicato: ma li vai a cambiare.

    Al risveglio la netta sensazione che non dovevo giocare al monopoli coi cuginetti la sera precedente!

    E non avevo mangiato pesante, credo!

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    il semiconscio, anche quando (più banalmente) si sta per tornare al lavoro dalle vacanze, sa essere cattivo. però l'altro ieri, durante uno dei suoi consueti sogni angosciosi e iper-realistici, mi ha ricordato, suo malgrado, che dovevo finire di correggere una tesi per l'altro mondo. la laureanda ringrazia…

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    Poi passa.
    Il panico, dicono che passa. E' che nel frattempo una non ce la fa ad aspettare che passi.
    E te credo, sta in preda al panico.  :-P

    Tu pensa che passa, comunque, ché secondo studi empirici pare sia vero.

    Mimì-solidale

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    posso stare fuori da coro dei "ce la farai"??

    ma devi proprio proprio?

    senza un part time?
    senza una babysitter?
    ma, soprattutto, senza nessunissima voglia?
    non puoi cambiare vita e dedicarti – che so- alla scrittura?

    non credo che pagare chi cresca tre figli al posto tuo sia molto più economico di quasi uno stipendio normale…

    boh…magari gli  incubi meritano ascolto…scleravi con due,
    ora sono tre, e non credo che avrai ancora molti poppanti da goderti nella vita…

    è sempre dura, comunque….un abbraccio solidale…

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    I miei sono peggio, degni di un film horror! Ultimamente ad esempio; una donna colpita alla testa da una freccia! O.o

    Goditi gli ultimi giorni di vacanza! ;)

    Ps: Al mare leggo il tuo libro, uno spasso, rido sola e sembro matta! :D

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    anche io tra poco rientrerò al lavoro dopo una lunghissima maternità… proprio oggi pomeriggio ho iniziato ad addestrare la baby sitter! ti sono nel cuore Elasti!!!

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    Io sono in cerca di un lavoro… e ho tantissima esperienza come tata… e sono perdutamente innamorata dei tuoi nani… però però… tre hobbit maschi… ehm devo dire che mi terrorizzerebbero non poco…..

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    Elasti, tanta solidarietà, io dopo mesi di telelavoro e annessi sensi di colpa rientrerò col massimo dello choc (con un concorso). Non so cosa mi aspetta, non so che casino ho nella testa, ma a questo punto ho in ballo tante di quelle variabili che … ballerò anche io !!! Un abbraccio grande

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    Riassumo: ce la farai e se non hai voglia di rientrare trovati un part time o scrivi da casa a tempo pieno o….

    Elasti, noi siamo pieni di fiducia e facciamo il tifo e all'aspirante babysitter dico: ma in fondo il grande è a scuola e il piccolo all'asilo, ce la puoi fare.

    Mammamsterdam

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    Mi propongo come babysitter al posto di valentina diolabenedica.
    Le mie nipoti e le bimbe dei miei vicini possono scrivermi le referenze!

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    io rientro domani dauna lunga maternità e mia figlia questa sera ha 38 di febbre!!penso che anche io avrò degli incubi..in bocca al lupo

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    Su un piatto della bilancia: tre bambini, niente Valentina, niente nonni, marito lontano. Sull'altro piatto: un lavoro a tempo pieno. E sul terzo piatto le paure e i dubbi di non essere una mamma…. dura, molto dura trovare l'equilibrio.

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    io ho ripreso dalla settimana post-ferragosto e sono molto contenta! per carità, w la maternità, ma ormai la pupa ha 6 mesi e mezzo, io un lavoro che mi gratifica e mi tiene fuori casa mezza giornata. insomma non vedevo l'ora di riniziare! lo so che sono una voce fuori dal coro, ma non baratterei uno stipendio più alto x questa scelta "part". anche perchè la pupa me la riesco a gestire, così, coi nonni. scelta che non avrei fatto se avessi dovuto "mollarla" a loro per l'intera giornata.
    tirerò di più la cinghia nel far la spesa o evitando il superfluo, ma sono contenta!

