povero van gogh

“mamma, lo sai che van gogh si è tagliato un orecchio?”
“già. tremendo eh? ma chi te lo ha detto?”
“me lo ha detto mister brown, il nonno, che mi spiega i pittori, anche al telefono da bari”
“ah. secondo te perché lo ha fatto, van gogh?”
“non lo so. forse per il nervoso. però il vero problema non è tanto avere un orecchio tagliato
“e qual è il vero problema?”
“il vero problema è che, senza l’orecchio non si può fare la carta di identità. mica è valida una foto senza un orecchio”
“…”
“proprio un bel problema, povero van gogh, senza l’orecchio e senza carta di identità”.

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30 pensieri su “povero van gogh

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    Bellissima la riflessione dell’hobbit sull’aneddoto, va subito ai dettagli pratici!
    E mi unisco ai complimenti al nonno che spiega i pittori al telefono!

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    Che mito Mr. Brown,
    i nonni baresi sono fantastici, mi ricorda il mio che da piccola mi faceva ascoltare i suoi vinili di jazz…
    quanta malinconia se penso che non c’è più e che da 2 anni la mia vita a bari è un po’ più vuota senza di lui.
    Complimenti anche per il senso pratico dell’hobbit grande.
    Buona settimana Elasti

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    sei bellissima. ti leggo da un anno e il modo in cui sei al mondo mi purifica e riporta a casa sempre. io ti auguro tutto il bene e ti ringrazio di questo posto e della tua immensa forza e capacità di leggerezza.

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    Ahahahah. La foto della carta d’identità senza orecchio. Lo hobbit di mezzo è del segno dei gemelli? Potrebbe fare lo scrittore. Ha una fantasia fuori dal comune.

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    accadde perchè aveva avuto un problema con l’amico gauguin, di cui provava infinita ammirazione. a volte il genio si trasforma in follia esagerata, sono agli antipodi ma se ci pensi è la follia che ti porta ad essere un impressionista prima e uno dei primi espressionisti riconosciuti in tutto il mondo. è bello che un nonno racconti storie di artisti. è bello far respirare aria di cultura a certe piccole menti che a quell’età sono spugne…

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