corsa nel fango e altri giochi sotto la pioggia

un bosco, una manciata di case e un enorme prato recintato di fronte a un lago.
intorno al recinto centinaia di famigliole che arrostiscono braciole e salsicce.
gli uomini sono rigorosamente in kilt, le donne in jeans, i bambini mezzi nudi.
dentro al recinto gli ‘highlands games’ di
lochearnhead, che pure nelle highlands non è.
gli highlands games sono giochi campestri. estremi, trattandosi di scozia.
fa freddo e piove a dirotto fuori e dentro il recinto, ma non è un problema.

un signore con una enorme pancia e un immenso kilt, anima la festa e decreta i vincitori di ogni disciplina, urlando in un microfono.
dal bosco, alla spicciolata, arrivano i partecipanti alla corsa nel fango, accolti da grida di giubilo.
sono coperti di terra e arrancano ansimanti verso l’umido traguardo.
al centro del campo, degli energumeni in gonnella si sfidano nel lancio del peso. fanno volare verso l’alto all’indietro dei cilindri arrugginiti del peso specifico dell’uranio, rischiando a ogni lancio di colpire a morte cani e bimbi in transito.
in un angolo una giuria costituita da due vecchietti centenari in kilt, probabilmente sordi, esamina suonatori di cornamusa che si esibiscono in una litania ossessiva.

"grazie a tutti di avere partecipato" dice il signore panciuto al termine della manifestazione.
"grazie anche al tempo, che è stato clemente!", conclude soddisfatto e fradicio di pioggia.

"quando il tempo non è clemente invece cosa succede?", chiede mister incredible grondante a un lanciatore di cilindri arrugginiti.
"l’anno scorso, per esempio, le macchine nel parcheggio sono affondate nel fango e abbiamo dovuto recuperarle coi cingolati".

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11 pensieri su “corsa nel fango e altri giochi sotto la pioggia

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    Dev’essere un problema diffuso questo della corretta denominazione dei genitori…la bambina a cui faccio da babysitter quando vede la mamma che arriva a recuperarla la chiama alternativamente: “Michele” “Simone” “Anna” “Giulia” e “zia Baloo”, mai una volta che io l’abbia sentita dire mamma.

    La signora rimane ogni volta comprensibilmente affranta dal sentirsi ripudiare, dopo una giornata di lavoro, dalla sua stessa progenie…

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