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    Nel senso che i figli n. 3 crescono soli e liberi?!
    uuuuh, come mi ci riconosco!! Che sia fondata come cosa?!

    ciao!

    giulia

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    Sembra sia esperienza comune. Mio figlio si è preso la prima febbre della sua vita a nove mesi e sei giorni…ed io rientravo a lavoro il giorno dopo, primo settembre! Sesta malattia. Solo per far aumentare i già notevoli sensi di colpa!! 

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    Ricordo post di dirigentesse gagliarde che venivano nella redazione tua a dirti che ahò si pole benissimo fare dieci figli e e avere tipo ducento dipendenti.
    Si pole quando la civiltà atterra da noi, di alla capa tua di aprire un asilo nido aziendale come usa nei paesi civili, se no chiama una supercapa strafica ecco:)

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    Noi donne facciamo incubi, che crescono proporzionalmente, se si è mamme lavoratrici.
    Non rinuncerei mai al mio lavoretto part time, che mi tiene in contatto con il mondo, ma con due figli non ce la farei a gestire un full time.
    Il mio consiglio spassionato è di cercare un lavoro part time, se al tuo giornale non te lo concedono.
    ASPETTO SEMPRE CON ANSIA I TUOI POST.
    TI ABBRACCIO. LENA

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    mia cognata fa il medico in ospedale, suo marito l'infermiere. Fanno anche le notti, a turni o addirittura insieme. Hanno tre figli, viaggiano in camper tutta l'estate e anche per i vari periodi dell'anno.
    I figli hanno: 12 anni, 8 anni e 5 anni. Ma l'hanno sempre fatto (di viaggiare sempre con tutti al seguito…).
    L'estate di tre anni fa mia cognata è andata con tutti e tre in Grecia, da sola e racconta di quanto si è divertita…
    Hanno solo una nonna, quella paterna, e una baby sitter. Non si dedica nè alla cucina nè alla casa.

    non aggiungo altro perchè io, con un fglio solo di due anni (quasi) e un lavoro che mi lascia libera tutti i giorni alle tre e mezza e i sabati e le domeniche, faccio fatica a star dietro a tutto….

    Insomma, con tre figli ALCUNI ce la possono fare. Io non so se ce la farei. Ma lasciare il lavoro…Mai! Mi ricordo quando Elasti diceva che aveva bisogno di confrontarsi con qualcuno diverso dai figli, talvolta…non la lasciate senza lavoro!!!

    Alessandra (e giulietto)

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    io sono rientrata a maggio, lasciando la mia seconda minuscola di soli 7 mesi… e non sai quanti incubi ho superato…
    ci si può fare, ci si deve fare se non si hanno alternative.

    Ti lascio una perla di saggezza:
    "Chi ha un perché abbastanza forte, può superare qualsiasi come."
    ( Friedrich Nietzsche)

    e tu, come me, di "perchè" ne hai diversi

    un abbraccio

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    sulla questione degli asili aziendali sollevata da zauberei: le mamme li preferirebbero sul serio all'asilo tout court? se non ci fosse di mezzo denaro e tempo risparmiati (il che, mi rendo conto, non è poco!), non vorrebbero sentirsi libere, almeno durante il lavoro? 
    forse vi sembra una provocazione, però mi pare che anche le madri abbiano il sacrosanto diritto di sentirsi sollevate e libere dai figli, ogni tanto. 

    che ne pensate?

    fleq

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    Scusate… mi intrometto fuori tema.
    Ho l'umore nero di una che progettava il prossimo inserimento al nido (progetto mi rendo conto a lunghissimo termine) e ieri ha scoperto che è tutto inutile. Non ci sarà nessun bimbo da inserire.
    Attendo il day ospital di sabato prossimo con estrema inquietudine e disperazione.
    Lo so, succede. Ce lo siamo ripetuto tutta la notte.
    Solo che ora vorrei solo sparire per un po'.
    Un bacio e scusate per lo sfogo.
    Simo
    Mamma di un bimbo bellissimo che per ora deve rinunciare al suo fratellino.

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    Proporre a Mr. Incredible un anno sabbatico in cui resti a casa coi bambini?
    Poco realistico…
    Si dà per scontato che le scelte carriera vs. figli le debbano fare le madri.
    Questo almeno in italia.
    Torno giusto ora dalla Svezia: lì non è così scontato…
    Paola

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    E' dura la prima mattina svegliarsi e ricominciare. Ripartire sapendo che non ne lasci più uno solo ma due (e questo riguarda ovviamente me). Faticosissimo organizzarsi in una città senza nonni e dove la tua unica ancora di salvezza è una tata che per quanto sia diolabenedica è lì perchè sta lavorando  nonostante sia affezionata ai tuoi pargoli. Accettare che sia così, accettare che il tuo vivere sia anche fuori dalle mura di casa e per alcune ore (tante nel mio caso) stare lontano dagli abbracci, dai capricci, dalla pappa, dalla nanna. Una specia di vortice interno ti sconquassa.  Poi ti lasci andare, più o meno, e riprendi il ritmo sempre più convulso dele giornate (proporzionale al numero di figli e alla mole di lavoro che il tuo capo ti scarica addosso) con senso di colpa, allattamento in rincorsa e innamorandoti di nuovo anche del tuo lavoro, della tua aria fuori da casa e del tuo ritorno poi così pieno e così bello. Va così, o meglio, così deve andare. In bocca al lupo. Ne hai già fatti tanti di passaggi. Anche questo spaventa ma passerà.

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    Se può consolarti ho avuto gli stessi incubi, poi la decisione di lincenziarmi per dedicarmi ai miei figli…ogni tanto ci ripenso, ma so che è giusto.
    i miei genitori sono lontani mia suocera anche….e nn riesco a trovare una tata degna di questo nome che mi supporti, ma vado avanti e resisto, sempre con il sorriso, nn programmo le mie giornate, le vivo e risolvo i problemi con calma uno alla volta.

    Come ti capisco…ma sei una mamma e per noi tutto è possibile,un bacio

    Roberta

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    Ammiro tutte le mamme che lavorano e crescono figli.
    Un asilo nido in ufficio è un ottima soluzione, in altri paesi è stato dimostrato che le mamme sono più serene al lavoro, non necessariamente vanno a trovare il bimbo nelle pause, ma sanno che è lì vicino e gioca sereno con altri bimbi.
    Inoltre è un risparmio di tempo, andare e tornare dal lavoro con il bimbo. Le  aziende orientate al rendimento dei dipendenti lo hanno messo, perché le donne mamme rendono meglio. Questo accade spesso in Olanda nelle aziende dove la % di donne al lavoro è alta, l'assenteismo è minore, e le cose vanno bene per mamme e azienda.
    In Italia, so che alcune aziende lo hanno inserito, altre lo hanno tolto…

    In USA, un azienda "Patagonia" (fa abbigliamento sportivo) è orientata verso il benessere dei suoi dipendenti. Hanno creato internamente un asilo nido attrezzatissimo con ottime maestre. La mensa fornisce solo cibo bio (per tutti, bimbi compresi), e tutta l'azienda funziona a energia solare. I dipendenti sono liberi di organizzarsi la giornata e gli orari per loro più comodi, l'importante che facciano le cose a loro attribuite nei tempi richiesti, e sembra funzionare alla grande!
    Speriamo che altre aziende seguano il loro esempio!

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    Il nido aziendale fleq è percepito come una manna.
    La questione tempo è fondamentale. Ho amiche che crescono i figli vedendoli sostanzialmente dormire, e esse stesse sono stanche morte. E poi cavolo la mattina conta eh. Corri di qua corri di la… Poi penso anche che avere il figlio vicino ti rende più libera di non pensarci, di distrartene. Sai che se c'è un incidente non dovrai attraversare la città. Un po' la libertà del cellulare ecco. Può scocciare da adolescenti può scocciare da dipendenti, perchè ci si sente controllati, ma da adulti responsabili – che so con genitori anziani o figli piccoli, sapere che hai il cellulare e sei reperibile ti fa essere più tranquillo.

    (Anche io saluto la SImo. e le dico i farsi forza. )

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    stamattina ho accompagnato il mio nanetto duenne al primo giorno del suo secondo anno di nido pubblico… anche questo é una manna, vista l'esigua disponibilità di posti, che solo ora sta diventando più accessibile perché con la crisi e l'aumento delle mamme a spasso evidentemente sono sempre meno le famiglie che possono permettersi la retta. Resto però convinta che la soluzione ai problemi di conciliazione lavoro/famiglia dovrebbe essere questa: al nido pubblico, almeno dove vivo io, incontri un vasto repertorio di umanità che consente ai piccoli di confrontarsi fin da subito con tante diversità… mi sembra un'opportunità  più stimolante del l'essere "costretto" a diventare amico dei figli dei colleghi di mamma… non so, alla fine oltre ad essere discriminante per chi lavora in piccole realtà che non hanno numeri e risorse per dar vita al nido, la soluzione aziendale mi sembra un po' soffocante e oppressiva, del tipo "siamo una grande famiglia"… meglio sarebbe un maggior investimento pubblico che consentisse l'accesso al servizio a tutti quelli che ne hanno bisogno (ovviamente con il pagamento del corrispettivo adeguato), anche questo farebbe parte delle politiche a favore della famiglia, no?
    Lab

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    @35 => ti capisco. anche a me è successo. a febbraio. credevo, speravo di potere dare un fratellino al mio nanoGiò e invece quel progetto si è interrotto da sè. non gli andava di fare parte del progetto. capita.   ora sono nel bel mezzo (21 settimane) di un altro progetto.
    Non speravo potesse capitare così presto.
    Invece succede.

    @ELASTI: scusa se parliamo dei fatti ns a casa tua… Grazie per l'ospitalità e per il buonumore che ci regali. Hai tutta la mia stima!

    Valeria

  47. ^ Top

    d'accordissimo con Lab #45. Anche mio marito oggi ha accompagnato il nostro piccolo al nido pubblico, per il suo secondo anno..  e condivido tutto quello che hai scritto. Non ci avevo mai pensato, ma è proprio così: al nido pubblico il mio bambino (e noi genitori) può confrontarsi con bimbi di famiglie con esperienze molto diverse dalla nostra. Sarebbe bello avere un nido aziendale qui sotto l'ufficio, ma mancherebbe questa diversità che sicuramente ci arricchisce e ci rende un po' più parte della comunità in cui viviamo. E i servizi sociali ed educativi, a mio parere, devono essere forniti dal settore pubblico.
    ciao
    iug

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    Odio profondamente questo sistema sociale che costringe una donna a prenotare l'asilo nido con anticipo innaturale. Con relativo dito nella piaga qualora la natura s'inceppi come nel caso di Simo.

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    non ho figli ma un lavoro che oltre essere full time mi impegna mentalmente anche a casa. credo che se ne avessi uno vorrei crescerlo io. sicura di non volerlo fare con tre, magari a londra?

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    Ciao a tutte, anche io domani rientro al lavoro e dopo un mese fuori dai ritmi forsennati è dura! Io ho 2 hobbit e non sono così piccoli nel senso che hanno 6 e 8 anni ma è sempre dura sopratutto se vivi in una città dove non hai nessun parente che può darti una mano e un marito che ha gli orari peggiori dei miei! Qunado sono rientrata al lavoro dopo la seconda maternità ogni giorno come mi sedevo in macchina per iniziare il giro del nido, scuola materna e lavoro pensavo sempre: "anche oggi sono riuscita ad uscire di casa!" In certi giorni è sconfortante e faticosissimo ma non rinuncerei al mio lavoro! E' l'unica cosa di mio che mi sia rimasta! Coraggio quindi piano piano si aggiusta tutto, con fatica ma ci riusciamo!
    Un abbraccio a Simo,  ti sono vicina!
    maria carmine

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    Deve essere difficile. Deve essere difficilissimo. Eppure io che faccio solo la mamma e spero di continuare a farla e a farla per i prossimi anni mi dico che un giorno, quando mi guarderò indietro mi sentirò incompleta e dovrò in qualche modo recuperare il tempo perduto…in ogni caso assurdo vivere in un paese dove chi vuole o deve lavorare non ha diritti in quanto genitore.rots

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    Lab dice delle cose molto sensate, che mi sento di condividere. L'aspetto grande famiglia poi come l'ha menzionato mi ha terrorizzata. Però oh qui a Roma per entrare al nido pubblico devi esse quanto meno un ragazzo nonno.

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    Elasti, una domanda secca, impertinente, ma, penso, fondamentale:

    ma a te il tuo lavoro di giornalista economica, piace?

    Ho lasciato senza rimorsi il lavoro per i figli, anni fa, e ne sono stata felice. Abbiamo vissuto, e viviamo, con un solo stipendio, senza ricchezze ed etichette, ma siamo felici.

    A me sembra questo il nocciolo del problema: al di là della stretta necessità (per i figli si fa di tutto, ma non mi sembra questo il tuo caso), il punto da chiarirsi quando il grande rientro al lavoro si avvicina è questo:

    nonostante ti possa sentire in colpa, e sappia che ti mancherà il suo viso, il profumo della sua testa, sentirlo tirare al seno, dormicchiare sul divano con lui sulla pancia, nonostante tutto questo, c'è in angolino del tuo animo la consapevolezza che il tuo lavoro ti renderà ancora felice? Ti piacerà fare quello che stai per tornare a fare?

    Perchè se la risposta è no, dovresti pensarci su seriamente. Con tutta la fatica che una madre deve fare per ricavare del tempo per lavorare, se non costretta da strette necessità, dovrebbe farlo per un lavoro che le piace, una passione che la rende felice.

    Così la fatica è ripagata dalle soddisfazioni.

    Prova ad immaginare di sbatterti come una dannata per poter fare un lavoro che non ti diverte, piace, soddisfa. Ti ritroveresti caricata della fatica della famiglia, più la frustrazione del lavoro. tz tz tz, ne risentirebbero anche i figli. Mica giusto, per te e per loro.

    Pensieri difficili, periodo pesante, coraggio
    un abbraccio stretto

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    elasti, il mio hobbit ha l'età esatta del tuo micro e io dovrei rientrare al lavoro il 4 ottobre… dovrei perchè gli incubi io ce li ho da quando ero ancora incinta e sai cosa ho deciso? tento la fortuna in proprio e mi metto a lavorare da casa… pensaci!
    ciao tank girl

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    visto che continuate a discuterne…
    io ho solo un pupo (e un progetto interrotto, ormai a natale) e ahimè la pancia ancora disabitata.
    comunque, sono una lavoratrice autonoma, nel senso "maternità" ? e cos'è questa cosa sconosciuta, dato che i clienti, se non ci sei,  vanno da un'altra parte e certo nessuno ti paga per stare a casa, anzi, devi pagare tu qualcun altro che stia lì al tuo posto e sperare in bene.
    e devi anche pagare la tua personale valentina e sperare in bene (niente nonni per noi).
    ma questo per dire che il mio lavoro non lo lascerei per niente al mondo e che, anche se sono rientrata dopo due settimane, non mi sento nè supereoe nè sacrificata.
    insomma, ha ragione mareallalba: ma il tuo lavoro ti piace ancora?
    babi

    p.s. hai un blog bellissimo e una famiglia stupenda, beata te!

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    Cara Elasti,
    anche io comincio ad avere l'ansia da rientro dalla maternità, per carità è vero che chi lavora in proprio non può godersi nemmeno questo periodo e che mi sento tutelata e fortunata nel poterne godere però forse come ha ipotizzato qualcuno il problema di fondo è che magari il lavoro non ci piace più per questo temiamo il rientro!!!

    Per carità dopo 8 mesi sento di voler riprendere a lavorare perchè ho di nuovo bisogno del mio tempo ma se avessi un'alternativa cambierei subito sia perchè vorrei fare qualcosa di diverso ma soprattutto per motivi logistici perchè impiego quasi quattro ore tra andata/ritorno.

    Rientrerò probabilmene ad Ottobre e potrò godere dell'allattamento quindi riuscire a tornare a casa penso alle 17.00 e già mi pare un'infinità di tempo.
    Se poi penso che da Gennaio dovrei riprendere il full-time vuol dire uscire di casa alle 7.00 e rientrare alle 20.00 quindi lasciare il bimbo tra nido e nonni forse senza nemmeno dargli la cena perchè và a letto presto

    …..insomma non voglio proprio farlo percui credo dovrò prendere una decisione molto radicale e rinunciare ad un lavoro sicuro probabilmente per il precariato perchè altrimenti che fai a fare un figlio se poi lo devi lasciare ad altri???
    c'è chi sta peggio certo ma penso che ognuno alla fine abbia le sue paure e probabilmente è anche giusto che le abbia.

    facciamo coraggio tutte assieme
    ;)

    MammaNinja

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    uno stato non mi può obbligare a lasciare i miei bimbi prima dei tre anni (almeno) a degli estranei, o ai nonni per un'intera giornata e infatti non gliel'ho permesso.
    ci siamo trasferiti in Svizzera. mio marito lavora, siamo noi più 2, io curo la casa e loro, chi lo farebbe meglio di me?!
    quando cresceranno tornerò a lavorare, ora sono una mamma.

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    Ciao a tutte le future mamme come me, mi chiamo Lidia, ho 34 anni e vivo a Milano, sono incinta della mia prima figlia che nascerà intorno a fine gennaio 2011.
    La mia amica più cara, ha partorito a metà luglio il primo figlio……. Nicolò e mi ha fatto un regalo, che io trovo bellissimo: un buono di 2 mesi per partecipare  a VOCINOVE, il coro delle mamme in dolce attesa di Milano…….e mi ha raccontato che, questa esperienza oltre ad essere unica nel suo genere, l’ha aiutata tantissimo nella relazione con suo marito e durante le ora di travaglio e durante la fase del parto.
     
    Il maestro Giovanni Casanova mi ha dato tutte le info necessarie per iniziare a partecipare al coro e sono molto contenta di iniziare: ci vediamo la prima volta giovedì 9 settembre alle ore 17:45 c/o il Polo Mozart del Comune di Milano – Via Vivaio 7.
     
    Ah…………il coro c’è anche a Torino e si trovano tutti i mercoledì alle ore 18:30 all’Istituto Change  in via  Ormea 22.
     
    Il sito è http://www.vocinove.it, mi è sembrato importante condividere con voi questa notizia molto bella. Ciao

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    Puoi sempre dotarlo di occhiali e portatile e spacciarlo per collaboratore esterno….
    Lasciare il lavoro è una scelta (privilegiata) comunque difficile, io l'ho fatto ormai da quattro anni e ogni tanto mi sento soffocare….come prima mi sentivo soffocare lavorando. L'equilibrio perfetto è una condizione sfuggente, ma la sua ricerca ci spinge sempre più avanti!
    @Simo, coraggio…i miei piccoli "insuccessi"me li immagino sull' Isola che non c'è, a tener compagnia a quello sciamannato di Peter Pan.

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